Leggendo il libro “La memoria” di A. Gasparri e C.Tomaz, incorro nella descrizione della memoria filogenetica quale un magazzino d’informazioni riguardante i ricordi provenienti dalle esperienze dell’EVOLUZIONE DELLA SPECIE che non dipendono dalle esperienze post natali.
Ricordo un intervento molto bello di Kempis, Cerchio Firenze 77 in cui asserisce appunto che l’uomo non nasce tabula rasa. E’ un assunto che ho acquisito molto, molto tempo fa , un credo fermo. Trovarlo in un testo universitario, sebbene in chiave decisamente meccanicista, mi ha emozionato.
Insomma, nella descrizione del libro sopra citato, la memoria filogenetica è quella nella quale sono impressi gli eventi e l’evoluzione della nostra specie, ovvero, è il contenitore dei
RICORDI DELLA NOSTRA SPECIE.
La teoria si avvale delle ricerche e osservazioni effettuati dagli etologi in una grande varietà di specie animali, in particolare sugli uccelli più giovani. Immediatamente dopo la schiusa infatti i pulcini, ad esempio, già esprimono manifestazioni complesse quali lisciarsi le penne, assumere cibo ecc. I piccoli di alcune specie, subito dopo la nascita, si nascondono se avvertono volare sopra di loro un falco mentre non mostrano alcuna inquietudine se sopra di loro vola un innocuo uccello.

L’istinto animale avrebbe la sua spiegazione logica e razionale ed anche una sua collocazione anatomica : nel libro di Gasbarri e Tomaz infatti si afferma che le aree corticali sensitive e motorie sono le depositarie di tale memoria.
Per chi ha seguito i corsi avanzati di TEV (Tecnica Energo-Vibrazionale) non può fare a meno di non pensare al campomorfogenetico di Rupert Sheldrake, ai campi ordinatori degli ARCAICI di cui Roberto ci ha insegnato le peculiarità, ai chakra e alle loro connessioni con il corpo sottile. Sarebbe una ricerca interessante verificare se ad attivazione di tale aree corrisponde un’analoga attivazione degli ARCAICI, e di quali….
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