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Che pianta hai a casa? Arbores felices et infelices
di Francesco Bucchini *
Alcuni giorni fa, un’ amica assai sensibile, con la quale stavamo provando a sentire l’ energia di varie piante presenti nel mio giardino, all’ improvviso esplose con un “ Alla faccia delle persone che sostengono che abbracciare una pianta ci da sempre forza!”
Eh si, perché se veramente sentite e non vi fate semplicemente trascinare dalle vostre emozioni e aspettative, vedrete che non è sempre così che vanno le cose.
Non so se l’ avete letto tutti, ma nell’ ultimo libro di Roberto Zamperini una breve parte è dedicata alle piante ed all’ energia oro, alle Driadi e ad un elenco di arbores felices ed infelices., cioè, grosso modo, alle essenze che emanano buone energie, cioè che sono sintone con la nostra e che aumentano il nostro campo energetico, mentre altre no, hanno effetti esattamente contrari.
Per i Romani, questa partizione botanica aveva soprattutto importanza rituale; ad esempio il Fuoco sacro della aedes di Vesta, divinità centrale del culto pubblico, ed anche i focolari del culto privato, familiare, dovevano essere alimentati unicamente con legna proveniente da arbores felices, portatori di energie celesti, superiori, mentre gli infelici erano ritenuti ctonii, legati per lo più a mondi e divinità infere.
Vediamo un po’ di utilizzare il metodo suggerito nel suo libro da Roberto avvicinandoci consapevolmente ad una pianta ed entrando nella sua aura. Se registriamo un aumento generale della nostra energia, ci troviamo dinnanzi ad un arbor felix, se invece c’ è una diminuzione della stessa, l’ arbor è infelix (nella mia, recente e soggettiva, esperienza diretta, una decrescita si è avuta con alaterno, bougainville, acacia saligna, fico nero, eucaliptus, gelsomino, rovo, lantana).Pinus e quercus: felices.
Alaterno e agrifoglio: infelices.
A me pare inoltre che la contrazione, che riguarda anche il sistema immunitario, sia dovuta principalmente agli effetti negativi che si registrano sul canale celeste, soprattutto nei centri extracorporei più alti, a partire dal 3°, mentre dal 4° al 7° mi sembrano addirittura collassare. E’ come se il sistema della pianta impedisse l’ assimilazione delle energie di più alto ordine. Perchè e come ciò accada, per me è ancor tutto da capire.
Se le cose stanno effettivamente così, questa partizione botanica che deriva dalla dottrina pontificale romana, non pare il frutto di superstizione e di fantasie sfrenate, ma di percezione sensoriale sottile e di consapevolezza della immediata perdita di comunicazione con le dimensioni alte, con gli Dei superi, celesti.
Tutto ciò ci da forse la possibilità di capire meglio il significato del termine latino felix., che parrebbe indicare l’ allineamento ed il contatto con i piani superiori dell’ essere. La persona felix, quindi , con la protezione divina e della dea Fortuna, è in grado di realizzare felicemente in questa vita lo scopo che è connesso alla propria essenza profonda.
Felix è Romolo, felix è Augusto, investiti da un divino impulso che li porta ad imprese eccezionali.
Tornando alla botanica si deve dire tuttavia che questa dicotomia non è poi così manichea; in fondo un arbor è infelix semplicemente da un punto di vista energetico ma in ogni caso può produrre buona frutta, buone bacche, può essere pianta officinale, magari da utilizzare con cautela, può essere utilizzato ritualmente nelle purificazioni per allontanare sciagure ed avversità.
Non è certamente il caso di guardare con sospetto ogni filo d’ erba e di essere timorosi di transitare sotto la chioma di un albero ignoto; siamo da sempre immersi in un mix di energie, non tutte perfettamente sintone.
In fondo, con tutti i distinguo del caso, è come passare su un nodo di Hartman o di Curry; lo facciamo tutti i giorni continuamente e non ne riportiamo conseguenze, a meno che non dormirci sopra, per anni.
Insomma, per vostri riposini estivi non scegliete, potendo, l’ ombra di un alaterno, ma preferite una quercia, un pino, un olivo. E anche se non potete, ne uscirete comunque vivi.
Sono ben altre le energie, per lo più artificiali, come sappiamo, quelle che ci possono seriamente danneggiare.

