A sua immagine e “risonanza”.

Che cos’è la risonanza?

Possiamo intendere la risonanza come quel fenomeno attraverso cui un sistema, in sé potenzialmente stabile, entra in movimento e si amplifica in risposta a un impulso esterno che ne condivide la stessa natura vibratoria.
In altre parole, due elementi “entrano in risonanza” quando la frequenza emessa da uno di essi è affine, compatibile o speculare a quella dell’altro, al punto da risvegliarne il moto, rafforzarlo, modificarlo o persino destabilizzarlo.

Questo principio, che nella TEV è centrale, non è solo una questione tecnica: ha implicazioni profonde sulla benessere, sul sistema bioenergetico, sulle relazioni umane, sulla qualità del nostro sentire.


L’altalena

Immagina di osservare un’altalena. Non solo come oggetto, ma come simbolo di un sistema oscillante.
Se voglio che l’altalena raggiunga un’ampiezza maggiore nel suo dondolio, non mi serve spingere con forza disordinata. Basta che la spinga con precisione, nel momento giusto, seguendo il suo stesso ritmo.
Ecco: quella piccola spinta, se perfettamente sincronizzata, ha un effetto amplificatore. Una sinergia tra ritmo interno e stimolo esterno. Una risonanza.

Nel linguaggio della TEV, ciò avviene ogni volta che un’onda energetica esterna tocca una nostra frequenza interna latente, e la mette in vibrazione: questo può generare benessere o squilibrio, a seconda della qualità dell’energia coinvolta.


Oscillazioni ovunque

Viviamo immersi in campi vibratori. Alcuni sono evidenti, come i suoni o le immagini in movimento. Altri più sottili, come le vibrazioni mentali, emozionali, spirituali.

Nella visione della TEV, ogni parte del nostro sistema energetico – dai chakra ai corpi sottili – ha una sua frequenza caratteristica. Quando ci troviamo esposti a frequenze simili o identiche, si attiva il principio della risonanza.

Ed è in questa dinamica che può avvenire lo scambio energeticola modulazione dell’equilibriol’informazione vibrazionale.
Vale tanto per un luogo quanto per un pensiero, per un campo morfogenetico, per un legame affettivo.


Risonanza e relazione

Nel linguaggio corrente si parla spesso di “empatia”. Ma se la osserviamo energeticamente, l’empatia non è altro che un fenomeno risonante tra due o più sistemi umani.

Quando due persone si “sentono”, anche senza parlarsi, è perché le loro frequenze si sono accordate.
La TEV ci insegna a leggere questi scambi non solo sul piano emozionale o psicologico, ma anche sul piano sottile: onde che si sovrappongono, che si amplificano, che si sintonizzano.

È lo stesso principio che entra in gioco nel transfert terapeutico, nella sintonia profonda tra maestro e allievo, o nei legami affettivi intensi, dove le risonanze possono essere immediate, avvolgenti, a tratti destabilizzanti se non vengono comprese e gestite.


L’importanza della frequenza

La risonanza non è casuale. Per manifestarsi, richiede coincidenza di frequenze.
Non basta che un impulso arrivi: deve arrivare con il giusto ritmo, nella giusta “finestra vibrazionale”.

Ecco perché, nella TEV, tanto spazio è dato alla pulizia energetica, alla centratura, alla consapevolezza del proprio campo: perché se non conosci la tua frequenza, rischi di entrare in risonanza con qualunque cosa.

Ma se la conosci, puoi scegliere. Puoi affinare. Puoi usare la risonanza come strumento di evoluzione, guarigione, connessione.


Diapason “umani”

Immagina due persone. Una esprime gioia autentica, stabile. L’altra è in una fase fragile, ma sensibile.
La prima “emette” una frequenza luminosa, coerente, che si diffonde attorno a sé come fa il suono di un diapason. Se la seconda persona è disposta a riceverla – cioè non troppo congestionata o schermata – può entrare in risonanza con quella frequenza e, gradualmente, iniziare a vibrare con più armonia.

Non è teoria. È un processo che vediamo accadere continuamente nella pratica della TEV, nelle dinamiche dei trattamenti, nell’influenza silenziosa ma potente di un campo energetico pulito.


(Segue…)

by SGZ

🌿 Abbiamo creato un percorso gratuito di conoscenza e trasformazione

Un cammino pensato per chi vuole approfondire il mondo delle energie sottili, della T.E.V. – Tecnica Energo Vibrazionale, della tecnologia Cleanergy, della visione CRESS.

📅 Ogni mese affrontiamo un tema diverso
🗓 Ogni settimana riceverai via email:

un articolo di approfondimento (in 4 puntate)
un podcast registrato da Sonia Germani Zamperini
un video YouTube con contenuti esclusivi
1 ebook mensile in regalo, da collezionare
🎙️ Ogni fine mese: una diretta Facebook con Sonia Germani, per domande, risposte, confronto
✉️ Vuoi continuare a far parte della nostra comunità?

👉 Per ricevere i nostri contenuti, iscriviti alla nuova newsletter.
➡️ https://www.energiesottili.it/newsletter

Chi si iscriverà riceverà:

il primo ebook gratuito “Introduzione al mondo delle Energie Sottili”
accesso prioritario ai nuovi contenuti
la possibilità di interagire ogni mese con Sonia Germani

Diò creò l’uomo a sua immagine e “risonanza”.

