Ogni pensiero lascia una traccia. Sai quali stai coltivando?

di Sonia Germani Zamperini — Fondatrice CRESS, Naturopata, esperta di Tecnica Energo-Vibrazionale e Domoterapia Sottile

C’è una domanda che mi piace fare all’inizio di ogni percorso:

Quanto di ciò che pensi nasce davvero nel momento presente — e quanto invece riattiva qualcosa di già tracciato?

La maggior parte delle persone, fermandosi a osservare, si accorge di qualcosa di sorprendente: molti pensieri non nascono adesso. Sono già lì, pronti, come un percorso che il sistema conosce a memoria e percorre in automatico.

Questo è il punto di partenza della Masterclass sulle Forme Pensiero.

Cosa sono gli Schemi Mentali Dinamici

Il cervello funziona come un sistema di reti neurali dinamiche.

Quando un’esperienza si ripete, alcune connessioni si rafforzano, le sinapsi diventano più efficienti e il circuito si stabilizza. Questo processo — che le neuroscienze chiamano neuroplasticità — crea percorsi preferenziali che rendono alcune risposte automatiche.

Il risultato? Il sistema reagisce prima ancora che la coscienza intervenga.

Ti è mai capitato di accorgerti che una reazione era già partita — il respiro cambiato, il corpo contratto, l’emozione già presente — e solo dopo arrivava il pensiero che cercava di giustificarla?

Quella sequenza non è casuale. È la firma di uno Schema Mentale Dinamico — una configurazione appresa che si è stabilizzata nel tempo e che, spesso senza che ce ne accorgiamo, orienta il nostro modo di pensare, percepire e reagire.

Quando uno schema si attiva, non coinvolge solo il pensiero. Si attiva uno stato dell’intero organismo: attenzione, tono emotivo, respiro, postura — tutto si organizza in modo coerente. Non è un’idea. È uno stato.

Le Forme Pensiero: molto più di un pensiero

Nella visione della TEV — Tecnica Energo Vibrazionale — ogni Schema Mentale Dinamico ha una controparte nel corpo bioplasmico: la Forma Pensiero.

Una Forma Pensiero non è un pensiero passeggero. È una struttura di campo — un’organizzazione vibrazionale stabile che, quando è attiva, mantiene una coerenza tra pensiero, emozione e corpo che tende a ripetersi nel tempo.

Può influenzare le emozioni e le scelte. Può orientare gli eventi. Influenza il potere personale.

Non è solo qualcosa che pensi. È qualcosa che orienta ciò che vivi.

Capire non basta: la differenza tra comprensione e consapevolezza

Molte persone conoscono i propri schemi. Li sanno descrivere, li riconoscono, li possono raccontare con precisione.

Eppure continuano a ripeterli.

Perché?

Perché la comprensione è un processo cognitivo: ti permette di riconoscere e descrivere uno schema, ma interviene dopo l’attivazione e non modifica automaticamente né il circuito neurale né la Forma Pensiero.

La consapevolezza, invece, non è interpretazione né analisi. È la capacità di rilevare direttamente ciò che accade mentre il sistema si attiva. Questa rilevazione modifica lo stato, riduce l’automatismo e rende il sistema più fluido.

È qui che avviene il passaggio operativo: rendere percepibile ciò che si attiva.

La meditazione percettiva: quando i sensi entrano in gioco

Nella Masterclass utilizziamo la meditazione percettiva — una focalizzazione attentiva selettiva sul palmo delle mani che riduce l’interferenza cognitiva e permette la rilevazione di variazioni percettive.

Non descrive, non interpreta: rileva.

Come la meditazione tradizionale agisce sul sistema nervoso producendo effetti documentati dalle neuroscienze — riduzione dello stress, maggiore regolazione emotiva, aumento della flessibilità cognitiva — la meditazione percettiva porta questi stessi effetti in un contesto di lavoro energetico diretto.

Attraverso questa pratica impari a osservare come pensieri, emozioni e parole influenzano in tempo reale il tuo sistema energetico. Non come teoria. Come esperienza diretta.

Cosa trovi nella Masterclass

La Masterclass Forme Pensiero — Primo Livello è un corso video registrato che puoi seguire quando vuoi, ai tuoi ritmi.

