Risonanza: L’Arte come Trasformazione dell’Esperienza

SEGUE a:

  1. A sua immagine e “risonanza”.
  2. Un celebre e disastroso caso di risonanza
  3. Dalla neurofisiologia alla musica, dai metodi allopatici a quelli vibrazionali fino alle relazioni interpersonali, la risonanza è trend!
  4. Risonanza e Arte: Un Connubio di Emozioni
  5. L’ascolto dell’esperienza è un atto creativo ed un fenomeno di risonanza.

Il fenomeno della risonanza, come abbiamo visto, si manifesta quando due o più sistemi entrano in relazione: può accadere tra persone, tra una persona e un luogo, un animale, un oggetto o persino davanti a un’opera d’arte.

La risonanza è oscillazione, frequenza, ritmo condiviso. Christian Huygens, fisico e matematico olandese, osservò come due pendoli posti sulla stessa parete dopo un certo tempo si sincronizzassero spontaneamente, postulando così la teoria ondulatoria.

Analogamente, il nostro corpo regola le sue funzioni vitali – dal cuore ai neuroni – attraverso sistemi oscillatori (Changeaux).
Dire risonanza significa dire empatia, transfert: essa può generare effetti positivi, come l’innalzamento del vitalismo, ma anche fenomeni negativi come la contaminazione sottile, frequente tra chi opera nella relazione d’aiuto. La risonanza agisce nella comunicazione, nelle relazioni, nei processi terapeutici… e persino nell’arte.

L’arte infatti, più che un privilegio di pochi, è un linguaggio universale che appartiene a tutti. Non è solo competenza degli artisti, ma patrimonio quotidiano, capace di nutrire equilibrio fisico, psichico, emozionale ed energetico. Per questo rivalutare l’arte significa collocarla nella vita di ogni individuo come via di benessere e trasformazione. Lo stesso John Dewey, filosofo e pedagogista statunitense, sottolineava la necessità di «ricostruire la continuità fra l’arte, i fatti, le azioni e le passioni di tutti i giorni», riconoscendo all’arte un ruolo essenziale: trasformare l’esperienza.
Freud, nel saggio Il poeta e la fantasia (1908), scrive che la fantasia agisce come una valvola di sfogo per le tensioni inconsce, dando forma a desideri insoddisfatti che altrimenti resterebbero inespressi. La creazione artistica, in questo senso, permette all’inconscio di emergere e di diventare accettabile, liberandolo dai vincoli rigidi del super-io.

Il linguaggio dell’arte apre così uno spazio nuovo in cui l’esperienza della realtà inconscia può avvenire senza conflitto. La sublimazione diventa allora l’arte stessa di esprimere l’inconscio: una retorica delle sue forme nascoste, una trasformazione che innalza energie e pulsioni da un livello più basso a uno più alto. Al di là degli aspetti tecnici propri della psicoanalisi, ciò che merita attenzione è il processo interiore che la sublimazione richiede: un lavoro di introspezione e di scoperta di sé, attraverso il quale gli oggetti e le relazioni assumono un significato nuovo e diverso (Loewald, 1992, p.26).
Anche Salomon Resnik, psichiatra e psicoanalista argentino (Buenos Aires, 1920 – Parigi, 2017), sottolinea questa dimensione trasformativa dell’arte: un processo che trasforma l’esperienza emotiva inconscia in qualcos’altro, operando uno spostamento, un’astrazione, una vera e propria metamorfosi interiore.

Un altro concetto caro a Freud e legato all’arte è quello di catarsi (dal greco katharsis), termine che Aristotele usò per indicare l’effetto della tragedia sullo spettatore. Da sempre questo concetto è oggetto di dibattito: alcuni lo interpretano come una purificazione etica delle passioni, quasi una forma di sublimazione; altri invece lo intendono come una liberazione temporanea dalle emozioni.

Secondo quest’ultima lettura, nel momento in cui assistiamo a una rappresentazione artistica di una passione, possiamo osservarla da una certa distanza, riducendone l’impatto emotivo immediato. In questo modo, il riconoscere dall’esterno i nostri stessi difetti o turbamenti può renderci più consapevoli e favorire una forma di liberazione interiore.

