Il senso di Sonia per la TEV

Mi sono sempre chiesta se siamo solo un ammasso di cellule oppure se esistesse una dimensione oltre il corpo fisico in cui la nostra coscienza continuasse a vivere. La religione non dava risposte per me soddisfacenti, non era un atto di fede quello che cercavo ma una prova tangibile dell’esistenza di dimensioni superiori. 

Ho partecipato a corsi di tecniche “di guarigione”, meditazione, training autogeno, dinamica mentale, pranayama, benché queste facessero crescere in me la convinzione che tutto è compenetrato da un’energia invisibile (Chi, Qi, Forza Vitale, Orgone, Energia Sottile, eccetera) nessuna di queste mi dava una spiegazione, un’analisi di certi fenomeni che potesse essere accettata anche dalla mia logica.  

Roberto Zamperini e Sonia Germani
Roma 1998

Poi ho incontrato Roberto Zamperini.

Pater della TEV, autore di sei libri sul tema, e inventore della Tecnologia Cleanergy. 

Roberto si esprimeva con un linguaggio scientifico, razionale, e in un perfetto sincretismo aveva unito la logica di uomo occidentale ad una marcata sensibilità. 

Fui rapita dalla sua mente e dalla sua onestà intellettuale, la sua trasparenza. Avevo trovato quello che stavo cercando. 

Nella TEV vedrete che certe tecniche confermano due semplici equazioni, semplici, ma non così semplici da identificare: 

congestione = sintomo 

no congestione = no sintomo

Ciò che però mette la TEV a disposizione del singolo, a mio avviso, non è solo la manifestazione di fenomeni riconducibili alle equazioni citate ma la possibilità di indagare -con un approccio esperenziale- quali istanze del nostro essere, nella sua interezza, sono coinvolte in ciò che chiamiamo ad esempio “dolore” o “malattia”. 

Cosa succede al nostro sistema energetico quando interagiamo con le nostre paure?  

Un trauma subito nel passato, come ha inciso sul nostro corpo bioenergetico? 

Cosa succede ai centri energetici se penso benevolmente o malevolmente ad una persona.  

Comprendere questi fenomeni, con un’esperienza percettiva, fa scattare prima di tutto una  riflessione : “ma allora…non siamo solo un corpo biologico” e considerazioni “intime”, profonde, che conducono inevitabilmente ad un’espansione di consapevolezza e perciò di coscienza. 

La TEV sarà non solo lo strumento con cui valutare il sistema energetico di un soggetto o un oggetto ma diventerà un alleato della vostra ricerca personale, una ricerca non imposta o suggerita ma del tutto individuale che porterà alla creazione di un nuovo individuo. 

Tutto questo e molto di più è la TEV®.  

Roma 20-21 novembre 2021

TEV 1

La via e il luogo: un Dōjō unico.

Un Dōjō primo e unico. 

Tradotto letteralmente la parola Do significa “via” e Joluogo”, dunque il Dōjō (道場) è il luogo dove si ricerca la “via”intesa, come percorso interiore, di vita, di esperienza, di cammino spirituale e di coscienza.

L’ideogramma giapponese è straordinariamente esemplificativo in questo senso: 道, rappresenta visivamente un omino (a sinistra) che percorre un sentiero (in basso a destra) e che si lascia alle spalle dietro di sé (in alto a destra nell’ideogramma), il suo personale “bagaglio”, il suo fardello di vita, i suoi compiti, le sue missioni, i suoi obiettivi.

Tradizionalmente colui che pratica la Via è il Guerriero, inteso in senso lato, inteso come l’Essere umano che affronta le sfide e le battaglie della sua personale esistenza ma non c’è nulla di elitario, come nulla di realmente bellico in tutto questo: noi tutti siamo guerrieri e come tali abbiamo il dovere di manifestarci non perdendo l’ ascolto dei piani “superiori”, della nostra Anima e della nostra Coscienza, ascoltando cioè in termini più occidentali e tevvari, il sussurro degli Dei. 

Noi occidentali abbiamo tradotto il termine Dōjō in palestra (Gym) perdendo non solo la corretta interpretazione ma anche il suo contenuto morale e spirituale. 

