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Psoriasi dal punto di vista energetico, secondo la TEV. 3 parte
Le malattie autoimmuni e la TEV 2 parte (la capacità di autoguarigione)
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Che pianta hai a casa? Arbores felices et infelices
di Francesco Bucchini *
Alcuni giorni fa, un’ amica assai sensibile, con la quale stavamo provando a sentire l’ energia di varie piante presenti nel mio giardino, all’ improvviso esplose con un “ Alla faccia delle persone che sostengono che abbracciare una pianta ci da sempre forza!”
Eh si, perché se veramente sentite e non vi fate semplicemente trascinare dalle vostre emozioni e aspettative, vedrete che non è sempre così che vanno le cose.
Non so se l’ avete letto tutti, ma nell’ ultimo libro di Roberto Zamperini una breve parte è dedicata alle piante ed all’ energia oro, alle Driadi e ad un elenco di arbores felices ed infelices., cioè, grosso modo, alle essenze che emanano buone energie, cioè che sono sintone con la nostra e che aumentano il nostro campo energetico, mentre altre no, hanno effetti esattamente contrari.
Per i Romani, questa partizione botanica aveva soprattutto importanza rituale; ad esempio il Fuoco sacro della aedes di Vesta, divinità centrale del culto pubblico, ed anche i focolari del culto privato, familiare, dovevano essere alimentati unicamente con legna proveniente da arbores felices, portatori di energie celesti, superiori, mentre gli infelici erano ritenuti ctonii, legati per lo più a mondi e divinità infere.
Vediamo un po’ di utilizzare il metodo suggerito nel suo libro da Roberto avvicinandoci consapevolmente ad una pianta ed entrando nella sua aura. Se registriamo un aumento generale della nostra energia, ci troviamo dinnanzi ad un arbor felix, se invece c’ è una diminuzione della stessa, l’ arbor è infelix (nella mia, recente e soggettiva, esperienza diretta, una decrescita si è avuta con alaterno, bougainville, acacia saligna, fico nero, eucaliptus, gelsomino, rovo, lantana).Pinus e quercus: felices.
Alaterno e agrifoglio: infelices.
A me pare inoltre che la contrazione, che riguarda anche il sistema immunitario, sia dovuta principalmente agli effetti negativi che si registrano sul canale celeste, soprattutto nei centri extracorporei più alti, a partire dal 3°, mentre dal 4° al 7° mi sembrano addirittura collassare. E’ come se il sistema della pianta impedisse l’ assimilazione delle energie di più alto ordine. Perchè e come ciò accada, per me è ancor tutto da capire.
Se le cose stanno effettivamente così, questa partizione botanica che deriva dalla dottrina pontificale romana, non pare il frutto di superstizione e di fantasie sfrenate, ma di percezione sensoriale sottile e di consapevolezza della immediata perdita di comunicazione con le dimensioni alte, con gli Dei superi, celesti.
Tutto ciò ci da forse la possibilità di capire meglio il significato del termine latino felix., che parrebbe indicare l’ allineamento ed il contatto con i piani superiori dell’ essere. La persona felix, quindi , con la protezione divina e della dea Fortuna, è in grado di realizzare felicemente in questa vita lo scopo che è connesso alla propria essenza profonda.
Felix è Romolo, felix è Augusto, investiti da un divino impulso che li porta ad imprese eccezionali.
Tornando alla botanica si deve dire tuttavia che questa dicotomia non è poi così manichea; in fondo un arbor è infelix semplicemente da un punto di vista energetico ma in ogni caso può produrre buona frutta, buone bacche, può essere pianta officinale, magari da utilizzare con cautela, può essere utilizzato ritualmente nelle purificazioni per allontanare sciagure ed avversità.
Non è certamente il caso di guardare con sospetto ogni filo d’ erba e di essere timorosi di transitare sotto la chioma di un albero ignoto; siamo da sempre immersi in un mix di energie, non tutte perfettamente sintone.
In fondo, con tutti i distinguo del caso, è come passare su un nodo di Hartman o di Curry; lo facciamo tutti i giorni continuamente e non ne riportiamo conseguenze, a meno che non dormirci sopra, per anni.
Insomma, per vostri riposini estivi non scegliete, potendo, l’ ombra di un alaterno, ma preferite una quercia, un pino, un olivo. E anche se non potete, ne uscirete comunque vivi.
Sono ben altre le energie, per lo più artificiali, come sappiamo, quelle che ci possono seriamente danneggiare.