Dalla risonanza tra sistemi, persone e opere, fino al lavoro interiore che la sublimazione richiede, arte e psiche si incontrano nello stesso principio: la trasformazione.

L’arte, come fenomeno di risonanza e di sublimazione, diventa uno spazio privilegiato in cui l’inconscio prende voce, l’esperienza si trasfigura e l’essere umano trova un varco per conoscersi e rigenerarsi.
Così, ciò che nasce come impulso grezzo, desiderio o tensione, attraverso l’arte può trasformarsi in bellezza, armonia, consapevolezza. L’arte si rivela allora non solo come espressione estetica, ma come forza vitale, capace di generare empatia, guarigione, equilibrio: una vera e propria alchimia dell’esperienza umana.

SEGUE

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A sua immagine e “risonanza”.

Che cos’è la risonanza?

Possiamo intendere la risonanza come quel fenomeno attraverso cui un sistema, in sé potenzialmente stabile, entra in movimento e si amplifica in risposta a un impulso esterno che ne condivide la stessa natura vibratoria.
In altre parole, due elementi “entrano in risonanza” quando la frequenza emessa da uno di essi è affine, compatibile o speculare a quella dell’altro, al punto da risvegliarne il moto, rafforzarlo, modificarlo o persino destabilizzarlo.

Questo principio, che nella TEV è centrale, non è solo una questione tecnica: ha implicazioni profonde sulla benessere, sul sistema bioenergetico, sulle relazioni umane, sulla qualità del nostro sentire.


L’altalena

Immagina di osservare un’altalena. Non solo come oggetto, ma come simbolo di un sistema oscillante.
Se voglio che l’altalena raggiunga un’ampiezza maggiore nel suo dondolio, non mi serve spingere con forza disordinata. Basta che la spinga con precisione, nel momento giusto, seguendo il suo stesso ritmo.
Ecco: quella piccola spinta, se perfettamente sincronizzata, ha un effetto amplificatore. Una sinergia tra ritmo interno e stimolo esterno. Una risonanza.

Nel linguaggio della TEV, ciò avviene ogni volta che un’onda energetica esterna tocca una nostra frequenza interna latente, e la mette in vibrazione: questo può generare benessere o squilibrio, a seconda della qualità dell’energia coinvolta.


Oscillazioni ovunque

Viviamo immersi in campi vibratori. Alcuni sono evidenti, come i suoni o le immagini in movimento. Altri più sottili, come le vibrazioni mentali, emozionali, spirituali.

Nella visione della TEV, ogni parte del nostro sistema energetico – dai chakra ai corpi sottili – ha una sua frequenza caratteristica. Quando ci troviamo esposti a frequenze simili o identiche, si attiva il principio della risonanza.

Ed è in questa dinamica che può avvenire lo scambio energeticola modulazione dell’equilibriol’informazione vibrazionale.
Vale tanto per un luogo quanto per un pensiero, per un campo morfogenetico, per un legame affettivo.


Risonanza e relazione

Nel linguaggio corrente si parla spesso di “empatia”. Ma se la osserviamo energeticamente, l’empatia non è altro che un fenomeno risonante tra due o più sistemi umani.

Quando due persone si “sentono”, anche senza parlarsi, è perché le loro frequenze si sono accordate.
La TEV ci insegna a leggere questi scambi non solo sul piano emozionale o psicologico, ma anche sul piano sottile: onde che si sovrappongono, che si amplificano, che si sintonizzano.

È lo stesso principio che entra in gioco nel transfert terapeutico, nella sintonia profonda tra maestro e allievo, o nei legami affettivi intensi, dove le risonanze possono essere immediate, avvolgenti, a tratti destabilizzanti se non vengono comprese e gestite.


L’importanza della frequenza

La risonanza non è casuale. Per manifestarsi, richiede coincidenza di frequenze.
Non basta che un impulso arrivi: deve arrivare con il giusto ritmo, nella giusta “finestra vibrazionale”.