Il Dōjō è il luogo in cui il praticante genera un rapporto speciale con l’arte che esercita, dove la ricerca della perfezione della pratica include la ricerca di una mente controllata, cristallina ed è di fatto aperto a tutti e adatto a chiunque senta una qualche spinta o risonanza nei confronti di questo impulso acceso dalla Coscienza: “γνῶθι σαυτόν” conosci te stesso. 

La TEV, anch’essa, non è forse la ricerca della tecnica perfetta a cui si arriva conoscendo se stessi? 

E’ lo stesso linguaggio e la stessa filosofia che ritroviamo nel CRESS, nella TEV e nella Tecnologia Cleanergy, per questo ci siamo uniti all’Associazione Pranavia nella realizzazione di un luogo unico, primo in assoluto nel suo genere.

Abbiamo raccolto perciò la richiesta rivolta da persone speciali per la realizzazione di un luogo speciale. Abbiamo esaminato lo spazio e lo abbiamo armonizzato, bonificandolo energeticamente con la Tecnologia Cleanergy. 

L’intervento energetico con la Tecnologia Cleanergy ha bonificato ogni sorgente elettrica, elettromagnetica, l’impianto di riciclo dell’aria e di condizionamento, ogni presa, ogni geopatia generando un’atmosfera percettibile anche ai meno sensibili. 

Abbiamo generato una gabbia di Faraday con Tecnologia Cleanergy con l’aiuto di fili di rame che seguono un’onda di torsione, attraverso i quali la Tecnologia Cleanergy si propaga. Nulla è stato lasciato al caso. Anche il piccolo giardino interno è stato cleanergyzzato

L’Associazione Pranavia ha curato ogni dettaglio, ogni muro, ogni trave di legno è stata realizzata con i materiali migliori, più idonei nella realizzazione del Dōjō, ma non si sono fermati a questo e si sono rivolti al CRESS per l’armonizzazione del luogo, perciò, chi verrà a praticare in questo Dōjō riceverà tutti benefici dalle discipline praticate: dalla meditazione (come lo Zazen), alla respirazione (come il Pranayama), all’alimentazione Pranica, alla pratica di Arti Marziali (come l’Aikido), fino a corsi mirati al benessere psicofisico e spirituale ma riceverà inoltre tutti i benefici derivanti da una struttura perfettamente armonica con l’essere umano.

Un luogo in cui i risultati di una “via” si uniscono all’armonizzazione energetica che ogni praticante riceverà in questo spazio sacro. 

In risposta alla paura: fiducia e cura verso le difese immunitarie aspecifiche.

Roberto Gava, Laureato in Medicina e chirurgia all’Università di Padova, specializzato in Cardiologia, Farmacologia clinica e Tossicologia medica, studioso di Agopuntura cinese e Omeopatia classica, Bioetica e Ipnosi medica ha pubblicato “Proteggersi dalle Infezioni Virali. Aumentare le difese immunitarie per prevenire e curare le infezioni virali” dove illustra l’importanza delle DIFESE IMMUNITARIE ASPECIFICHE.

Mai come ora il punto di vista di Roberto Gava genera credito sulle nostre capacità di difesa sviluppando due dei più potenti farmaci che remano a favore del nostro organismo: coraggio e fiducia come insegna la psiconeuroendocrinologia (leggi Bottaccioli). 

COSA SONO LE DIFESE IMMUNITARIE ASPECIFICHE?

Il sito di microbiologia definisce le difese specifiche presenti sin dalla nascita, si configura come prima linea di difesa dell’organismo contro il “non-self” ma funge anche da aiuto per la risposta immunitaria specifica. Consente il rapido riconoscimento di un limitato repertorio di antigeni e pone il sistema immunitario in una condizione di allarme che favorisce lo sviluppo dell’immunità specifica. Di questa fanno parte: pH, muco, temperatura, ciglia vibratili, varie barriere anatomiche, fagocitosi, infiammazione, macrofagi. ( https://www.microbiologiaitalia.it/immunologia/sistema-immunitario-difese-aspecifiche-e-specifiche/). 

