Segue a:
PRIMA PARTE: I Fiori di Bach e l’Anatomia Sottile. Generalità (1)
SECONDA PARTE: Anatomia Sottile e Fiori di Bach: dai chakra ai corpi sottili (2)
TERZA PARTE: Anatomia Sottile, chakra e i Fiori di Bach: le forme-pensiero (3.1)
QUARTA PARTE: Anatomia Sottile, chakra e i Fiori di Bach: le forme-pensiero (3.2)
3.2.La struttura sottile della paura
La più rilevante delle Forme-Pensiero che i Fiori di Bach riescono a trattare con grande successo c’è, in primo luogo, la paura. Possiamo pensare che la paura sia l’emozione più antica e basilare, la cui finalità, in Natura, è quella di associare certi eventi alla causa di un pericolo, onde creare una prima forma di difesa automatica dell’animale dai suoi predatori. Nell’essere umano, la paura è un’emozione primordiale e a volta occulta che, proprio a causa della complessità del sistema nervoso dell’uomo, è di assai difficile trattamento.
In genere, la paura è una FPN che si forma in seguito ad un forte trauma ed è, a sua volta, generatrice di sintomi sia psichici, sia fisici. La paura è soprattutto agganciata ai due corpi emozionali, l’inferiore ed il superiore, anche se in realtà produce i suoi effetti a tutti i livelli, incluso quello fisico.
Utilizzando le analisi sottili, l’operatore è in grado di stabilire il momento o il periodo della nascita di una paura:
3.2.1 A livello dello zigote stesso. Questo può dipendere dall’eredità psichica (di tipo miasmatico) dei genitori o dalla paura dell’aborto che lo zigote percepisce per risonanza sottile nella mente e nella struttura sottile dei genitori.
3.2.2 Durante la vita intrauterina. Le paure vissute dalla madre, in particolare, hanno un notevole impatto sul feto. E’ da notare che, secondo le storiche ricerche di Alfred Tomatis, il feto è in grado di ascoltare a partire dal quarto mese.
3.2.3 Alla nascita soprattutto il primo atto respiratorio ed il cambiamento repentino della circolazione dalla vita fetale a quella extrauterina. I sintomi nella vita adulta riguarderanno l’apparato respiratorio, quello circolatorio e, sovente, la pelle.
3.2.4 Nel momento della prima assunzione di latte materno. La percezione della paura del bambino che il latte non sarà sufficiente o che non sarà in grado di nutrirlo correttamente, può generare nell’adulto, problemi all’apparato digerente: stomaco, fegato, pancreas, intestini, intolleranze alimentari, eccetera.
3.2.5 Nei primi nove mesi di vita extrauterina. Si tratta di una fase delicata per il neonato, una sorta di continuazione della vita uterina, tanto che qualche ricercatore arriva a parlare di utero psichico familiare. In questo periodo hanno influenza soprattutto i conflitti familiari, le ansie e le angosce vissute in famiglia e, naturalmente, le paure della madre e del padre. Tutte queste FPN possono trasmettersi anche per via sottile (risonanza sottile) al bambino. E’ la fase dei conflitti energetici con l’ambiente familiare e sociale.
3.2.6 In seguito. La gravità dei problemi che la paura può generare è inversamente proporzionale all’età in cui è nata. In genere, la paura generata al livello dello zigote è la più grave ed è di difficile, se non addirittura impossibile, guarigione. Gli effetti delle paure vissute in gravidanza sono gravi, ma a volte, possono essere trattati con successo. Gli effetti delle paure vissute nei primi nove mesi di vita extrauterina sono infine trattabili con la Floriterapia di Bach con notevoli margini di successo.