Laureato in lettere moderne Università di Pavia nel 1973. Insegnante di lettere. Ha praticato Tai Chi, Rebirthing, Meditazione Trascendentale, Pranic Healing, Esperto di agricoltura sinergica e Apicoltura, dal 1998 inizia il suo percorso con Roberto Zamperini diventando prima suo allievo poi collaboratore, Istruttore e amico. Insegna la Tecnica Energo-Vibrazionale dal 2000. Terrà un corso Introduttivo alle Energie Sottili, metodo TEV a Roma il 14-15 dicembre 2013.
E-mail: francescobucchini@tiscali.it Cell: 347.4615633 http://www.facebook.com/francesco.bucchini http://www.energiesottili.it/chi-siamo/Relazione Domoterapia (2). Il ruolo del plasma.
di Roberto Zamperini
Articolo precedente:
Relazione Domoterapia (1). Cosa sono le energie sottili?
A2. Il ruolo del Plasma.
In Natura, la materia può presentarsi in quattro forme diverse:
- allo stato solido
- allo stato liquido
- allo stato gassoso
- allo stato di plasma.
Anche se ancora in pochi ne hanno sentito parlare, quest’ultimo è probabilmente lo stato più diffuso in Natura. Il Sole e le altre stelle sono formati da plasma caldissimo; negli spazi interstellari ne esistono smisurate e freddissime distese. Continua a leggere
Relazione Domoterapia Sottile -metodo TEV- (1) Cosa sono le energie sottili?
Una relazione commisionataci da un nostro cliente a Parigi, nell’anno 2010, che merita a mio avviso di essere pubblicata. Le premesse che anticipano l’analisi sono un piccolo libro i cui principi sono, per molti che ci seguono, già conosciuti. Essendo la relazione costituita da 45 pagine, sono costretta a diluirla. Riconoscerete la penna di Roberto Zamperini.
A1. Definizione di Energie Sottili: significato e sinonimi
Definiamo dense le energie conosciute dalla fisica: energia termica, elettrica, ma- gnetica, gravitazionale, eccetera e sottili, quelle che, almeno per ora, sfuggono ad un esame oggettivo se si utilizzano le odierne tecnologie e all’interno dei para- digmi scientifici vigenti, ma che pure sono identificabili soprattutto grazie ai loro ef- fetti positivi o negativi sull’organismo umano e in generale sugli organismi viventi.
Inoltre, l’energia sottile è nota da tempi immemorabili di fatto in tutte le Tradizioni ed in tutte le Medicine Tradizionali. Come non ricordare il Ki o Chi della MTC che, alla base di tutte le sue discipline dall’Agopuntura alla Dietetica Energetica, pone- va il Chi Kong, ovvero il Lavoro con o sul Chi? E poi come non menzionare il pra- na dell’Induismo, il mana dei Polinesiani; il maban degli australiani aborigeni; il ka della antica religione egiziana; il daimon degli antichi greci; il silap inua degli Inuit; il seid della mitologia nordica; il tao dei cinesi; il kami degli shintoisti; l’etere o la quintessenza degli alchimisti e, infine, il concetto stesso di numen quale forza divina, quale potenza indeterminata dei Romani almeno nella loro fase più arcaica.
Secondo la Medicina Tradizionale Indiana Ayurvedica esistono cinque essenze o energie sottili dette panca-tanmatra delle quali possiamo ricordare il sabda-tanmatra, l’energia sottile che dà origine al suono, il cui organo di percezione è l’orecchio (srotra) ed il suo elemento principale è l’etere o akasha.
I Romani chiamavano la Forza, l’Energia, il Potere numinosi proprio Numen (al plurale: Numina). V’è chi ha associato tale parola al Mana dei Polinesiani, ma tale accostamento – al di là della suggestiva assonanza – pare azzardato alla maggior parte degli studiosi.
In Russia e nei Paesi che un tempo erano parte del ex-URSS, i ricercatori utilizzano prevalentemente la parola “bioplasma” come moderno sostituto degli antichi e tradizionali “prana”, “chi” e “ki”, che pure ritroviamo ancora nel ReiKi, nella Pranaterapia, eccetera. Il termine moderno da noi utilizzato “Energia Sottile” (in inglese Subtle Energy o SE) è sempre più diffuso, soprattutto nei Paesi di lingua inglese.