  Come riconoscere i tuoi Schemi Mentali Dinamici — quei pattern automatici che si attivano prima che tu te ne accorga

✦  La differenza tra capire e percepire — perché la consapevolezza incarnata è l’unico cambiamento reale

✦  La meditazione percettiva applicata — un’esperienza pratica guidata per sviluppare la percezione energetica

✦  Il test energetico sull’Ajna — osserva in prima persona come pensieri e parole modificano il tuo sistema energetico

✦  Accesso a vita — lo acquisti una volta, lo hai per sempre

Inizia adesso — accesso a vita

Il cambiamento avviene quando inizi a riconoscere ciò che accade mentre accade. Non prima, non dopo. In quel preciso momento.

La Masterclass Forme Pensiero ti porta esattamente lì.

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Sonia Germani Zamperini — Fondatrice CRESS, Naturopata · TEV · Domoterapia Sottile · CRESS

Roma città degli Dèi: un percorso tra i luoghi sacri del Foro Romano e del Palatino

Roma non è una città. È un rito ancora vivo.

di Sonia Germani Zamperini — Naturopata, esperta di Tecnica Energo-Vibrazionale e Domoterapia Sottile. Fondatrice CRESS

C’è un momento, camminando tra le rovine del Foro Romano, in cui qualcosa cambia.

Non è nostalgia. Non è il fascino turistico delle pietre antiche. È qualcosa di più sottile, più fisico — una variazione nell’aria, una pressione diversa nello spazio. Chi ha sviluppato la percezione energetica sa di cosa parlo. Chi non l’ha ancora sviluppata, spesso lo avverte lo stesso, senza riuscire a dargli un nome.

Roma non è una città. È un rito ancora vivo.

La città che i libri non raccontano

Quello che la storia ufficiale ci consegna è solo lo strato più superficiale. I romani — e prima di loro gli Etruschi da cui Roma ha appreso la Sacra Scienza — non costruivano in modo casuale. Ogni pietra, ogni strada, ogni tempio era il risultato di un processo rituale preciso, meticoloso, codificato.

Prima di fondare una città, si osservava il cielo. L’Augure — il sacerdote interprete della volontà degli Dèi — si posizionava sull’Auguraculum, lo spazio sacro primigenio da cui leggere il volo degli uccelli e le folgori. Il Palatino fu il primo Auguraculum di Roma: fu da quella collina che Romolo chiese il benestare degli Dèi prima di tracciare il solco fondativo.

Solo dopo quella risposta celeste, la città poteva nascere.

Il solco che separava il sacro dal profano

La fondazione di Roma seguiva un rituale che oggi possiamo leggere — con il linguaggio delle neuroscienze — come un’operazione di codifica spaziale profonda. Un modo per imprimere nel territorio, e nella mente collettiva dei suoi abitanti, una mappa simbolica ed energetica precisa.

Si scavava il mundus, la fossa circolare al centro, nella quale venivano interrati simboli di benessere, prosperità e giustizia. Poi, con un aratro trainato da un toro e una vacca, si tracciava il solco primigenius — il confine sacro della città.

Tra il primo e il secondo solco nasceva il Pomerio: una fascia di terra che non poteva essere costruita, abitata, coltivata. Uno spazio liminale — né dentro né fuori — consacrato agli Dèi protettori. In quel confine invisibile i sacerdoti confinano ciò che di oscuro, malato o pericoloso non deve entrare nell’Urbs.

Remo attraversa quel confine armato. E paga con la vita. Non è crudeltà di Romolo: è una dichiarazione di principio che risuona ancora oggi. Lo spazio sacro ha regole che non possono essere violate impunemente.

La Via Sacra: un percorso di trasformazione

Quando il 12 aprile cammineremo lungo la Via Sacra, percorreremo uno dei tracciati rituali più antichi e potenti dell’Occidente.

Questa via non era solo una strada. Era il luogo delle processioni trionfali, delle cerimonie di purificazione, degli atti augurali. Chi tornava dalla guerra — per quanto vittorioso — non poteva entrare nella città senza prima essere purificato. Il corteo trionfale percorreva la Via Sacra come un rito di reintegrazione, un passaggio da uno stato all’altro.

Lungo questo percorso incontreremo:

Il Tempio di Saturno — il cui culto celebrava la possibilità di azzerare l’ordine per ricrearlo più integro.

Il Tempio di Vesta — custode del fuoco sacro, del focolare collettivo, del principio femminile che tiene viva la città.

Il Lapis Niger — la pietra nera che copre uno dei luoghi più arcaici e misteriosi del Foro, con un’iscrizione che maledice chi viola il sacro.

Il Tempio di Venere e Roma — ogni mattina il Sole sorgente lo illumina. Da Marte e Venere nasce Roma, e questo rituale cosmico si rinnova ogni giorno.