Le difese aspecifiche o innate vigilano su di noi fin dal principio della nostra esistenza, quelle specifiche si generano successivamente e si formano “strada facendo” sulla base dell’esperienza maturata con i germi con cui sono venuti a contatto, le difese aspecifiche  sono alla base del concetto di PREVENZIONE  i cui protagonisti sono i linfociti NK (Natural killer), i mastociti, gli eosinofili, i basofili, i macrofagi, i neutrofili e le cellule dendritiche.

Il significato di PREVENZIONE è quello di “adozione di una serie di provvedimenti per cautelarsi da un male futuro, e quindi l’azione o il complesso di azioni intese a raggiungere questo scopo” (www.treccani.it) dunque l’intervento farmacologico e specifico è previsto quando la patologia è già in atto. 

Senza inoltrarmi nei miei “credo” che potrebbero far insorgere bene che mi vada polemiche, vorrei valorizzare il ruolo dell’azione PREVENTIVA del sistema immunitario ed in particolare delle sua difesa aspecifica, una chiave importante che si è dimenticata  e che potrebbe invece essere determinante nell’evitare malattie oppure nel supportare adeguatamente la risposta del nostro corpo ad un’aggressione biologica.

La malattia non è una maledizione, il nostro organismo, quando si “ammala” è perché sta RISPONDENDO ad un’aggressione  e la risposta verte sempre, sempre, per la sopravvivenza. 

Il problema è un altro, la prevenzione richiede uno stile di vita sano che in taluni significa  effettuare dei cambiamenti nella propria vita, cambiamenti di attitudini anche mentali, di difficile applicazione perché cambiare è faticoso, lo ammetto. 

Non sono una talebana però, se mia figlia ha la febbre a 40 le do un antipiretico, se ha una grave infezione ricorro all’antibiotico ma prima di arrivare all’assunzione dei farmaci c’è un mondo, quello della prevenzione, che include la cura del corpo e cioè attenzione in ciò che mangio, in ciò che bevo, che respiro, attenzione all’ambiente in cui vivo, lavoro, dormo, in ciò che nutro con le mie emozioni, i miei pensieri, il mio spirito, senza dimenticare il corpo vitale. 

Il corpo vitale, secondo la TEV®, è la MATRIX che mette in comunicazione l’intero complesso sistema uomo. L’energia vitale è una sorta di “benzina” che permette al corpo biologico, emozionale, mentale e spirituale di interagire, reagire e lavorare per il raggiungimento e mantenimento del nostro benessere. 

Sì, perché la vera prevenzione è mantenere in equilibrio dinamico tutte le dimensioni esistenziali dell’individuo considerando appunto la nostra unicità.

La TEV® permette di individuare eventuali squilibri energetici a carico del nostro corpo ancor prima della loro manifestazione.

La TEV® considera l’unicità del percorso del singolo e delle influenze ambientali, culturali, familiari eccetera.

La TEV® è un valido supporto di PREVENZIONE che supporta energeticamente le difese aspecifiche.

La TEV® ha lo scopo di aiutare a ritrovare e mantenere il benessere.

Se stai pensando d’iscriverti al corso di TEV® 1 che si terrà nei giorni 22-23/05/2021 ti ricordo che la data utile per l’iscrizione al corso è fissata entro e non oltre il:

07/05/2021

Tale scadenza è dettata dai tempi tecnici del corriere per l’invio del materiale didattico utile al corso di formazione (Mini Cleanergy® – Libro Anatomia Sottile vol.1). 

Per iscriverti ti invito a cliccare qui sotto:

Il cellulare: un dispositivo che rapisce il pensiero, sottrae benessere e depaupera il nostro vitalismo (2).

Segue a : https://soniagermanizamperini.wordpress.com/2021/03/22/il-cellulare-un-dispositivo-che-rapisce-il-pensiero-sottrae-benessere-e-depaupera-il-nostro-vitalismo/