La natura e il suo comportamento dell’Energia Sottile sfuggono al controllo degli strumenti di misura standard. Dobbiamo allora chiederci che fondamento fisico è possibile trovare all’idea della sua esistenza, alla pretesa che essa non solo abbia un impatto notevole sulla nostra salute, ma addirittura possa essere utilizzata per scopi terapeutici. Si tratta di un’idea confinata a medicine tradizionali antiche e comunque sorpassate o è possibile trovarvi ancora un fondamento razionale e un’utilità terapeutica?
by Roberto Zamperini
Habemus libro!
Roberto arriva il 22 luglio.
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Odontoiatria e TEV. Parte terza. Dott. Michele Bonfrate
Ma che ci azzecca la TEV con il dentista? (1)
Ma che ci azzecca la TEV con il dentista? (2)
Bene dottore, mi direte, interessante, anzi, molto interessante, ma una volta che la carie ha interessato il dente, lo ha scritto lei, va rimossa, infine, la parte del dente distrutta dalla carie sarà necessario ricostruirla. Fatto questo cosa può fare di più un dentista? La TEV poi, come si inserisce in tutto questo? Vuoi vedere che ora ci dice che attraverso i materiali di otturazione possiamo stimolare energeticamente non solo quel dente ma anche il settore energetico e gli organi correlati….!!!!!!
Siamo nella fantasia pura, dottore !!!!
Facciamo delle considerazioni e vediamo come sono formati strutturalmente i denti e quali sono i materiali più utilizzati per la loro riparazione. Continua a leggere
Paola e i colletti ipersensibili
di Michele Bonfrate * Domanda Paola sul gruppo Facebook: io ho due colletti dentali ipersensibili al freddo, non e’ che invece di andare dal dentista può intervenire la Tev…..
Che cosa sono?
Le lesioni non-cariose del colletto sono difetti del dente interessanti sia i denti anteriori sia i posteriori; sono localizzate nella zona di confine tra corona e radice comunemente chiamata colletto del dente.
Queste lesioni sono il risultato di una perdita di struttura dentale (smalto e soprattutto dentina) derivante da erosione chimica,abrasione, stress masticatori o una combinazione di tali fattori.
Quali sono le cause responsabili della loro formazione?
- L’erosione del dente è correlata al frequente consumo di cibi acidi o bevande, ma anche al reflusso gastrico o rigurgito. La presenza cronica di sostanze acide nella bocca causa una lenta dissoluzione della sostanza minerale del dente, contribuendo alla formazione dei difetti del colletto.
- L’abrasione del dente è invece correlata all’uso di dentifrici abrasivi e ad un’incorretta tecnica di spazzolamento. Il risultato finale è l’usura meccanica del colletto del dente, dove lo spessore di smalto è più sottile.
- Gli stress masticatori causano una flessione del dente nella zona del colletto. Questi ripetuti insulti sono responsabili dell’insorgenza di micro-fratture che tendono a convergere fino a formare, nel tempo, vere e proprie lesioni del colletto. Pazienti che digrignano i denti, pazienti con denti mancanti o ruotati sono particolarmente suscettibili alla formazione di questi difetti.
Devono essere curate?
Le lesioni non-cariose del colletto comportano l’esposizione della dentina (la dentina contiene le terminazioni nervose) e possono comportare l’insorgenza di una spiccata sensibilità; questa, talvolta, si può trasformare in vera e propria nevralgia sotto particolari stimoli (caldo o freddo). Inoltre, i difetti del colletto possono indebolire la struttura del dente ed essere anti-estetici.
Per tutte queste ragioni, le lesioni del colletto devono essere trattate anche in assenza di carie.
In primo luogo, si devono eliminare le cause che hanno determinato l’insorgenza delle lesioni; in seguito, si deve procedere all’otturazione del difetto utilizzando materiali da otturazioni bianchi in resina composita.
Cosa possiamo fare con la TEV ?
Nella mia esperienza, ogni giorno, si osservano erosioni, abrasioni al colletto, e le caratteristiche della sintomatologia, costante in ogni paziente.