L’Arco di Tito — il trionfo come rito, il potere come responsabilità cosmica.

Il nome segreto di Roma

Una tradizione antica racconta che ogni città aveva tre nomi: uno pubblico, uno religioso, uno segreto. Il nome segreto era il nome del Nume tutelare — conoscerlo significava avere potere sulla città stessa.

Il nome segreto di Roma, secondo il poeta Giovanni Pascoli, era Amor — il palindromo della stessa parola. La dedica segreta alla dea Venere, madre di Enea e della stirpe romana.

Roma è Amore. Ogni pietra di questa città è una dichiarazione d’amore verso il divino.

Sul Palatino: dove tutto è cominciato

Concluderemo la nostra esperienza sul Palatino — la collina delle origini, sede dell’Auguraculum di Romolo, luogo di Apollo.

Qui, dove Romolo lanciò la sua lancia di corniolo e dal legno spuntarono radici e germogli — segno del favore degli Dèi — sentiremo qualcosa che va oltre la storia: la presenza di un luogo che è stato intenzionalmente caricato di sacralità per quasi tre millenni.

Le energie si sedimentano nei luoghi. I luoghi di culto antico conservano tracce di intenzione collettiva che chi è allenato alla percezione sottile può avvertire in modo molto concreto. Non è fantasia: è esperienza diretta, replicabile, condivisibile.

Unisciti a noi il 12 aprile

Il 12 aprile alle ore 10:00 ti aspetto direttamente all’ingresso del Palatino, in Largo della Salaria Vecchia, in Via dei Fori Imperiali.

Vivremo insieme un’esperienza unica: non una visita guidata convenzionale, ma un percorso esperienziale tra i luoghi più energeticamente significativi di Roma.

Il biglietto d’ingresso (Forum Pass Super, a data aperta, valido 30 giorni) va acquistato individualmente sul sito ufficiale: ticketing.colosseo.it

Per informazioni scrivimi direttamente.

Per iscriverti all’evento clicca qui: https://cleanergyshop.it/it/percorso-didattico-tev-/260-roma-citta-degli-dei-12-aprile-2026.html

Ti aspetto tra le pietre di Roma. Tra i suoi dèi. Tra i suoi segreti.

SGZ

Parassita energetico: una lettura fuori dal mito


Con il tempo ho rilevato un dato costante: dove è presente un trauma importante — soprattutto se ripetuto, rimosso o non elaborato — si osserva molto spesso anche la formazione di ciò che, nel linguaggio della Tecnica Energo Vibrazionale, definiamo forma-pensiero o elementale, ovvero una forma-pensiero più strutturata.


È necessario chiarire subito un punto essenziale. Questo tema non rappresenta, e non deve diventare, una manifestazione identitaria della TEV, né tantomeno un motivo di allarmismo o di suggestione. L’intento è esattamente opposto: riportare il fenomeno fuori da ogni territorio occulto o misterioso. Quando in altri contesti si parla di “parassita energetico”, la traduzione più corretta non è quella di un’entità esterna o oscura, ma di un processo di adattamento con basi psicologiche, neurofisiologiche ed energetiche molto concrete.
Il corpo registra ogni impatto traumatico. Quando un’esperienza non viene accolta, compresa e integrata, il sistema nervoso tende a congelarla.

Il trauma non elaborato rimane attivo nel circuito neurovegetativo: può modificare il tono vagale, influenzare la risposta ormonale e lasciare una memoria somatica nei tessuti. Dal punto di vista energetico si osserva un addensamento, una congestione, una zona in cui il flusso si riduce e l’informazione resta bloccata.

È questo che, nella TEV, viene definito forma-pensiero o elementale.
Molte di queste strutture nascono da esperienze personali non integrate. L’impatto supera la capacità di regolazione del sistema e il corpo organizza una risposta di contenimento. In origine si tratta di un meccanismo intelligente di protezione. Con il tempo, però, se non viene rielaborato, può irrigidirsi e trasformarsi in automatismo.


Accanto a questa origine interna esistono anche componenti relazionali e ambientali. Il sistema nervoso è profondamente risonante: fin dalle prime fasi della vita siamo immersi nei campi emotivi e nelle dinamiche di ciò che ci circonda. Traumi familiari non risolti, contesti relazionali fortemente stressanti o ambienti carichi di paura e tensione possono imprimere pattern che non derivano da un singolo evento personale ma da un’esposizione prolungata. Quando è presente una ferita, anche minima, il terreno diventa più permeabile e alcune strutture possono organizzarsi per risonanza con ciò che è già vulnerabile.