Nell’articolo precedente ho riportate ricerche ed evidenze che mostrano gli effetti di un uso eccessivo dei cellulari, e più in genere del web, sui nostri ragazzi.  
DS o nomofobia  è un vocabolo entrato nel nostro linguaggio e nel dizionario medico ad indicare delle vere e proprie dipendenze, come la droga o il gioco d’azzardo, che il cellulare soprattutto produce. Le dipendenze come sappiamo monopolizzano il nostro pensiero verticalizzandolo sul bisogno di avere una persona, un oggetto o una droga, incoercibilmente.
Come una droga, il cellulare ci toglie il pensiero e il Potere personale ma se ciò non bastasse, se questo non fosse sufficiente a prestare attenzione, soprattutto verso i ragazzi, mettendoli a conoscenza del ruolo manipolatorio e coercitivo del telefonino, allora parliamo di salute.
Se ne parla effettivamente troppo poco per creare una coscienza comune. 
Ecco come si esprime il nostro governo circa la pericolosità dei campi elettromagnetici artificiali emessi dai cellulari:   “I campi elettromagnetici prodotti dai telefoni mobili sono stati classificati nel 2011 dall’International Agency of Cancer Research – IARC come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” (categoria 2b). Tale classificazione identifica un sospetto di possibile cancerogenicità, che studi successivi dovranno confermare o smentire”.
http://www.salute.gov.it/portale/cellulari/dettaglioContenutiCellulari.jsp?lingua=italiano&id=5193&area=cellulari&menu=vuoto&tab=2

Di fatto, diversi studi sono stati pubblicati sulla scena internazionale circa la pericolosità dei cellulari e delle radiofrequenze, ne ricorderò solo alcuni. Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University

Lennart Hardell e Kiell Hansson analizzando 11 ricerche provenienti dalla Svezia, la Danimarca, la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno concluso che la formazione di tumori al cervello è strettamente correlata all’uso di cellulari. In particolare si è rilevato un aumento dei glioma e dei neuromi acustici che si sviluppano soprattutto sul lato della testa dove normalmente viene appoggiato il telefonino. I due ricercatori hanno voluto condurre loro stessi delle ricerche e la loro conclusione conferma quanto scoperto dagli studi internazionali. Corriere ottobre 2007 “E’ necessaria una grande attenzione nell’uso del telefonino – avvertono gli scienziati nella relazione pubblicata dalla rivista Occupational Enviromental Medicine – e soprattutto i bambini, che sono particolarmente vulnerabili, dovrebbero essere scoraggiati dall’utilizzarlo». A quanto sostiene l’Independent, che ha riportato lo studio, i risultati sarebbero tanto importanti quanto preoccupanti, perché mettono insieme ricerche su persone che hanno usato il cellulare per un tempo abbastanza lungo da poter contrarre la malattia. Finora, infatti, le rassicurazioni ufficiali sulla sicurezza dei cellulari si basavano su ricerche compiute, nella migliore delle ipotesi, su un campione ristretto, ma il cancro impiega almeno 10 anni per svilupparsi, quindi questi studi erano giocoforza parziali”. https://www.corriere.it/salute/07_ottobre_08/marchetti_tumori_rischi.shtml 
https://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulari/cellulari-
studio/cellulari-studio.html

In questo sito troverete tutte le evidenze scientifiche raccolte circa il campo
elettromagnetico artificiale e l’insorgenza di tumori tra cui gli studi del ricercatore
Lennart Hardell. https://www.researchgate.net