Laureato in lettere moderne Università di Pavia nel 1973. Insegnante di lettere. Ha praticato Tai Chi, Rebirthing, Meditazione Trascendentale, Pranic Healing, Esperto di agricoltura sinergica e Apicoltura, dal 1998 inizia il suo percorso con Roberto Zamperini diventando prima suo allievo poi collaboratore, Istruttore e amico. Insegna la Tecnica Energo-Vibrazionale dal 2000. Terrà un corso Introduttivo alle Energie Sottili, metodo TEV a Roma il 14-15 dicembre 2013.
E-mail: francescobucchini@tiscali.it Cell: 347.4615633 http://www.facebook.com/francesco.bucchini http://www.energiesottili.it/chi-siamo/Relazione Domoterapia (2). Il ruolo del plasma.
di Roberto Zamperini
Articolo precedente:
Relazione Domoterapia (1). Cosa sono le energie sottili?
A2. Il ruolo del Plasma.
In Natura, la materia può presentarsi in quattro forme diverse:
- allo stato solido
- allo stato liquido
- allo stato gassoso
- allo stato di plasma.
Anche se ancora in pochi ne hanno sentito parlare, quest’ultimo è probabilmente lo stato più diffuso in Natura. Il Sole e le altre stelle sono formati da plasma caldissimo; negli spazi interstellari ne esistono smisurate e freddissime distese. Continua a leggere
Relazione Domoterapia Sottile -metodo TEV- (1) Cosa sono le energie sottili?
Una relazione commisionataci da un nostro cliente a Parigi, nell’anno 2010, che merita a mio avviso di essere pubblicata. Le premesse che anticipano l’analisi sono un piccolo libro i cui principi sono, per molti che ci seguono, già conosciuti. Essendo la relazione costituita da 45 pagine, sono costretta a diluirla. Riconoscerete la penna di Roberto Zamperini.
A1. Definizione di Energie Sottili: significato e sinonimi
Definiamo dense le energie conosciute dalla fisica: energia termica, elettrica, ma- gnetica, gravitazionale, eccetera e sottili, quelle che, almeno per ora, sfuggono ad un esame oggettivo se si utilizzano le odierne tecnologie e all’interno dei para- digmi scientifici vigenti, ma che pure sono identificabili soprattutto grazie ai loro ef- fetti positivi o negativi sull’organismo umano e in generale sugli organismi viventi.
Inoltre, l’energia sottile è nota da tempi immemorabili di fatto in tutte le Tradizioni ed in tutte le Medicine Tradizionali. Come non ricordare il Ki o Chi della MTC che, alla base di tutte le sue discipline dall’Agopuntura alla Dietetica Energetica, pone- va il Chi Kong, ovvero il Lavoro con o sul Chi? E poi come non menzionare il pra- na dell’Induismo, il mana dei Polinesiani; il maban degli australiani aborigeni; il ka della antica religione egiziana; il daimon degli antichi greci; il silap inua degli Inuit; il seid della mitologia nordica; il tao dei cinesi; il kami degli shintoisti; l’etere o la quintessenza degli alchimisti e, infine, il concetto stesso di numen quale forza divina, quale potenza indeterminata dei Romani almeno nella loro fase più arcaica.
Secondo la Medicina Tradizionale Indiana Ayurvedica esistono cinque essenze o energie sottili dette panca-tanmatra delle quali possiamo ricordare il sabda-tanmatra, l’energia sottile che dà origine al suono, il cui organo di percezione è l’orecchio (srotra) ed il suo elemento principale è l’etere o akasha.
I Romani chiamavano la Forza, l’Energia, il Potere numinosi proprio Numen (al plurale: Numina). V’è chi ha associato tale parola al Mana dei Polinesiani, ma tale accostamento – al di là della suggestiva assonanza – pare azzardato alla maggior parte degli studiosi.
In Russia e nei Paesi che un tempo erano parte del ex-URSS, i ricercatori utilizzano prevalentemente la parola “bioplasma” come moderno sostituto degli antichi e tradizionali “prana”, “chi” e “ki”, che pure ritroviamo ancora nel ReiKi, nella Pranaterapia, eccetera. Il termine moderno da noi utilizzato “Energia Sottile” (in inglese Subtle Energy o SE) è sempre più diffuso, soprattutto nei Paesi di lingua inglese.