Nel corpo femminile il fenomeno appare spesso con maggiore evidenza, non per fragilità ma per la profondità dei passaggi biologici ed esistenziali che lo attraversano: menarca, primo rapporto, parto, eventuali aborti, interventi chirurgici, violenze. Sono eventi che coinvolgono sistema endocrino, sistema limbico e tessuti profondi. Se vissuti in solitudine, vergogna, paura o dissociazione, possono lasciare impronte significative. Il corpo, per proteggersi, struttura un contenitore del dolore; se questo contenitore rimane cristallizzato, diventa schema.


Il comportamento di queste strutture è coerente con la loro origine. Tendono ad attivarsi in presenza di emozioni affini al nucleo iniziale — paura, rabbia trattenuta, senso di colpa, vergogna, autosvalutazione — riaccendendo gli stessi circuiti neurovegetativi e lo stesso addensamento energetico. Talvolta orientano la percezione e, di conseguenza, le scelte, portando a riconfermare scenari coerenti con quella memoria. In altri casi l’effetto è più silenzioso: stanchezza persistente, calo energetico, difficoltà di centratura. Non si tratta di qualcosa che “succhia” energia dall’esterno, ma di un circuito che continua a consumarla per mantenere attiva una risposta di adattamento.
Non c’è motivo di demonizzare queste dinamiche. Tutti possediamo forme-pensiero: sono il risultato dei nostri processi di sopravvivenza e adattamento. Senza di esse non avremmo attraversato molte esperienze. Il lavoro non consiste nell’eliminare con lotta o paura, ma nel riconoscere, comprendere l’origine — personale, relazionale o ambientale — e trasformare gradualmente l’energia che le sostiene.
Nella TEV questi temi vengono affrontati nei percorsi avanzati a partire dall’argomento dei legami, perché è nella dinamica relazionale che molte risonanze prendono forma. Nei livelli successivi il lavoro viene distribuito e approfondito integrando visione energetica, consapevolezza corporea e regolazione neurovegetativa.


Il tema delle Forme Pensiero verrà trattato in modo specifico nel micro-corso che terrò su Zoom il 22 marzo, con l’intento di offrire una lettura chiara, radicata e priva di suggestioni allarmistiche. Quando un fenomeno viene compreso nei suoi meccanismi psicologici, neurofisiologici ed energetici, perde il suo potere destabilizzante e diventa parte di un processo di integrazione e maturazione.


Non lasciatevi risucchiare da parole o descrizioni che rendono questi processi misteriosi o inquietanti. Queste dinamiche esistono, ma possono essere comprese, nominate e riportate a ciò che realmente sono. Dare loro un nome significa togliere potere alla paura. Conoscerne l’origine permette di uscire dalla suggestione. Allenare la percezione consente di riconoscerle con lucidità, affrontarle anche dal punto di vista energetico e, soprattutto, utilizzarle come occasione per conoscere più profondamente noi stessi.
Infine, anche tutto questo è Vita.

Un abbraccio,

SGZ

La casa, un’estensione del nostro essere che merita la stessa attenzione e cura che poniamo per la nostra persona. Un articolo pubblicato su Scienza e Conoscenza.

Laboratorio Salute

In evidenza

puntata del 30 giugno 2022

Intervista a Sonia Germani Zamperini

https://www.telecolor.net/2022/06/laboratorio-salute-energie-sottili-e-viaggi-fotografici/

Il senso di Sonia per la TEV

Mi sono sempre chiesta se siamo solo un ammasso di cellule oppure se esistesse una dimensione oltre il corpo fisico in cui la nostra coscienza continuasse a vivere. La religione non dava risposte per me soddisfacenti, non era un atto di fede quello che cercavo ma una prova tangibile dell’esistenza di dimensioni superiori. 

Ho partecipato a corsi di tecniche “di guarigione”, meditazione, training autogeno, dinamica mentale, pranayama, benché queste facessero crescere in me la convinzione che tutto è compenetrato da un’energia invisibile (Chi, Qi, Forza Vitale, Orgone, Energia Sottile, eccetera) nessuna di queste mi dava una spiegazione, un’analisi di certi fenomeni che potesse essere accettata anche dalla mia logica.  

Roberto Zamperini e Sonia Germani
Roma 1998

Poi ho incontrato Roberto Zamperini.