Tra le numerose evidenze scientifiche, studi e ricerche riporto un’ipotesi di connessione tra il linfoma non- Hodgkin e un’esposizione alle radiofrequenze giugno 2020). 
“Earlier animal studies have provided evidence that non-Hodgkin lymphoma (NHL) may be caused by exposure to radiofrequency (RF) radiation. This was recently confermed by the U.S. National Toxicology (NTP) study that showed an increased incidence of malignant lymphoma in female mice exposed to the GSM modulated or the CDMA modulated cell phone RF radiation. Primary central nervous system lymphoma (PCNSL) is a rare malignancy in humans with poor prognosis.
An increasing incidence has been reported in recent years. Based on a case-report we present the hypothesis that use of the hand-held mobile phone may be a risk factor for PCNSL. The increasing incidence of non-Hodgkin lymphoma in Sweden is discussed in relation to etiologic factors.”
 https://www.researchgate.net/publication/342525979_Central_nervous_system_lymphoma_and_radiofrequency_radiation_-_A_case_report_and_incidence_data_in_the_Swedish_Cancer_Register_on_non-Hodgkin_lymphoma 
Ipotesi di connessione tra tumori alla tiroide ed esposizione alle radiofrequenze (ottobre 2020)
“The International Agency for Research on Cancer (IARC) at the World Health Organization (WHO) categorized in 2011 radiofrequency (RF) as a possible human carcinogen, Group 2B. During use of the handheld wireless phone, especially the smartphone, the thyroid gland is a target organ. During the 21st century, the incidence of thyroid cancer is increasing in many countries. We used the Swedish Cancer Register to study trends from 1970 to 2017. During that time period, the incidence increased statistically significantly in women with average annual percentage change (AAPC) +2.13%, 95% confidence interval (CI) +1.43, +2.83%. The increase was especially pronounced during 2010–2017 with annual percentage change (APC) +9.65%, 95% CI +6.68, +12.71%. In men, AAPC increased during 1970–2017 with +1.49%, 95% CI +0.71, +2.28%. Highest increase was found for the time period 2001–2017 with APC +5.26%, 95% CI +4.05, +6.49%. Similar results were found for all Nordic countries based on NORDCAN 1970–2016 with APC +5.83%, 95% CI +4.56, +7.12 in women from 2006 to 2016 and APC + 5.48%, 95% CI +3.92, +7.06% in men from 2005 to 2016. According to the Swedish Cancer Register, the increasing incidence was similar for tumors <-4 cm as for tumors >4 cm, indicating that the increase cannot be explained by overdiagnosis. These results are in agreement with recent results on increased thyroid cancer risk associated with the use of mobile phones. We postulate that RF radiation is a causative factor for the increasing thyroid cancer incidence. https://www.researchgate.net/publication/347416047_Is_the_Increasing_Incidence_of_Thyroid_Cancer_in_the_Nordic_Countries_Caused_by_Use_of_Mobile_Phones

Senza uscire fuori dal nostro amato paese, l’Istituto Ramazzini nel 2018 pubblica lo studio più importante che sia mai stato svolto sugli effetti delle radiazioni a radiofrequenza (RFR), intitolato “Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 GHz”, visionabile sulla rivista internazionale peer-reviewed Environmental Research, edita da Elsevier 
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935118300367?via%3Dihub
SEGUE 
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Vu compra? No, grazie

Vu comprà? No grazie. 

Dietro a ogni prodotto del CRESS c’è uno studio di decenni, libri pubblicati, e lavoro tanto lavoro che non si vede dalla vetrina di FB o Instagram, ma c’è.

I nostri prodotti non sono deperibili, non marciscono, nè una volta mangiato lo si espelle dal corpo….è tra l’altro un prodotto Made in Italy al 100% . 

La Tecnologia Cleanergy viene venduta da più di 20 anni esclusivamente con il passa parola, perché il prodotto funziona e si presenta da sè. 

A distanza di anni dall’acquisto troverete sempre noi a rispondervi, a consigliarvi, i nostri clienti non pagano questo servizio, e non ci sono aziende fantasma, numeri verdi o call center con risposta automatica o al quale nessuno risponde. Chi risponde ha le competenze per farlo perché in prima persona utilizza la TEV e la Tecnologia Cleanergy. 

Se apprezzate il nostro lavoro, onesto e competente, in un momento critico come questo, acquistando lo sostenete. 

Tutto questo è un valore aggiunto che forse andava ricordato. 

Un abbraccio,

SG

Chiamiamolo effetto collaterale o placebo, non ci offendiamo.

MC, biologa, ricercatrice all’Università di Perugia mi contatta a causa di un problema di salute della madre che accusa una costante nausea determinata da un innalzamento dell’urea, oltre che a quello della creatinina, che segnala una sofferenza della funzionalità renale.
Le analisi eseguite il 5 dicembre 2019 riportano i seguenti valori: 

Urea 124,0 mg/dl intervallo di riferimento (12.5-71)
Creatinina (secondo Jaffe) 2,66 mg/dl intervallo di riferimento (10,60-1,10)
Calcio totale 10.9 mg/dl intervallo di riferimento (8,6-110,2)

Inizio dei trattamenti TEV, il 12 dicembre che vengono eseguiti tutti i giorni per circa una settimana.