La natura e il suo comportamento dell’Energia Sottile sfuggono al controllo degli strumenti di misura standard. Dobbiamo allora chiederci che fondamento fisico è possibile trovare all’idea della sua esistenza, alla pretesa che essa non solo abbia un impatto notevole sulla nostra salute, ma addirittura possa essere utilizzata per scopi terapeutici. Si tratta di un’idea confinata a medicine tradizionali antiche e comunque sorpassate o è possibile trovarvi ancora un fondamento razionale e un’utilità terapeutica?
by Roberto Zamperini
Anna, quattro anni dopo. Risultati ottenuti.
SEGUE A : “Ciao sono Anna e convivo con una tosse da 7 anni”.
Una regola fondamentale della TEV detta che un chakra, per definirsi perfettamente funzionante, necessita una capacità di energia vitale superiore alla congestione.
Quando è la congestione a prevalere, il chakra è in sofferenza ma, nessun panico, se l’interazione con ciò che genera la produzione di tossine energetiche è occasionale, le nostre naturali capacità di guarigione provvederanno ad espellere la congestione in eccesso ripristinando i giusti rapporti all’interno del chakra.
E’ il caso di un’esposizione al sole eccessiva ad esempio. Se è un evento isolato, il sistema energetico provvederà ad eliminare le tossine in eccesso e il corpo sottile, in poco tempo, avrà ristabilito i suoi equilibri. Se l’esposizione selvaggia al sole è frequente e il soggetto ha una pelle sensibile, chiara, si creeranno i requisiti affinché il danno diventi irreversibile, e cioè, la congestione può raggiungere un livello di soglia oltre il quale l’organismo non è più in grado di reagire, adattarsi, ed ecco che non tarderanno a comparire manifestazioni, anche a livello fisico.
La prevalenza di congestione in un chakra -prolungata nel tempo- altera i rapporti tra i 14 chakra principali favorendo uno squilibrio strutturale.
Perchè? Risolvere il conflitto costa energia. Energia che viene consumata per adattarsi agli innumerevoli stress quotidiani (ritmi serrati, conflitto con il capo, problemi economici, impegni familiari, ecc). Un evento straordinario, di grande impatto (lutto, separazione, trasloco, ecc) o un evento disfunzionale costante, come delle intolleranze ignorate ad esempio, possono determinare un forte depauperamento della nostra energia e inficiare l’equilibrio del corpo sottile.
Individuare la causa che determina il surplus di congestione in un chakra è perciò essenziale.
Il Dr Michele Bonfrate, nel suo articolo “Applicazione delle energie sottili” pubblicato dalla IAPNOR (International Accademy of Posture and Neuromuscolar Occlusion Research) elenca i diversi test eseguiti per l’anamnesi, tra questi, il test kinesiologico con l’obiettivo di riconoscere l’origine dei problemi odontoiatrici. Nel test kinesiologico utilizzato da Michele Bonfrate vengono analizzati 5 fonti di disturbo:
1.psichica, 2.strutturale (maleocclusione, errato appoggio dei piedi, problemi alla colonna vertebrale, eccetera) 3.biochimica (intolleranze alimentari, amalgame dentarie, eccetera) 4.geopatogena (nodi Hartmann, nodi Curry, faglie, falde, eccetera) 5.cicatriziale
Così come con il test kinesiologico, anche con la TEV possiamo intercettare il coefficiente di disturbo, eseguo perciò il test energetico ad A. con lo scopo di individuare la natura dello squilibrio che risulta essere di origine psichica-emozionale e biochimica. I test nelle dimensioni superiori mi confermano il dato raccolto, il quadro inizia ad essere più completo ed inserisco nella lista nera anche il connettivo, fegato, stomaco, sangue, l‘acqua dell’organismo e il sistema linfatico.
Il sangue, l’acqua e la linfa sono quei sistemi costituenti il terreno. Se questo supera la soglia di tollerabilità dello “sporco” i centri che sono da questo nutriti (le cellule ad esempio e le strutture cellulari) non riescono a comunicare tra loro. Il rumore (la congestione) supera l’informazione (la frequenza, la caratteristica vibratoria, l’energia informativa).
La mia formazione in TEV e Naturopatia mi induceva ad ipotizzare che le mucose del tratto esofago-faringeo erano fortemente irritate a causa del reflusso caratterizzato da un PH estremamente acido. L’irritazione delle mucose aveva provocato una sensibilizzazione al polline (per questo il suo disturbo aumentava in primavera costringendo il medico a prescriverle un antistaminico) e agli agenti patogeni (A. effettua il vaccino anticatarrale con l’arrivo dell’inverno).
Ipotizzo che il reflusso è la causa della tosse che accompagna Anna da 7 anni.