Ecco perché, nella TEV, tanto spazio è dato alla pulizia energetica, alla centratura, alla consapevolezza del proprio campo: perché se non conosci la tua frequenza, rischi di entrare in risonanza con qualunque cosa.

Ma se la conosci, puoi scegliere. Puoi affinare. Puoi usare la risonanza come strumento di evoluzione, guarigione, connessione.


Diapason “umani”

Immagina due persone. Una esprime gioia autentica, stabile. L’altra è in una fase fragile, ma sensibile.
La prima “emette” una frequenza luminosa, coerente, che si diffonde attorno a sé come fa il suono di un diapason. Se la seconda persona è disposta a riceverla – cioè non troppo congestionata o schermata – può entrare in risonanza con quella frequenza e, gradualmente, iniziare a vibrare con più armonia.

Non è teoria. È un processo che vediamo accadere continuamente nella pratica della TEV, nelle dinamiche dei trattamenti, nell’influenza silenziosa ma potente di un campo energetico pulito.


(Segue…)

by SGZ

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Laboratorio Salute

In evidenza

puntata del 30 giugno 2022

Intervista a Sonia Germani Zamperini

https://www.telecolor.net/2022/06/laboratorio-salute-energie-sottili-e-viaggi-fotografici/

Il senso di Sonia per la TEV

Mi sono sempre chiesta se siamo solo un ammasso di cellule oppure se esistesse una dimensione oltre il corpo fisico in cui la nostra coscienza continuasse a vivere. La religione non dava risposte per me soddisfacenti, non era un atto di fede quello che cercavo ma una prova tangibile dell’esistenza di dimensioni superiori. 

Ho partecipato a corsi di tecniche “di guarigione”, meditazione, training autogeno, dinamica mentale, pranayama, benché queste facessero crescere in me la convinzione che tutto è compenetrato da un’energia invisibile (Chi, Qi, Forza Vitale, Orgone, Energia Sottile, eccetera) nessuna di queste mi dava una spiegazione, un’analisi di certi fenomeni che potesse essere accettata anche dalla mia logica.  

Roberto Zamperini e Sonia Germani
Roma 1998

Poi ho incontrato Roberto Zamperini.

Pater della TEV, autore di sei libri sul tema, e inventore della Tecnologia Cleanergy. 

Roberto si esprimeva con un linguaggio scientifico, razionale, e in un perfetto sincretismo aveva unito la logica di uomo occidentale ad una marcata sensibilità. 

Fui rapita dalla sua mente e dalla sua onestà intellettuale, la sua trasparenza. Avevo trovato quello che stavo cercando. 

Nella TEV vedrete che certe tecniche confermano due semplici equazioni, semplici, ma non così semplici da identificare: 

congestione = sintomo 

no congestione = no sintomo

Ciò che però mette la TEV a disposizione del singolo, a mio avviso, non è solo la manifestazione di fenomeni riconducibili alle equazioni citate ma la possibilità di indagare -con un approccio esperenziale- quali istanze del nostro essere, nella sua interezza, sono coinvolte in ciò che chiamiamo ad esempio “dolore” o “malattia”. 

Cosa succede al nostro sistema energetico quando interagiamo con le nostre paure?  

Un trauma subito nel passato, come ha inciso sul nostro corpo bioenergetico? 

Cosa succede ai centri energetici se penso benevolmente o malevolmente ad una persona.  

Comprendere questi fenomeni, con un’esperienza percettiva, fa scattare prima di tutto una  riflessione : “ma allora…non siamo solo un corpo biologico” e considerazioni “intime”, profonde, che conducono inevitabilmente ad un’espansione di consapevolezza e perciò di coscienza. 

La TEV sarà non solo lo strumento con cui valutare il sistema energetico di un soggetto o un oggetto ma diventerà un alleato della vostra ricerca personale, una ricerca non imposta o suggerita ma del tutto individuale che porterà alla creazione di un nuovo individuo. 

Tutto questo e molto di più è la TEV®.  

Roma 20-21 novembre 2021

TEV 1

Il cellulare: un dispositivo che rapisce il pensiero, sottrae benessere e depaupera il nostro vitalismo (2).