MC mi riferisce che la madre sta molto meglio e che la nausea era scomparsa già dopo un giorno di trattamento e che intendeva ripetere le analisi a sua madre.
Ecco i risultati delle analisi del sangue del 20 dicembre: 

Urea 74,0 mg/dl intervallo di riferimento (12.5-71)
Creatinina (secondo Jaffe) 1,92 mg/dl intervallo di riferimento (10,60-1,10)
Calcio totale 9,7 mg/dl intervallo di riferimento (8,6-110,2)

In questo intervallo di tempo il soggetto non ha effettuato cambiamenti, né alimentare, né farmacologico. 

Urea o azotemia: prodotta dal fegato a seguito dalla trasformazione di un prodotto di degradazione degli amminoacidi, tossico per l’organismo, lo ione ammonio. L’urea poiché eliminata dai reni, indica la funzionalità renale.

La creatinina deriva dalla creatina, una sostanza contenuta nei muscoli. La creatinina si genera durante corso l’attività muscolare, viene filtrata dai reni ed eliminata tramite le urine. La creatinina è un valore che indica anch’esso lo stato di salute dei reni. 

Calcio totale: è in relazione alla concentrazione delle proteine circolanti, in particolare dell’albumina. Se la funzionalità renale è insufficiente l’eccesso di calcio non può essere adeguatamente eliminato.

https://cleanergyshop.it

Sistemi di biorisonanza e risonanza: il Mora Test.

Josè Roldan Ruiz diplomato in Medicina Tradizionale Cinese, Omeopatia, Kinesiologia, Ipnosi Clinica, Medicina Ortomolecolare, Shiatsu, Esperto in Geobiologia e in sistemi di biorisonanza Mora ha presentato in un corso di biorisonanza Mora e Kinesiologia rivolto a tutti i moraterapeuti in Spagna, dei casi ottenuti con il Mora Test in abbinamento con la Mini CPU e l’utilizzo del Midi Cleanergy con la Memoria Energetica Legami. 

Per ora vorrei soffermare l’attenzione sulla presenza del Midi Cleanergy. 

Perchè abbinare il Mora Test al Cleanergy? 
Come afferma Josè Luis: nel tempo e a causa dei trattamenti, l’apparecchiatura di bio-risonanza accumula energia congestionata nei propri circuiti alterando e i test e i protocolli di riequilibrio energetico. 

Questa problematica è generata propio dal sistema di risonanza per cui quando due entità energetiche entrano in contatto si scambiano informazioni generando il fenomeno della contaminazione che in questo caso non riguarda due persone ma una macchina e una persona. Le “informazioni”, la carica vibrazionale di un soggetto che ha una patologia è chiaramente inibente verso il corpo bioenergetico, la sua presenza riduce la carica vitale. Questa caratteristica vibratoria, quella della patologia rilevata dalla macchina, permane nella macchina stessa riducendo nel tempo e la capacità di risonanza (e quindi i test che vengono effettuati con questa) e l’intervento. 

Per evitare questo inconveniente, Josè Luis ha dotato il Mora test di un Cleanergy con ME Legami, come vedete nella foto in basso. Posizionato sulla scatola in metallo del Mora Test, l’energia del Cleanergy viene diffusa e convogliata eliminando le congestioni che normalmente tendono ad accumularsi, paziente dopo paziente. In questo modo il test effettuato con lo strumento di biorisonanza non è alterato dalle congestioni memorizzate dai vari soggetti che giorno dopo giorno si sottopongono all’analisi del Mora Test.

Il Cleanergy ha una versatilità tale che la sua presenza diventa quasi indispensabile e sinergica a qualsiasi sistema di biorisonanza, e a qualsiasi forma di terapia.

Campi elettromagnetici, VES e problemi circolatori.

Nel link postato alla fine di questo articolo, la Dott.ssa Mariella NICOLETTI, nostra allieva TEV e ricercatrice all’Università di Napoli “Federico II” scrive: “Esistono buone ragioni per ipotizzare che i globuli rossi del sangue possano elettrizzarsi e magnetizzarsi, attraendosi l’un l’altro, formando vere e proprie pile e facendo così aumentare la VES. La VES misura la fluidità del sangue: più è alta la VES, meno fluido è il sangue. Quando il sangue è magnetico, i valori della VES si innalzano”.