Pater della TEV, autore di sei libri sul tema, e inventore della Tecnologia Cleanergy. 

Roberto si esprimeva con un linguaggio scientifico, razionale, e in un perfetto sincretismo aveva unito la logica di uomo occidentale ad una marcata sensibilità. 

Fui rapita dalla sua mente e dalla sua onestà intellettuale, la sua trasparenza. Avevo trovato quello che stavo cercando. 

Nella TEV vedrete che certe tecniche confermano due semplici equazioni, semplici, ma non così semplici da identificare: 

congestione = sintomo 

no congestione = no sintomo

Ciò che però mette la TEV a disposizione del singolo, a mio avviso, non è solo la manifestazione di fenomeni riconducibili alle equazioni citate ma la possibilità di indagare -con un approccio esperenziale- quali istanze del nostro essere, nella sua interezza, sono coinvolte in ciò che chiamiamo ad esempio “dolore” o “malattia”. 

Cosa succede al nostro sistema energetico quando interagiamo con le nostre paure?  

Un trauma subito nel passato, come ha inciso sul nostro corpo bioenergetico? 

Cosa succede ai centri energetici se penso benevolmente o malevolmente ad una persona.  

Comprendere questi fenomeni, con un’esperienza percettiva, fa scattare prima di tutto una  riflessione : “ma allora…non siamo solo un corpo biologico” e considerazioni “intime”, profonde, che conducono inevitabilmente ad un’espansione di consapevolezza e perciò di coscienza. 

La TEV sarà non solo lo strumento con cui valutare il sistema energetico di un soggetto o un oggetto ma diventerà un alleato della vostra ricerca personale, una ricerca non imposta o suggerita ma del tutto individuale che porterà alla creazione di un nuovo individuo. 

Tutto questo e molto di più è la TEV®.  

Roma 20-21 novembre 2021

TEV 1

La via e il luogo: un Dōjō unico.

Un Dōjō primo e unico. 

Tradotto letteralmente la parola Do significa “via” e Joluogo”, dunque il Dōjō (道場) è il luogo dove si ricerca la “via”intesa, come percorso interiore, di vita, di esperienza, di cammino spirituale e di coscienza.

L’ideogramma giapponese è straordinariamente esemplificativo in questo senso: 道, rappresenta visivamente un omino (a sinistra) che percorre un sentiero (in basso a destra) e che si lascia alle spalle dietro di sé (in alto a destra nell’ideogramma), il suo personale “bagaglio”, il suo fardello di vita, i suoi compiti, le sue missioni, i suoi obiettivi.

Tradizionalmente colui che pratica la Via è il Guerriero, inteso in senso lato, inteso come l’Essere umano che affronta le sfide e le battaglie della sua personale esistenza ma non c’è nulla di elitario, come nulla di realmente bellico in tutto questo: noi tutti siamo guerrieri e come tali abbiamo il dovere di manifestarci non perdendo l’ ascolto dei piani “superiori”, della nostra Anima e della nostra Coscienza, ascoltando cioè in termini più occidentali e tevvari, il sussurro degli Dei. 

Noi occidentali abbiamo tradotto il termine Dōjō in palestra (Gym) perdendo non solo la corretta interpretazione ma anche il suo contenuto morale e spirituale. 

Il Dōjō è il luogo in cui il praticante genera un rapporto speciale con l’arte che esercita, dove la ricerca della perfezione della pratica include la ricerca di una mente controllata, cristallina ed è di fatto aperto a tutti e adatto a chiunque senta una qualche spinta o risonanza nei confronti di questo impulso acceso dalla Coscienza: “γνῶθι σαυτόν” conosci te stesso. 

La TEV, anch’essa, non è forse la ricerca della tecnica perfetta a cui si arriva conoscendo se stessi? 

E’ lo stesso linguaggio e la stessa filosofia che ritroviamo nel CRESS, nella TEV e nella Tecnologia Cleanergy, per questo ci siamo uniti all’Associazione Pranavia nella realizzazione di un luogo unico, primo in assoluto nel suo genere.

Abbiamo raccolto perciò la richiesta rivolta da persone speciali per la realizzazione di un luogo speciale. Abbiamo esaminato lo spazio e lo abbiamo armonizzato, bonificandolo energeticamente con la Tecnologia Cleanergy. 

L’intervento energetico con la Tecnologia Cleanergy ha bonificato ogni sorgente elettrica, elettromagnetica, l’impianto di riciclo dell’aria e di condizionamento, ogni presa, ogni geopatia generando un’atmosfera percettibile anche ai meno sensibili. 