Segue a : https://soniagermanizamperini.wordpress.com/2021/03/22/il-cellulare-un-dispositivo-che-rapisce-il-pensiero-sottrae-benessere-e-depaupera-il-nostro-vitalismo/

Nell’articolo precedente ho riportate ricerche ed evidenze che mostrano gli effetti di un uso eccessivo dei cellulari, e più in genere del web, sui nostri ragazzi.  
DS o nomofobia  è un vocabolo entrato nel nostro linguaggio e nel dizionario medico ad indicare delle vere e proprie dipendenze, come la droga o il gioco d’azzardo, che il cellulare soprattutto produce. Le dipendenze come sappiamo monopolizzano il nostro pensiero verticalizzandolo sul bisogno di avere una persona, un oggetto o una droga, incoercibilmente.
Come una droga, il cellulare ci toglie il pensiero e il Potere personale ma se ciò non bastasse, se questo non fosse sufficiente a prestare attenzione, soprattutto verso i ragazzi, mettendoli a conoscenza del ruolo manipolatorio e coercitivo del telefonino, allora parliamo di salute.
Se ne parla effettivamente troppo poco per creare una coscienza comune. 
Ecco come si esprime il nostro governo circa la pericolosità dei campi elettromagnetici artificiali emessi dai cellulari:   “I campi elettromagnetici prodotti dai telefoni mobili sono stati classificati nel 2011 dall’International Agency of Cancer Research – IARC come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” (categoria 2b). Tale classificazione identifica un sospetto di possibile cancerogenicità, che studi successivi dovranno confermare o smentire”.
http://www.salute.gov.it/portale/cellulari/dettaglioContenutiCellulari.jsp?lingua=italiano&id=5193&area=cellulari&menu=vuoto&tab=2

Di fatto, diversi studi sono stati pubblicati sulla scena internazionale circa la pericolosità dei cellulari e delle radiofrequenze, ne ricorderò solo alcuni. Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University

Lennart Hardell e Kiell Hansson analizzando 11 ricerche provenienti dalla Svezia, la Danimarca, la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno concluso che la formazione di tumori al cervello è strettamente correlata all’uso di cellulari. In particolare si è rilevato un aumento dei glioma e dei neuromi acustici che si sviluppano soprattutto sul lato della testa dove normalmente viene appoggiato il telefonino. I due ricercatori hanno voluto condurre loro stessi delle ricerche e la loro conclusione conferma quanto scoperto dagli studi internazionali. Corriere ottobre 2007 “E’ necessaria una grande attenzione nell’uso del telefonino – avvertono gli scienziati nella relazione pubblicata dalla rivista Occupational Enviromental Medicine – e soprattutto i bambini, che sono particolarmente vulnerabili, dovrebbero essere scoraggiati dall’utilizzarlo». A quanto sostiene l’Independent, che ha riportato lo studio, i risultati sarebbero tanto importanti quanto preoccupanti, perché mettono insieme ricerche su persone che hanno usato il cellulare per un tempo abbastanza lungo da poter contrarre la malattia. Finora, infatti, le rassicurazioni ufficiali sulla sicurezza dei cellulari si basavano su ricerche compiute, nella migliore delle ipotesi, su un campione ristretto, ma il cancro impiega almeno 10 anni per svilupparsi, quindi questi studi erano giocoforza parziali”. https://www.corriere.it/salute/07_ottobre_08/marchetti_tumori_rischi.shtml 
https://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulari/cellulari-
studio/cellulari-studio.html

In questo sito troverete tutte le evidenze scientifiche raccolte circa il campo
elettromagnetico artificiale e l’insorgenza di tumori tra cui gli studi del ricercatore
Lennart Hardell. https://www.researchgate.net