Ci sono pazienti, la maggior parte, che hanno diffuse erosioni ed abrasioni senza alcuna sintomatologia dolorosa per molto tempo, a volte anni. Un bel giorno iniziano ad avvertire tutta la sintomatologia descritta, in maniera più o meno accentuata.
Cosa è cambiato? Le lesioni sono le stesse, non sono aumentate, e allora…..
È successo qualcosa nella loro vita, il sistema organismo ha perso il proprio equilibrio.
Ci sono momenti nella vita in cui siamo sottoposti a tensioni molto forti, ed ognuno reagisce per cercare di superare queste tensioni, va di moda chiamare questi momenti “stress” che di per sé è un processo fisiologico importante per ogni essere vivente e deve entrare in funzione tutte le volte che l’essere vivente deve affrontare una sforzo di qualsiasi tipo, dopo questo, bisognerebbe ritornare allo stato di parasimpaticotonia. 
Provate ad immaginare una animale che debba affrontare una lotta in stato di rilassamento, che possibilità abbia di sopravvivere, qui entra in gioco il sistema simpatico.Il sistema simpatico (o ortosimpatico) è definito anche sistema di “attacco e fuga”, quindi interviene in modo preponderante in tutte quelle situazioni inaspettate di pericolo ecc.
Cuore: aumenta le proprietà del cuore (inotropismo, cronotropismo, dromotropismo, batmotropismo)
Vasi: si ha vasocostrizione a livello cutaneo e periferico, quindi con aumento della pressione; vasodilatazione delle coronarie e dei vasi muscolari
Vescica: si distende, viene meno lo stimolo alla minzione
App. Gastrointestinale: vengono rallentati i processi digestivi (l’ortosimpatico ha effetto inibitorio su tutte le secrezioni, gastrica, intestinale ecc e sulla peristalsi)
App. Respiratorio: broncodilatazione, aumento della frequenza respiratoria
Si ha inoltre midriasi della pupilla
Questo nelle situazioni di emergenza, finita questa l’animale torna ad uno stato di parasimpaticotonia e gli stessi organi si comportano in maniera opposta, non c’è più il pericolo e l’organismo può rallentare tutti i processi messi in atto. Nell’animale, quando è libero da interventi dell’uomo, questo avviene sempre.
Nell’uomo abbiamo la mente, o quello che volete voi, che complica tutto questo.
Finito il momento di emergenza , continua a vivere come se stesse sempre in emergenza anche se non c’è più nessun pericolo, l’organismo non va mai in parasimpaticotonia.Resta sempre attivo il meccanismo di “attacco e fuga”.
Ma tutto questo con la TEV, CHE CI AZZECCA?
Abbiamo visto che una delle cause delle erosioni e dei sintomi associati, sono gli stress masticatori, pazienti che digrignano ( altre caratteristiche del soggetto in stato di stress continuo) serramento dei muscoli che chiudono la mandibola sul mascellare con un sovraccarico importante sui denti.
Nella TEV il primo parametro che viene considerato per valutare il sistema energetico è il rapporto BASE-MIG MEN, che non è altro che il rapporto simpatico-parasimpatico. Da questo partono considerazioni e riequilibri energetici che sono parte integrante della TEV.
Nella pratica quotidiana è di frequente riscontro la riduzione, fino alla scomparsa della sintomatologia dolorosa delle erosioni, del serramento, del digrignamento (bruxismo), in seguito a trattamento TEV utilizzando sia il cleanergy che la CPU o mini CPU.
Perché funziona? Semplicemente per un riequilibrio energetico del rapporto base-mig-men e di conseguenza del riequilibrio del sistema simpatico-parasimpatico.
Quindi la TEV, insieme alla eliminazione delle altre cause, ci può aiutare in questo senso nel controllo di questi disturbi, fermo restando che le lesioni vanno trattate dal dentista con le tecniche adeguate.
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Dott Michele Bonfrate
Nato a Grottaglie il 22-agosto 1953, laureato in Medicina e Chirurgia all’Universita’ di Siena nel 1979.
Dal 1980 al 1987 ha lavorato nel reparto di “Chirurgia generale” dell’Ospedale
“San Marco” di Grottaglie (TA).
Perfezionamento in Posturologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze.