Abbiamo generato una gabbia di Faraday con Tecnologia Cleanergy con l’aiuto di fili di rame che seguono un’onda di torsione, attraverso i quali la Tecnologia Cleanergy si propaga. Nulla è stato lasciato al caso. Anche il piccolo giardino interno è stato cleanergyzzato

L’Associazione Pranavia ha curato ogni dettaglio, ogni muro, ogni trave di legno è stata realizzata con i materiali migliori, più idonei nella realizzazione del Dōjō, ma non si sono fermati a questo e si sono rivolti al CRESS per l’armonizzazione del luogo, perciò, chi verrà a praticare in questo Dōjō riceverà tutti benefici dalle discipline praticate: dalla meditazione (come lo Zazen), alla respirazione (come il Pranayama), all’alimentazione Pranica, alla pratica di Arti Marziali (come l’Aikido), fino a corsi mirati al benessere psicofisico e spirituale ma riceverà inoltre tutti i benefici derivanti da una struttura perfettamente armonica con l’essere umano.

Un luogo in cui i risultati di una “via” si uniscono all’armonizzazione energetica che ogni praticante riceverà in questo spazio sacro. 

In risposta alla paura: fiducia e cura verso le difese immunitarie aspecifiche.

Roberto Gava, Laureato in Medicina e chirurgia all’Università di Padova, specializzato in Cardiologia, Farmacologia clinica e Tossicologia medica, studioso di Agopuntura cinese e Omeopatia classica, Bioetica e Ipnosi medica ha pubblicato “Proteggersi dalle Infezioni Virali. Aumentare le difese immunitarie per prevenire e curare le infezioni virali” dove illustra l’importanza delle DIFESE IMMUNITARIE ASPECIFICHE.

Mai come ora il punto di vista di Roberto Gava genera credito sulle nostre capacità di difesa sviluppando due dei più potenti farmaci che remano a favore del nostro organismo: coraggio e fiducia come insegna la psiconeuroendocrinologia (leggi Bottaccioli). 

COSA SONO LE DIFESE IMMUNITARIE ASPECIFICHE?

Il sito di microbiologia definisce le difese specifiche presenti sin dalla nascita, si configura come prima linea di difesa dell’organismo contro il “non-self” ma funge anche da aiuto per la risposta immunitaria specifica. Consente il rapido riconoscimento di un limitato repertorio di antigeni e pone il sistema immunitario in una condizione di allarme che favorisce lo sviluppo dell’immunità specifica. Di questa fanno parte: pH, muco, temperatura, ciglia vibratili, varie barriere anatomiche, fagocitosi, infiammazione, macrofagi. ( https://www.microbiologiaitalia.it/immunologia/sistema-immunitario-difese-aspecifiche-e-specifiche/). 

Le difese aspecifiche o innate vigilano su di noi fin dal principio della nostra esistenza, quelle specifiche si generano successivamente e si formano “strada facendo” sulla base dell’esperienza maturata con i germi con cui sono venuti a contatto, le difese aspecifiche  sono alla base del concetto di PREVENZIONE  i cui protagonisti sono i linfociti NK (Natural killer), i mastociti, gli eosinofili, i basofili, i macrofagi, i neutrofili e le cellule dendritiche.

Il significato di PREVENZIONE è quello di “adozione di una serie di provvedimenti per cautelarsi da un male futuro, e quindi l’azione o il complesso di azioni intese a raggiungere questo scopo” (www.treccani.it) dunque l’intervento farmacologico e specifico è previsto quando la patologia è già in atto. 

Senza inoltrarmi nei miei “credo” che potrebbero far insorgere bene che mi vada polemiche, vorrei valorizzare il ruolo dell’azione PREVENTIVA del sistema immunitario ed in particolare delle sua difesa aspecifica, una chiave importante che si è dimenticata  e che potrebbe invece essere determinante nell’evitare malattie oppure nel supportare adeguatamente la risposta del nostro corpo ad un’aggressione biologica.

La malattia non è una maledizione, il nostro organismo, quando si “ammala” è perché sta RISPONDENDO ad un’aggressione  e la risposta verte sempre, sempre, per la sopravvivenza. 

Il problema è un altro, la prevenzione richiede uno stile di vita sano che in taluni significa  effettuare dei cambiamenti nella propria vita, cambiamenti di attitudini anche mentali, di difficile applicazione perché cambiare è faticoso, lo ammetto. 