Tra le numerose evidenze scientifiche, studi e ricerche riporto un’ipotesi di connessione tra il linfoma non- Hodgkin e un’esposizione alle radiofrequenze giugno 2020). 
“Earlier animal studies have provided evidence that non-Hodgkin lymphoma (NHL) may be caused by exposure to radiofrequency (RF) radiation. This was recently confermed by the U.S. National Toxicology (NTP) study that showed an increased incidence of malignant lymphoma in female mice exposed to the GSM modulated or the CDMA modulated cell phone RF radiation. Primary central nervous system lymphoma (PCNSL) is a rare malignancy in humans with poor prognosis.
An increasing incidence has been reported in recent years. Based on a case-report we present the hypothesis that use of the hand-held mobile phone may be a risk factor for PCNSL. The increasing incidence of non-Hodgkin lymphoma in Sweden is discussed in relation to etiologic factors.”
 https://www.researchgate.net/publication/342525979_Central_nervous_system_lymphoma_and_radiofrequency_radiation_-_A_case_report_and_incidence_data_in_the_Swedish_Cancer_Register_on_non-Hodgkin_lymphoma 
Ipotesi di connessione tra tumori alla tiroide ed esposizione alle radiofrequenze (ottobre 2020)
“The International Agency for Research on Cancer (IARC) at the World Health Organization (WHO) categorized in 2011 radiofrequency (RF) as a possible human carcinogen, Group 2B. During use of the handheld wireless phone, especially the smartphone, the thyroid gland is a target organ. During the 21st century, the incidence of thyroid cancer is increasing in many countries. We used the Swedish Cancer Register to study trends from 1970 to 2017. During that time period, the incidence increased statistically significantly in women with average annual percentage change (AAPC) +2.13%, 95% confidence interval (CI) +1.43, +2.83%. The increase was especially pronounced during 2010–2017 with annual percentage change (APC) +9.65%, 95% CI +6.68, +12.71%. In men, AAPC increased during 1970–2017 with +1.49%, 95% CI +0.71, +2.28%. Highest increase was found for the time period 2001–2017 with APC +5.26%, 95% CI +4.05, +6.49%. Similar results were found for all Nordic countries based on NORDCAN 1970–2016 with APC +5.83%, 95% CI +4.56, +7.12 in women from 2006 to 2016 and APC + 5.48%, 95% CI +3.92, +7.06% in men from 2005 to 2016. According to the Swedish Cancer Register, the increasing incidence was similar for tumors <-4 cm as for tumors >4 cm, indicating that the increase cannot be explained by overdiagnosis. These results are in agreement with recent results on increased thyroid cancer risk associated with the use of mobile phones. We postulate that RF radiation is a causative factor for the increasing thyroid cancer incidence. https://www.researchgate.net/publication/347416047_Is_the_Increasing_Incidence_of_Thyroid_Cancer_in_the_Nordic_Countries_Caused_by_Use_of_Mobile_Phones

Senza uscire fuori dal nostro amato paese, l’Istituto Ramazzini nel 2018 pubblica lo studio più importante che sia mai stato svolto sugli effetti delle radiazioni a radiofrequenza (RFR), intitolato “Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 GHz”, visionabile sulla rivista internazionale peer-reviewed Environmental Research, edita da Elsevier 
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935118300367?via%3Dihub
SEGUE 
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LA PAURA ABBASSA IL SISTEMA IMMUNITARIO

La paura abbassa il sistema immunitario, ecco perchè:
i segnali in entrata provenienti dagli organi di senso consentono all’amigdala di analizzare ogni esperienza facendone una sorta di sentinella psicologica che scandaglia ogni situazione e ogni percezione sempre guidata da un unico interrogativo :” E’ qualcosa che odio?”; “E’ qualcosa che temo?

Se la risposta è affermativa l’amigdala scatta immediatamente inviando un messaggio di crisi a tutte le parti del cervello. Nell’architettura cerebrale l’amigdala è una di quelle centraline programmate per inviare chiamate d’urgenza a tutte le parti cerebrali del cervello:
-stimola la secrezione degli ormoni che innescano la reazione di combattimento o fuga,
-mobilita i centri del movimento, attiva il sistema cardiovascolare, muscoli e intestino.

Altri circuiti che si dipartono dall’amigdala segnalano l’ordine di secernere piccole quantità di noradrenalina: un ormone che aumenta la reattività delle aree chiave del cervello, comprese quelle che rendono più vigili i sensi mettendolo così in uno stato di allerta. Altri segnali emessi dall’amigdala ordinano al tronco cerebrale di far assumere al volto un’espressione spaventata, di bloccare i movimenti già intrapresi dai muscoli, accelerando la frequenza cardiaca innalzando pressione sanguigna e respiro.