Questa ricerca è stata “ispirata” da un fatto avvenuto presso il nostro centro: un uomo causa un incidente di lavoro fu esposto ad un fortissimo campo elettromagnetico. Da quell’evento traumatico iniziò ad avere la VES alta. 
Arrivò presso il nostro centro, come ultima spiaggia, dopo aver consultato vari medici senza riuscire a risolvere il suo problema. 

Dopo aver chiarito che il nostro approccio si basa solo ed unicamente sul ripristino dell’equilibrio energetico e che perciò non va interpretato come un metodo di guarigione e che non possiamo, né vogliamo, sostituire medici e terapie mediche, passiamo all’analisi energetica che evidenziava nel sangue un’ importante presenza di congestione elettromagnetica come nella TEV definiamo questo genere di caratteristica vibratoria generata da un campo elettromagnetico artificiale. 

I trattamenti volti a eliminare la congestione avevano apportato al soggetto un importante beneficio ed un inaspettato “effetto collaterale”: la diminuzione dei valori della VES. 

“Un campo elettromagnetico si genera quando l’elettricità scorre in un filo avvolto in una bobina. Tutti noi siamo circondati da un gran numero di tali campi. Alcuni sono irradiati da stazioni radiotelevisive, antenne radar, ripetitori per cellulari; altri, li possediamo in casa: radio, radiosveglia, coperta elettrica, forno a microonde, televisore, computer, altri apparecchi con tubi catodici, telefoni portatili e cellulari, walkie talkie, macchine fax,videogiochi, lampade al neon, apparecchiature elettroniche in genere e perfino i fili della corrente.
Dagli schermi TV e computer escono grandi quantità di ioni ed elettroni, che vanno a depositarsi sui tessuti, sugli organi e sui centri energetici superiori, i più delicati di tutto il sistema energetico. L’elenco non è esaustivo. Questi campi girano tutt’intorno alle nostre stanze e creano campi elettromagnetici in grado di magnetizzare il ferro e quindi anche i globuli rossi. Il fenomeno del sangue elettrico è stato studiato da medici e ricercatori. (Energie Sottili – Roberto Zamperini)” 

Se così fosse, mi viene da pensare ad un’associazione tra 5G e problemi inerenti il sangue.
Se al sangue carico di congestioni elettromagnetiche corrispondesse un innalzamento della VES e problemi all’intero apparato cardiocircolatorio, si potrebbe ipotizzare un nesso tra inquinamento elettromagnetico e problemi al sangue, non in ultimo anche le trombosi…

La mia naturalmente è solo una riflessione determinata da un fatto a cui ho personalmente assistito e che, in tempi di Covid19 e installazioni di antenne 5G, mi è tornata alla memoria. Sarebbe interessante poter proseguire gli studi avviati dalla Dott.ssa Mariella NICOLETTI purtroppo scomparsa diversi anni fa. 

 https://energiesottili.it/influenza-dei-campi-elettromagnetici-sul-sangue/

Sonia Germani Zamperini

Nomen-Omen

“Hai una grande nome, dovrò uccidere il tuo nome prima di uccidere te.”

In questo stralcio tratto dal film “Il Gladiatore” viene ricordata l’importanza della parola, e soprattutto del nome, a cui i Romani attribuivano il Potere d’influenzare la realtà.

Nomen omen “un nome un destino”, “il destino nel nome” un’incredibile assonanza con Numen che in latino significa potenza divina, da cui deriva il termine nume cioè volontà divina, estendendosi fino al concetto stesso di divinità.

Nel nome è inscritto il destino, dunque, conoscere il nome di una persona, di una cosa o di una città era come conoscere la sua più intima essenza e perciò essere in grado di influenzarne, positivamente o negativamente, le sue sorti.

Si narra che Roma avesse tre nomi: uno pubblico, Roma appunto, uno sacro, Flora, ed uno segreto.
Al nome segreto di Roma era associato il suo Nume tutelare, ed era proibito rivelarlo, il tribuno della plebe Quinto Valerio Sorano, fu ucciso per aver scritto nella sua opera “Epoptides” (“I misteri svelati”), il nome segreto di Roma.