Il concetto di risonanza lo dobbiamo grazie alle ricerche condotte dal fisico e matematico olandese Christian Huygens, tra i primi a studiare i fenomeni oscillatori della luce postulando la teoria ondulatoria. Il presupposto di tale teoria nacque dall’osservazione dei pendoli che se disposti uno vicino all’altro, sulla stessa parete, tendevano ad uniformare il loro movimento, sincronizzando l’oscillazione fino ad acquisire lo stesso ritmo. Stesso principio è quello che si genera quando facendo vibrare un diapason vicino ad un altro diapason silente, quest’ultimo inizia a vibrare. 

La teoria ondulatoria andava fortemente in contrapposizione con le teorie newtoniane fino a quando un certo Louis de Broglie fisico, matematico nonché storico francese ipotizzò una doppia natura della luce:  corpuscolare e ondulatoria, ipotesi confermata attraverso le sperimentazioni avvenute separatamente ma contemporaneamente da Clinton Joseph Daviss -fisico statunitense- e George Paget Thomson -fisico britannico- che grazie a queste evidenze sperimentali ottennero il Nobel nel 1937.

La doppia natura della luce è il principio maggiormente condiviso della meccanica quantistica, sulla natura oscillatoria della materia ci fornisce dei dati inconfutabili non solo la fisica bensì anche la neuroscienza che afferma che i neuroni producono un’oscillazione rilevabile all’osservazione. 

Jean-Pierre Changeux, neurobiologo, docente presso l’Istituto Pasteur di Parigi e presidente del comitato nazionale di bioetica francese, si è dedicato allo studio della comunicazione chimica nel sistema nervoso, all’apprendimento e alle funzioni cognitive, nel percorso di ricerca ha osservato che piantando un piccolo elettrodo in un punto qualsiasi della corteccia, sono state rilevate delle frequenze, delle oscillazioni, degli impulsi; persino le cellule tumorali del sistema nervoso come quelle del neuroblastoma emettono dei potenziali di azioni come se fossero dei veri e propri oscillatori, l’attività oscillatoria dei neuroni non è il risultato delle connessioni nervose generate dal neurone ma è un’attività intrinseca, fisiologica e spontanea della cellula neuronale. 

Ilya Prigogine (1917-2003), Nobel per la Chimica nel 1977 ed i suoi collaboratori si sono chiesti se tale teoria potesse essere inquadrata all’interno delle leggi che regolano la termodinamica, una prima conclusione è che un sistema termodinamico se chiuso non può produrre oscillazione, ciò che genera oscillazione è un sistema che abbia uno scambio continuo con l’esterno (sistema aperto). Appartengono a questa categoria l’uomo, la terra, i pianeti, il sistema solare, ogni organismo vivente. Possiamo evincere dunque che la vita è il prodotto di uno scambio di informazioni e che la comunicazione è un elemento connaturato del sistema aperto ed affermare, senza ombra di dubbio, che: 

A partire dal XX° secolo i biologi hanno iniziato ad interessarsi a quei fenomeni osservabili come variazioni del comportamento o della fisiologia di un sistema nell’arco delle 24 ore; la conclusione ha evidenziato che tali fenomeni non dipendono esclusivamente da fattori esterni bensì da circuiti oscillanti all’interno di un organismo vivente. 

Gianluca Tosini e Michael Menaker del dipartimento di Scienza e Biologia dell’Università della Virginia ci dicono che in un organismo vivente esistono migliaia di oscillatori, alcuni influenzabili dall’ambiente esterno, altri da un’esigenza fisiologica dettata dallo stesso organismo, per citarne alcuni: i neuroni, il battito cardiaco, l’attività elettrica cerebrale, la frequenza del respiro, il rilascio ormonale, il sonno, il nutrimento, la riproduzione, eccetera. 

La loro oscillazione è cadenzata da ritmi biologici che in base alla frequenza in cui si manifestano all’interno di un determinato periodo, sono denominati ultradiano, circatidale, circacircadiano, circalunare, circannuale, alla base dei diversi cicli classificati vi è un elemento comune: la comunicazione cioè l’interazione o con l’ambiente esterno o con quello interno, non un caso che l’organo principalmente coinvolto nei meccanismi biologici oscillatori sia il sistema nervoso, sistema che per eccellenza analizza, gestisce e coordina la comunicazione all’interno di una struttura vivente. 

Dedurrete quindi che anche il sistema energetico processa dati e vive grazie a fenomeni oscillatori, di risonanza. I principi della risonanza, e le dinamiche che coinvolgono interi sistemi, saranno il  fulcro del prossimo terzo livello TEV dove osserveremo e toccheremo con mano i molteplici eventi di oscillazione rilevabili nel sistema bioenergetico, in tutte le dimensioni.  Che significa in tutte le dimensioni? Significa che non solo il sistema nervoso, le cellule tumorali o i micritubili possiedono un’attività oscillatoria intrinseca ma anche i nostri progetti, le nostre relazioni ad esempio risuonano con noi, noi, che siamo a tutti gli effetti i creatori della nostra realtà. 

“ E Dio creò l’Uomo a sua immagine e somiglianza”…

Ad maiora, SGZ