In questo processo, tutto il vitalismo viene convogliato in questi sistemi che assicurano la fuga e la sopravvivenza, a scapito del sistema immunitario, ecco perchè la paura non aiuta a garantire all’organismo una sufficiente risposta ad aggressioni quali quelle dei virus e il tanto in voga “Corona Virus”.

Questo processo può essere facilmente individuato con un approccio TEV. La paura attiva il Ming-Men abbassando il timo e le difese immunitarie. Poiché crediamo che il corpo bioenergetico guida e controlla il corpo fisico si può intervenire, in modo soprattutto preventivo, al fine di garantire un giusto equilibrio dei sistemi e l’adeguata risposta alle aggressioni esterne.

Ritengo dunque l’approccio TEV un approccio integrativo valido a garantire le corrette difese, nel senso più ampio del termine.

www.tecnicaenergovibrazionale.com 

Corso Introduttivo alle Energie Sottili, metodo TEV® di Roberto Zamperini. Roma 13-14 ottobre 2018

L’Energia Sottile è rilegata ad un mondo nel quale tutti si sentono liberi di dire qualsiasi cosa senza paura di essere smentiti.
Questo significa che quando si parla di Energie Sottili:
– alcuni sbagliano in buona fede,
– altri sbagliano in mala fede,
– pochi parlano con cognizione di causa.

Purtroppo non esiste un ente ufficiale riconosciuto capace di studiare, valorizzare e divulgare adeguatamente le Energie Sottili, ma è veramente possibile che una Scienza cosi antica che nell’ arco del tempo è stata chiamata con diversi nomi :Prana, Ch’i, Kuranita, Forza Vitale, Numen, per citarne alcuni, sopravvissuta fino ad oggi, debba essere associata ad un mondo fatto di ciarlatani? 
Non ti sei mai chiesto se questo o quel metodo “alternativo” sono davvero validi?

Eppure l’agopuntura, la naturopatia, lo shiatsu, l’osteopatia, l’omeopatia sono basate sul concetto di energia sottile e vitalismo

La Tecnica Energo-Vibrazionale concilia la natura razionale dell’ Uomo Occidentale con il concetto di energia sottile, introducendo un approccio scientifico come condizione minima necessaria per lo studio delle Energie Sottili.
Non si tratta di fiducia o credenze spirituali.
– Nella TEV® non ci sono guru da seguire e dai quali pendere dalle labbra,
– non ti viene chiesto di essere un mezzo inconsapevole per il passaggio dell’Energia,
– non ci si accontenta di sensazioni vaghe spacciate per percezione.
Con la TEV® impari a percepire e distinguere le diverse caratteristiche vibratorie con il solo ausilio delle mani. Nessun pendolo, nessuna bacchetta da rabdomante, nessuna antenna lecher.

Il Corso Introduttivo alle Energie Sottili, metodo TEV, è destinato ad “iniziare” gli allievi alla percezione delle Energie Sottili, fornendo gli elementi basilari di conoscenza del metodo TEV di Roberto Zamperini. In due giorni imparerai ciò ch viene definita la tecnica TOP nel campo energetico. Saprai applicare tecniche efficaci per il riequilibrio energetico della tua persona e dei tuoi cari e avrai  sviluppato il palming cioè potrai percepire le energie sottili con le mani!

Nel corso Introduttivo imparerai le proprietà delle energie sottili, i primi elementi di anatomia e fisiologia sottili dell’uomo e avrai a disposizione dei protocolli, sicuri ed efficaci,per effettuare il riequilibrio sul sistema energetico. Sei pronto ad acquisire quel sesto senso che potrebbe cambiare il modo in cui vedi la realtà?

Allora non hai che iscriverti nell’unica data in cui Sonia Germani Zamperini inizierà i partecipanti alla TEV. Non puoi mancare a questo evento, occasione unica di lavorare accanto a chi rappresenta da 20 anni il meglio nel campo delle energie sottili!

