PH e ORP (potenziale di ossido-riduzione). Prove tecniche di sperimentazione.

Ecco una prova tecnica di sperimentazione sul Ph e sull’ORP (Potenziale di ossido riduzione). di campioni di soluzione trattati con Cleanergy e non. Da ripetere raccogliendo altri dati naturalmente ma l’inizio è davvero incoraggiante.
ORP prima ORP

E’ stata preparata una soluzione di acido citrico al 20%. Sono stati controllati i valori di PH e di ORP.
La soluzione è stata suddivisa in due parti uguale e posta, rispettivamente, su finto Midi e Midi+ Booster in due stanze separate.

Dopo due giorni sono state fatte le misurazioni. Le foto in basso esprimono il Ph e l’ORP. Le prime due foto a partire dalla vostra sinistra sono i campioni di controllo, le ultime due foto sono i valori del Ph e dell’ORP dei campioni trattati (nella foto può essere letto il valore analizzato dalo strumento: PH o ORP). Le soluzioni sono state poi rimesse sui rispettivi Cleanergy.
2 GIORNI DOPO

Al 5° giorno le soluzioni sono state misurate nuovamente, come sopra le prime due foto a partire dalla vostra sinistra riguardano il Ph e l’ORP dei campioni di controllo, le ultime due foto sono i valori del Ph e dell’ORP dei campioni trattati (nella foto può essere letto il valore analizzato dalo strumento: PH o ORP). Le soluzioni sono state poi rimesse sui rispettivi Cleanergy.
5 GIORNO

Al 7° giorno le soluzioni sono state misurate nuovamente. In basso: le prime due foto a partire dalla vostra sinistra riguardano il Ph e l’ORP dei campioni di controllo, le ultime due foto sono i valori del Ph e dell’ORP dei campioni trattati (nella foto può essere letto il valore analizzato dalo strumento: PH o ORP).7 GIORNO

Pur sapendo che l’esperimento è da ripetere più e più volte raccogliendo maggiori informazioni, volevamo condividere con voi, senza arrivare a conclusioni affrettate, i primi dati raccolti. Considerando che il valore del Ph del nostro sangue può essere determinato anche dal PH dell’acqua che beviamo e che tutte le infiammazioni sono sostenute, se non addirittura accese, da un Ph del sangue acido…la sperimentazione ha una buona motivazione per essere proseguita. Ad maiora.

Ma che ci azzecca la TEV (Tecnica energo vibrazionale) con il dentista (2)

segue a : Ma che ci azzecca la TEV (Tecnica energo vibrazionale) con il dentista (1)

di Michele Bonfrate*

TRATTAMENTO TEV NELLA CARIE. 

-abbiamo visto le cause predisponenti all’insorgere della carie cerchiamo di rivederle con un’altra ottica:

1) la flora microbica 

-leggiamo che questi animaletti sono presenti sempre nella nostra bocca, si nutrono di zuccheri, che questi zuccheri vengono trasformati in acidi, e questi corrodono lo smalto. Leggiamo anche che questi eventi dipendono anche dalle

2)   condizioni generali dell’individuo

3)   cattive abitudini alimentari.

L’osservazione in 30 anni di attività odontoiatrica mi ha portato a fare delle considerazioni:

molto frequente è osservare pazienti con buona igiene e molto attenti ai fattori di rischio che, in seguito ad eventi particolarmente importanti nella loro vita, iniziano a presentare carie ed altre problematiche nella loro bocca, ed è molto interessante osservare come si cariano alcuni denti ed altri no, magari valutando le correlazioni energetiche “denti organi” saremo sorpresi di riscontrare un problema in quell’organo correlato. Continua a leggere

Ma che ci azzecca la TEV (Tecnica energo vibrazionale) con il dentista (1)

di Michele Bonfrate*

Ma che ci azzecca la TEV (Tecnica energo vibrazionale) con il dentista ?

denteVediamo un po’ …… iniziamo dalla patologia più frequente che il dentista affronta giornalmente

LA CARIE

La carie è una malattia degenerativa dei tessuti duri del dente (smalto dentina) e che origina dalla superficie e procede in profondità fino alla polpa dentale.

CAUSE:

Le cause della carie sono legate a tre fattori determinanti:

  • la flora microbica presente nella bocca (streptococco mutans, streptococco milleri, streptococco mitior,  streptococco sanguis,  Actinomyces, Lactobacillus),
  • le condizioni generali dell’individuo
  • le sue abitudini alimentari (dieta ricca di saccarosio).  Continua a leggere