Non sono una talebana però, se mia figlia ha la febbre a 40 le do un antipiretico, se ha una grave infezione ricorro all’antibiotico ma prima di arrivare all’assunzione dei farmaci c’è un mondo, quello della prevenzione, che include la cura del corpo e cioè attenzione in ciò che mangio, in ciò che bevo, che respiro, attenzione all’ambiente in cui vivo, lavoro, dormo, in ciò che nutro con le mie emozioni, i miei pensieri, il mio spirito, senza dimenticare il corpo vitale. 

Il corpo vitale, secondo la TEV®, è la MATRIX che mette in comunicazione l’intero complesso sistema uomo. L’energia vitale è una sorta di “benzina” che permette al corpo biologico, emozionale, mentale e spirituale di interagire, reagire e lavorare per il raggiungimento e mantenimento del nostro benessere. 

Sì, perché la vera prevenzione è mantenere in equilibrio dinamico tutte le dimensioni esistenziali dell’individuo considerando appunto la nostra unicità.

La TEV® permette di individuare eventuali squilibri energetici a carico del nostro corpo ancor prima della loro manifestazione.

La TEV® considera l’unicità del percorso del singolo e delle influenze ambientali, culturali, familiari eccetera.

La TEV® è un valido supporto di PREVENZIONE che supporta energeticamente le difese aspecifiche.

La TEV® ha lo scopo di aiutare a ritrovare e mantenere il benessere.

Se stai pensando d’iscriverti al corso di TEV® 1 che si terrà nei giorni 22-23/05/2021 ti ricordo che la data utile per l’iscrizione al corso è fissata entro e non oltre il:

07/05/2021

Tale scadenza è dettata dai tempi tecnici del corriere per l’invio del materiale didattico utile al corso di formazione (Mini Cleanergy® – Libro Anatomia Sottile vol.1). 

Per iscriverti ti invito a cliccare qui sotto:

Il cellulare: un dispositivo che rapisce il pensiero, sottrae benessere e depaupera il nostro vitalismo (2).

Segue a : https://soniagermanizamperini.wordpress.com/2021/03/22/il-cellulare-un-dispositivo-che-rapisce-il-pensiero-sottrae-benessere-e-depaupera-il-nostro-vitalismo/

Nell’articolo precedente ho riportate ricerche ed evidenze che mostrano gli effetti di un uso eccessivo dei cellulari, e più in genere del web, sui nostri ragazzi.  
DS o nomofobia  è un vocabolo entrato nel nostro linguaggio e nel dizionario medico ad indicare delle vere e proprie dipendenze, come la droga o il gioco d’azzardo, che il cellulare soprattutto produce. Le dipendenze come sappiamo monopolizzano il nostro pensiero verticalizzandolo sul bisogno di avere una persona, un oggetto o una droga, incoercibilmente.
Come una droga, il cellulare ci toglie il pensiero e il Potere personale ma se ciò non bastasse, se questo non fosse sufficiente a prestare attenzione, soprattutto verso i ragazzi, mettendoli a conoscenza del ruolo manipolatorio e coercitivo del telefonino, allora parliamo di salute.
Se ne parla effettivamente troppo poco per creare una coscienza comune. 
Ecco come si esprime il nostro governo circa la pericolosità dei campi elettromagnetici artificiali emessi dai cellulari:   “I campi elettromagnetici prodotti dai telefoni mobili sono stati classificati nel 2011 dall’International Agency of Cancer Research – IARC come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” (categoria 2b). Tale classificazione identifica un sospetto di possibile cancerogenicità, che studi successivi dovranno confermare o smentire”.
http://www.salute.gov.it/portale/cellulari/dettaglioContenutiCellulari.jsp?lingua=italiano&id=5193&area=cellulari&menu=vuoto&tab=2

Di fatto, diversi studi sono stati pubblicati sulla scena internazionale circa la pericolosità dei cellulari e delle radiofrequenze, ne ricorderò solo alcuni. Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University