Ogni città aveva il suo Genius loci ed è per questo che i Romani quando assediavano una città veniva prima praticata una evocatio.
“I romani erano ben consapevoli della importanza delle divinità proprie tanto quanto di quelle degli stranieri, soprattutto in tempi di guerra. Quando attaccavano un altro popolo, una città, una fortezza, per prima cosa tentavano di convincere gli dei del nemico, compresi i loro Genii Loci, a passare dalla loro parte. Come risultato di questa strategia magico-religiosa di guerra, esisteva una pratica denominata “evocatio deorum” (l’evocazione degli dei), che aveva l’obiettivo di neutralizzare il nemico prima di tutto prendendo “possesso” delle sue divinità, invogliandole a trasferirsi a Roma, dove ci si impegnava ad accoglierle con un apposito santuario, con preghiere, sacrifici e praticando il loro culto” (Roberto Zamperini: https://zaro41.wordpress.com/tag/evocatio-deorum/)

Ritornando al nostro gladiatore, al generale Massimo Decimo Meridio, la frase rivoltagli risuona come un eco interiore in chi è consapevole del potente contenuto taumaturgico di tale affermazione perchè, in nome e per conto del proprio nome, si compie la nostra storia epica ed in esso è contenuto una volontà divina.

Speranza: tendere verso una meta.

C’è una virtù che non costa davvero nulla, è a disposizione di tutti ed è capace di confortarci e donarci uno scenario migliore.
Non è la virtù dell’ultima spiaggia, no, è la virtù per mezzo della quale ci muoviamo ogni giorno rendendoci le sfide meno pesanti. Sono stata ufficialmente chiamata a rispettare delle regole che seppur dure e depauperanti, dal punto di vista economico e psicologico, le rispetto. Mi adeguo, seppur dentro di me non convengo con quanto imposto, mi adeguo per dare un esempio prima di tutto a mia figlia, mi adeguo facendo appello al mio coraggio e non in ultimo alla speranza.

L’etimologia della parola speranza si ricollega al latino spes =speranza, a sua volta dalla radice sanscrirta spa- che significa tendere verso una meta. (fonte: etimoitaliano.it)

Ho espresso precedentemente come il coraggio è ora necessario per superare la tempesta e della necessità di EDUCARE AL CORAGGIO, non alla paura, sebbene il coraggio può essere descritto proprio come quel processo interiore che sorge allo scopo di sconfiggere la paura.

Qual’è la condizione che genera il desiderio di vincere la paura, andare oltre questa? Il coraggio ha bisogno, a mio avviso, di una scintilla, quella di credere, sperare, bramare in un obiettivo, una motivazione, solo allora il coraggio decide che vale la pena lottare e vincere, in primis, i propri timori.

La speranza addolcisce la battaglia e il dolore che questa può comportare ma soprattutto genera pensieri positivi che giorno dopo giorno ci fanno avanzare, evolvere nelle lotta. La speranza di riprendere a viaggiare, ad amare, a lavorare aiuta a resistere.

Vogliamo forse nutrirci di disperazione? Penso che sia una delle sofferenze più grandi, improduttive e sterili che possiamo provare eppure anche nella più profonda disperazione, la vita ad un certo momento offre la speranza, si può accoglierla oppure no.

Chi di noi può fare a meno di sperare vive in un girone dantesco senza futuro, senza soluzione, io spero e voglio sperare in un futuro migliore, in un Amore, in un implemento delle vendite nonostante la crisi. Immagino, creo delle scene nei miei pensieri che parlano al mio inconscio, lo plasmano, e con questi propositi trovo la forza, il coraggio, la volontà di combattere. Se le mie aspettative nella peggiore delle ipotesi, non si avverassero, nel tempo in cui ho osato sperare, ho vissuto meglio di coloro che non hanno sognato, creduto, di coloro che hanno vissuto con i limiti di chi vive senza speranza e non parlo della speranza prodotta dall’incapacità di affrontare la realtà ma di chi, pur essendo consapevole della realtà, continua a sperare e continua a “fare”. Siamo in tanti in questo momento a darsi per gli altri, anche resistere con caparbia, dignitosamente e coraggiosamente è un modo di apportare un contributo alla comunità.
Per queste ragioni, coltivo il coraggio e la speranza e perché così facendo predispongo tutto il mio essere a creare degli eventi in potenza, eventi che potrebbero manifestarsi nella realtà.

Tevvari è ora di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti.

Coraggio e speranza siano al nostro fianco, daje!