Master di II livello in “Riabiltazione Odontoiatrica Neuro Mio Fasciale”
presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di L’Aquila
Advanced Implant Surgical Training Program- State University of New York atBuffalo– Scool of dental Medicine- Departement of Oral and Maxillofacial Surgery
Vive e lavora a Grottaglie (TA) come libero professionista.
Membro della S.I.D.O. ( Società Italiana di Ortodonzia) (www.sido.it)
Segretario provinciale della I.A.P.N.O.R.(International Academy of Posture and Neuro-muscolar Occlusion Research), (www.iapnor.org)
si occupa da anni prevalentemente di ortodonzia e gnatologia
e della riabilitazione dei casi complessi in protesi ed ortodonzia .
Socio fondatore dell’Od.Ol. Accademia di Odontoiatria Olistica.
Ha frequentato corsi di formazione e aggiornamento in Italia e all’estero.
gnatologia
ortodonzia
protesi
osteopatia
posturologia
odontoiatria olistica
relatore
pubblicazioni
attività
gnatologia
1984 corso biennale di protesi e gnatologia con il dr Modesti a Tivoli ed a Roma
1988 SIDO-CATANIA – B.T. WILLIAMS. Università di Kansas city- Misssouri- USA: Patologia dell’ ATM nel giovcane paziente ortodontico. Eziologia- Diagnosi-Terapia
1991 corso annuale di gnatologia neuromotoria dr. Edmondo Federici
1997 FUTURA- Tens elettromiografia interpretazione tracciati kinesiografici Prof. Dott. Luigi Balercia
1997 CORSO ANNUALE DI ORTODONZIA “R.N.O. riequilibrio neuro occlusale sec PLANAS dr. Rubini
1998 -Corso di Occlusione Neuromuscolare –Robert Jankelson
1998 F.O.R.S.G. Elettromiografia ed addestramento cognitivo mediante biofeedbak dr Ivan Dus
2001 .I.A.P.N.O.R.Gnatologia Neuromuscolare Tens Elettromiografia Interpretazione Tracciati Elettromiografici dr. Cattaneo
2001 Spazio libero e dimensione verticale Congresso
2002 I.A.P.N.O.R. riabilitazione protesica equilibrio neuro-mio-posturale aspetti di semeiotica fisica e strumentale
2003I.A.P.N.O.R congresso: sindrome algido-disfunzionale, nuove ipotesi eziopatogenetiche
ORTODONZIA
1988 al 1989 corsi di formazione in ortodonzia “tecnica Ricckets”
con il prof. Michel Langlade e prof. Picaud
1988 – SIDO-CATANIA – B.T. WILLIAMS. Università di Kansas city- Misssouri- USA: Patologia dell’ ATM nel giovcane paziente ortodontico. Eziologia- Diagnosi-Terapia
1989 SIDO Catania TERAPIA FUNZIONALE- N. Bass (Londra)—E. Harvold (Oslo-San Francisco)–Th Rakosi (Friburgo)
1990 SIDO Corso di aggiornamento in “ Pianificazione diagnostica e terapeutica delle III classi del prof. P: Verdon e del prof. H. Yamaguchi
1990 SIDO convegno nazionale SIDO. SIDO national meeting
dal 1990 al 1991 corsi di formazione in Ortodonzia Bioprogressiva n.1-2-3-4 tenuti dal dr. Carl Gugino
1990– Bari – Terapia delle III classi dr. Elsa Di Malta
1991 corso annuale di gnatologia neuromotoria dr. Edmondo Federici
1992-1993 corso di formazione in Management inc. in ortodonzia n. 1-2-3-4 del prof Carl Gugino-prof. Ellen Grady- dr. Frank Edwards
1993 Firenze corso annuale di” tecnica segmentata di Burstone” dr Fiorelli dr Melsen
1993 SIOB Pescara Approccio Bioprogressivo al paziente disfunzionale-prof. dr. R.M. Ricketts
1993 Lecco Scuola di Gnatologia “13 giorni sulla tecnica di Burstone” prof. Louis
De Block dell’università di Nancy
1998 FUTURA Elevatore linguale Prof. Dott. Luigi Balercia
1997- corso di ortodonzia linguale dr G.B.Garino- dr A. Veneziani
1998 SIDO Napoli Gruppo di studio SIDO sull’arco segmentato + corso dr. B Melsen
2007 A.N.D.I Taranto “ la diagnosi in ortodontia” dott. Vito Nobile
POSTUROLOGIA
2004 I.A.P.N.O.R. Aggiornamento in Semeiotica posturale in ambito odontoiatrico
2005 gennaio Acquaviva delle Fonti (BA) sistema stomatognatico nel contesto posturale. dott.Giuseppe Stefanelli .