Lennart Hardell e Kiell Hansson analizzando 11 ricerche provenienti dalla Svezia, la Danimarca, la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno concluso che la formazione di tumori al cervello è strettamente correlata all’uso di cellulari. In particolare si è rilevato un aumento dei glioma e dei neuromi acustici che si sviluppano soprattutto sul lato della testa dove normalmente viene appoggiato il telefonino. I due ricercatori hanno voluto condurre loro stessi delle ricerche e la loro conclusione conferma quanto scoperto dagli studi internazionali. Corriere ottobre 2007 “E’ necessaria una grande attenzione nell’uso del telefonino – avvertono gli scienziati nella relazione pubblicata dalla rivista Occupational Enviromental Medicine – e soprattutto i bambini, che sono particolarmente vulnerabili, dovrebbero essere scoraggiati dall’utilizzarlo». A quanto sostiene l’Independent, che ha riportato lo studio, i risultati sarebbero tanto importanti quanto preoccupanti, perché mettono insieme ricerche su persone che hanno usato il cellulare per un tempo abbastanza lungo da poter contrarre la malattia. Finora, infatti, le rassicurazioni ufficiali sulla sicurezza dei cellulari si basavano su ricerche compiute, nella migliore delle ipotesi, su un campione ristretto, ma il cancro impiega almeno 10 anni per svilupparsi, quindi questi studi erano giocoforza parziali”. https://www.corriere.it/salute/07_ottobre_08/marchetti_tumori_rischi.shtml 
https://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulari/cellulari-
studio/cellulari-studio.html

In questo sito troverete tutte le evidenze scientifiche raccolte circa il campo
elettromagnetico artificiale e l’insorgenza di tumori tra cui gli studi del ricercatore
Lennart Hardell. https://www.researchgate.net

Tra le numerose evidenze scientifiche, studi e ricerche riporto un’ipotesi di connessione tra il linfoma non- Hodgkin e un’esposizione alle radiofrequenze giugno 2020). 
“Earlier animal studies have provided evidence that non-Hodgkin lymphoma (NHL) may be caused by exposure to radiofrequency (RF) radiation. This was recently confermed by the U.S. National Toxicology (NTP) study that showed an increased incidence of malignant lymphoma in female mice exposed to the GSM modulated or the CDMA modulated cell phone RF radiation. Primary central nervous system lymphoma (PCNSL) is a rare malignancy in humans with poor prognosis.
An increasing incidence has been reported in recent years. Based on a case-report we present the hypothesis that use of the hand-held mobile phone may be a risk factor for PCNSL. The increasing incidence of non-Hodgkin lymphoma in Sweden is discussed in relation to etiologic factors.”
 https://www.researchgate.net/publication/342525979_Central_nervous_system_lymphoma_and_radiofrequency_radiation_-_A_case_report_and_incidence_data_in_the_Swedish_Cancer_Register_on_non-Hodgkin_lymphoma 
Ipotesi di connessione tra tumori alla tiroide ed esposizione alle radiofrequenze (ottobre 2020)
“The International Agency for Research on Cancer (IARC) at the World Health Organization (WHO) categorized in 2011 radiofrequency (RF) as a possible human carcinogen, Group 2B. During use of the handheld wireless phone, especially the smartphone, the thyroid gland is a target organ. During the 21st century, the incidence of thyroid cancer is increasing in many countries. We used the Swedish Cancer Register to study trends from 1970 to 2017. During that time period, the incidence increased statistically significantly in women with average annual percentage change (AAPC) +2.13%, 95% confidence interval (CI) +1.43, +2.83%. The increase was especially pronounced during 2010–2017 with annual percentage change (APC) +9.65%, 95% CI +6.68, +12.71%. In men, AAPC increased during 1970–2017 with +1.49%, 95% CI +0.71, +2.28%. Highest increase was found for the time period 2001–2017 with APC +5.26%, 95% CI +4.05, +6.49%. Similar results were found for all Nordic countries based on NORDCAN 1970–2016 with APC +5.83%, 95% CI +4.56, +7.12 in women from 2006 to 2016 and APC + 5.48%, 95% CI +3.92, +7.06% in men from 2005 to 2016. According to the Swedish Cancer Register, the increasing incidence was similar for tumors <-4 cm as for tumors >4 cm, indicating that the increase cannot be explained by overdiagnosis. These results are in agreement with recent results on increased thyroid cancer risk associated with the use of mobile phones. We postulate that RF radiation is a causative factor for the increasing thyroid cancer incidence. https://www.researchgate.net/publication/347416047_Is_the_Increasing_Incidence_of_Thyroid_Cancer_in_the_Nordic_Countries_Caused_by_Use_of_Mobile_Phones

Senza uscire fuori dal nostro amato paese, l’Istituto Ramazzini nel 2018 pubblica lo studio più importante che sia mai stato svolto sugli effetti delle radiazioni a radiofrequenza (RFR), intitolato “Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 GHz”, visionabile sulla rivista internazionale peer-reviewed Environmental Research, edita da Elsevier 
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935118300367?via%3Dihub
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SG