 

https://www.tecnicaenergovibrazionale.com

Cristallizzazione sensibile (2)

Segue a :

Cristallizzazione sensibile (1) 

Nel primo articolo abbiamo descritto e definito la cristallizzazione sensibile una metodica d’indagine antroposofica basata sull’assunto che il corpo eterico, o campo morfogenetico, si manifesta attraverso la cristallizzazione di un sale e che le immagini e l’osservazione dei singoli cristalli, o delle aggregazioni che questi possono costituire, le curvature e le angolature dei raggi, la loro localizzazione nella piastra, la struttura e la tessitura dell’immagine, forniscono informazioni sulla vitalità del campione analizzato.Fumetto

L’interpretazione delle immagini morfologiche deriva da un confronto tra la forma generata del campione con quella della sua forma-tipo (immagine “ideale” di riferimento) o per comparazione tra i diversi campioni biologici.

L’ipotesi di riuscire a valutare gli effetti della cleanergyzzazione di una sostanza biologica ci ha stuzzicato e ci è venuta la curiosità di  analizzare la vitalità del nostro olio di mandorle energizzato: il Cleanergy Oil. Lo abbiamo fatto interpellando uno dei massimi esponenti della Cristallizzazione Sensibile in Italia: Maurizio Peruzzi http://www.cristallizzazionesensibile.it.

Ecco la sua relazione tecnica:

“Il campione di  Cleanergy Oil è giunto in laboratorio assieme al campione di controllo di olio di mandorle in perfette condizioni. Ha viaggiato a temperatura ambiente. Non ha subito apparentemente stress di alcun genere.

Sia il campione di Cleanergy Oil che quello di contrOlio CLollo sono stati diluiti in rapporto 1:10 in Latte Pastorizzato Bioalpenmilch allo scopo di ottenere un’emulsione compatibile con la soluzione acquosa di CuCl2.2H2O, essenziale all’esecuzione del test.

Le prove di cristallizzazione sono state eseguite nel nostro laboratorio di Andalo V. , secondo lo standard che prevede: dischi di vetro piano diam. 9 cm – 0,17 g di CuCl2.2H2O – soluzione acquosa totale 6,00 ml per ripetizione – 4 ripetizioni per campione –

T = 30 ¡C – U. Rel. = 60% – ambiente di cristallizzazione controllato per immobilità e orizzontalità dei piani d’appoggio.

L’immagine di Cristallizzazione del campione di Cleanergy Oil (fig. 1) conserva, e anzi migliora, la struttura ordinata e regolare del testimone Latte Pastorizzato Bioalpenmilch (fig.3) ampliandone i due grandi lobi centrali e elasticizzando, ammorbidendo leramificazioni primarie. Rispetto al controllo “Olio di mandorle” (fig. 2), l’effetto di riorganizzazione e armonizzazione  è ancora più evidente. Rispetto ai due controlli il risultato  quindi è positivo sul piano del disegno complessivo ma il massimo di efficacia del trattamento Cleanergy si rileva nelle ramificazioni secondarie e negli ordini successivi: le piccole diramazioni risultano moltiplicate ed estese a tutto il quadro cristallografico, via via più sottili verso la periferia (cfr. in particolare il latosinistro della fig. 1).

Nel linguaggio specifico della Cristallizzazione Sensibile questo risultato rappresenta un effettivo,

positivo ed evidente incremento delle forze vitali e un forte impulso di“individuazione” e “caratterizzazione” della sostanza trattata con il dispositivo.

L’esaminatore: Peruzzi Maurizio “.

Fig 1 Cleanergy Oil Fig. 2 Olio mandorle

Motivati da questo esperimento comincia un’altra avventura per il CRESS e per i suoi metodi di indagine nel campo delle energie sottili, più che mai determinati a proseguire e a migliorare le competenze del CRESS, dotato ora anche di una camera di cristallizzazione e della possibilità di analizzare campioni biologici.

Ad maiora.

Sonia Germani Zamperini

 

Un videoestratto di venti anni di ricerca.