E le cause individuate? Le origini del disfunzionamento? Le ignoro?
Considerando il “sistema bioenergetico” come una cipolla, decisi di iniziare a sfogliarlo dagli strati più esterni per avvicinarmi successivamente al suo nucleo, alla causa. Perché? Provate a fare riflessioni filosofiche quando avete un dolore al dente. Impossibile. Tutto il tuo essere è teso a eliminare quel dolore. Poichè voglio che il soggetto contribuisca attivamente al suo benessere, creo le condizioni affinché le sue risorse vitali crescano per affrontare lavori energetici più rilevanti e profondi. Decisi perciò di intervenire in primis sullo strato più esterno del sistema energetico, cioè sullo squilibrio energetico più evidente al soggetto.
Era necessario eliminare le tossine, causa dell’ infiammazione alle mucose (infiammazione al palming è congestione calda) e contemporaneamente riequilibrare il sistema nervoso cercando di abbassare il Ming-Men. Chiedo ad A. di aiutarmi suggerendole di moderare degli alimenti a cui ero certa fosse intollerante e decido il seguente percorso energetico:
1. pulizia degli organi filtro (polmoni, sangue, reni, fegato, milza) e dei centri energetici a questi collegati. Se gli organi filtri sono deboli, non possiamo pulire o drenare il corpo energetico, non ce la farebbero a gestire la mole di tossine energetiche che vengono espulse con queste tecniche.
2. Pulizia del terreno (sangue, acqua, linfa). Importantissimo, è la base di tutto. Sul terreno si poggia e si alimenta ogni cellula e struttura energetica.
3. Pulizia delle mucose e della mucosa gastrica
4. Pulizia del cardias e del sistema nervoso. Stress è spesso coinvolto nel reflusso gastroesofageo.
5. Attivazione dei centri energetici che sollecitano il rilassamento.
6. Attivazione delle difese. L’acutizzarsi della tosse avveniva in alcuni momenti particolari: con l’avvento della stagione fredda e in primavera, con l’aumento dei pollini.
I risultati non tardarono a presentarsi grazie anche alla costanza e determinazione di Anna.
19 settembre 2013.
Anna è tornata per il suo controllo semestrale.
Prende ora solo un quarto di pasticca per la pressione ma il cardiologo sostiene che quel quarto di pasticca serve solo come sostegno psichico ed ha intenzione di fargliela sospendere,
il laringoiatra ha confermato il miglioramento netto delle mucose nel tratto oro-faringeo,
il gastroenterologo ha deciso di aumentare i tempi tra un controllo ed un altro passando da una visita ogni 6 mesi ad una visita una volta l’anno.
Dal 2010 Anna ha sospeso spontaneamente e con la conoscenza del medico:
il vaccino anticatarrale,
gli antistaminici,
i sedativi per la tosse.
I suoi attacchi di tosse sono ridotti di circa l’80%.

Quando un ottimo metodo e strumento (Cleanergy) incontrano un soggetto”pronto”, avviene un processo alchemico sottile. La fornace che trasforma gli elementi in gioco è la buona applicazione di un metodo che funziona: la TEV.
Tibi gratias ago Roberto.
Ciao sono Anna e convivo con una tosse da 7 anni.
Ottobre 2009. Anna, nome non inventato, viene da me come ultima spiaggia, dopo aver consultato medici e specialisti, come il 90% delle persone, grazie al suggerimento di un’amica che aveva avuto benefici dalle sedute TEV*.
Mentre attende il suo turno, ripetuti colpi di tosse ricordano ad Anna il perché si trova lì.
Dopo i saluti e le presentazioni Anna inizia a raccontarsi riferendomi che, da sette anni, accusa una tosse stizzosa che la accompagna notte e giorno. Per calmare gli attacchi più acuti assume dei sedativi prescritti dal medico. Continua a leggere
La discarica che inquina la memoria. Uno sfogo.
Correva l’anno di grazia 1997 quando Roberto entrò nella mia vita e nella mia casa. Una casa in un borgo che, non molto tempo fa, era considerato il Far West di Roma. Un quartiere impresso nella pellicola di Mario Monicelli in ” Un borghese piccolo piccolo” e “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini. Un quartiere odiato dai tedeschi in tempo di guerra perchè antifascista per eccellenza. Era abitato da gente tosta, povera e disperata, ma dignitosa. A quei tempi girava la voce che per scampare ai tedeschi dovevi andare o al Quadraro o al Vaticano. Continua a leggere