2005 Bari A.T. Still Academy Italia “approccio multimetologico delle disfunzioni Posturali- tecniche avanzate
2006 Roma “ le indagini baropodometriche ed optoelettroniche nella valutazione clinica neurofisiologica”
prof. Ciro Villani (Università La Sapienza Roma- malattie apparato locomotore)
2006 -Roma Corso di Biomedica Posturale (valutazione delle disfunzioni algido- disfunzionali della postura) .
– prof. Ciro Villani (Universit La Sapienza Roma- malattie apparato locomotore)
–prof. Domenico Caradonna (Università di Palermo- odontoiatria)
PROTESI
1995 Citta S.Angelo progettazione della protesi parziale rimovibile con gancio ed attacchi prof. Glauco Marino
1997- FUTURA protesi mobile totale Neuromuscolare -Prof. Dott. Luigi Balercia
2002 I.A.P.N.O.R. riabilitazione protesica equilibrio neuro-mio-posturale aspetti di semeiotica fisica e strumentale
2005 A.N.D.I Taranto “gli insuccessi in implantologia”
OSTEOPATIA
1997-1998 CERDO Roma scuola di osteopatia 1° e 2° anno
ODONTOIATRIA OLISTICA
1999 FUTURA Aprile-maggio-giugno odontoiatria olistica dott. Marco Battistoni
2000 SIMF(società italiana di medicina funzionale)corso di odontoiatria biologica
2002 NAMED corso di 1°-2° livello di NEURALTERAPIA
1994-1995-1996 AIKA (ASSOCIAZIONE NAZIONALE KINESIOLOGIA APPLICATA) CORSO DI FORMAZIONE TRIENNALE
PUBBLICAZIONI
2004 rivista della I.A.P.N.O.R , (International Academy of Posture and Neuro- muscolar Occlusion Research)
“ APPLICAZIONI DELL’ENERGIE SOTTILI”- Valutazione degli effetti delle Energie Sottili su pazienti monitorati con E.M.G. Kinesiografia teleradiografie laterali e frontali, tracciati cefalometrici, rinomanometria, analisi posturale.
2009rivista OSTEOPATIA clinica osteopatia e indagine biometrica digitalizzata
2008 conseguenze della masticazione nello sviluppo del sistema stomatognatico (www.medicipersanciro.org) ???
relatore
2006- relatore ANDI presso l’Ordine dei Medici della provincia di Taranto “ENERGIE SOTTILI IN ODONTOIATRIA”
2008relatoreal XVIII meeting SIKMO PISA
“ENERGIE SOTTILI IN ODONTOIATRIA”
insegnante
dal 2004 insegna “odontoiatria” presso A.T. Still Academy Italia scuola di osteopatia ( http://www.atsai.it)
dal 2001 I istruttore TEV (Tecnica Energo Vibrazionale) (www.energiesottili.it)
Diario di un microscopio OTTICO
Vorrei condividere con voi una serie di esperimenti iniziati grazie all’aiuto prezioso e stimato della Dott.ssa F.D.P e l’ultimo acquisto del CRESS: un microscopio ottico di tipo biologico con ingrandimenti che vanno da 40X a 1000X, con testata trinoculare.
Per “riscaldarci” si è iniziato con della T.M di propoli. Ecco la procedura eseguita.
20 ml di TM di propoli sono stati messi in un contenitore in vetro completamente ricoperto di alluminio al fine di poter attaccare i morsetti della MINI CPU e allo stesso tempo tenerlo al riparo dalla luce. Alla Mini CPU è stata connessa la sola memoria Legami. Il tempo di carica con la memoria Legami è stato di 24h al termine del quale si evidenziano all’osservazione al microscopio la formazione di corpuscoli oleosi (probabilmente si separano dal resto della soluzione). Il controllo negativo è stata la TM madre stessa non trattata.
Ecco le foto:









