L’ascolto dell’esperienza è un atto creativo ed un fenomeno di risonanza.

SEGUE A:

  1. A sua immagine e “risonanza”.
  2. Un celebre e disastroso caso di risonanza
  3. Dalla neurofisiologia alla musica, dai metodi allopatici a quelli vibrazionali fino alle relazioni interpersonali, la risonanza è trend!
  4. Risonanza e Arte: Un Connubio di Emozioni

Ho scritto negli articoli precedenti sulla risonanza, indicando i principi attraverso i quali essa si genera. La risonanza è un fenomeno diffuso nel campo delle energie sottili e della vita. Molti sono i suoi effetti, che possiamo riassumere in comunicazione, relazione, empatia, transfer.

Durante l’arco della giornata ne produciamo in abbondanza, perché l’uomo è un sistema aperto e, per vivere, ha bisogno di creare risonanza; ma ce n’è una che a cui probabilmente pochi associano il concetto di risonanza: l’arte.

1. L’arte come esperienza
L’esperienza artistica (sia come pratica sia come fruizione) è considerata, nella nostra cultura, una dimensione separata dalla vita quotidiana e prerogativa di “specialisti”, detentori di un sapere difficilmente accessibile.
Riportare tale dimensione alla luce della quotidianità dell’esperienza di ogni essere umano può essere un obiettivo per raggiungere, naturalmente, un equilibrio fisico, psico-emozionale ed energetico.


Mostrare che l’esperienza creativa fa parte delle facoltà e delle modalità normali della persona era già stato l’obiettivo di filosofi e pensatori del passato. John Dewey (filosofo e pedagogista statunitense; scrittore e professore universitario prima all’Università del Michigan e del Minnesota, poi all’Università di Chicago), ad esempio, si dedicò allo studio dell’arte con lo scopo di: «ricostruire la continuità fra l’arte, i fatti, le azioni e le passioni di tutti i giorni, che sono universalmente riconosciuti come costitutivi dell’esperienza». L’artista cosa fa? Si ascolta e crea, trasformando l’esperienza.


L’ascolto dell’esperienza è ciò che persegue l’artista, per dirla con le parole di Rainer Maria Rilke, scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema:

“Lasciar compiersi ogni impressione e ogni germe di un sentimento dentro di sé, nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria ragione, e attendere con profonda umiltà e pazienza l’ora del parto d’una nuova chiarezza; questo solo si chiama vivere da artista: nel comprendere come nel creare.”

Ma qual è la “voce” dell’esperienza che produce in atto creativo? Che cosa dobbiamo ascoltare, come ci parlerà? In altre parole, di che cosa è fatta l’esperienza? Qui la psicologia ci può essere d’aiuto nell’individuare quelle dimensioni che costituiscono la griglia dell’esperienza soggettiva. Alcune di queste sono: la dimensione immaginativa, la dimensione del vissuto corporeo, la dimensione emozionale-empatica, la dimensione comunicativo-relazionale.

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Risonanza e Arte: Un Connubio di Emozioni

Segue a :

  1. A sua immagine e risonanza
  2. Un celebre e disastroso caso di risonanza

Cinque punti fondamentali sul fenomeno della risonanza e oltre

1. La risonanza come relazione.
La risonanza si manifesta quando due o più entità entrano in relazione tra loro: può trattarsi di due persone, oppure del legame che una persona stabilisce con un luogo, un’opera d’arte, un animale, una persona, un’idea o un oggetto carico di significato.

Un esempio semplice: camminare in un bosco e sentirsi subito “a casa”, come se l’ambiente ci accogliesse, è un’esperienza di risonanza naturale, oppure entrare in un locale e percepire disagio, senza una ragione apparente, rivela come l’interazione stabilitasi tra ambiente e persona, un fenomeno di risonanza appunto, possa influenzare il nostro stato interiore.

2. Risonanza forte e risonanza debole.
Possiamo distinguere una risonanza forte, che si verifica quando i sistemi coinvolti hanno grande somiglianza strutturale o vibrazionale (ad esempio il legame profondo tra genitori e figli, o tra due fratelli gemelli che “sentono” l’uno l’altro anche a distanza), e una risonanza debole, che nasce invece da qualche elemento in comune per cui innesca una parziale risonanza come parziale è la somiglianza.


Un caso quotidiano di risonanza debole è quello di due colleghi che scoprono di amare la stessa musica: quel dettaglio crea subito una comunicazione più fluida, istantanea, anche senza una vicinanza profonda.

Nei lavori di ricerca sulla fisiologia energetica si è osservato come strutture simili rispondano in modo analogo a determinati stimoli, rafforzando la sincronia quando la risonanza è intensa.

immagine tratta dal libro Fisiologia Sottile di Roberto Zamperini CRESS Edizioni

Prima di affrontare gli aspetti teorici del fenomeno della risonanza sottile, propongo un esperimento che chiunque può effettuare facilmente (a patto che abbia una minima sensibilità all’energia sottile). Osservate la figura a lato che rappresenta, a sinistra, due simboli identici A e B; a destra tre simboli (A, B, C) simili ma non identici. Che significano questi due simboli? Assolutamente nulla, perché me li sono inventati io, senza attribuir loro nessun particolare significato. Voi fate altrettanto, inventando un qualche vostro simbolo, purché assolutamente originale. Insomma, non deve essere copiato da qualcosa che già esiste e naturalmente dovrà essere diverso anche da quelli che io vi presento come esempi.

Chiamiamo il vostro simbolo A. Adesso fotocopiatelo e otterrete B, assolutamente identico ad A, come illustrato nella figura. Tenete i due oggetti piuttosto distanti l’uno dall’altro, diciamo in due stanze diverse. sottile

MIDI Cleanergy

Poi, prendete un Cleanergy o un altro strumento che proietti energia sottile pura (se ne avete uno) oppure utilizzate le vostre mani e con essi caricate di energia l’oggetto A. Lasciate passare qualche minuto e, quando siete certi che sia ben carico per averlo testato, testate anche (che, ricordo, NON avete caricato). Anche ha energia, vero? Non quanta ne ha A, diciamo che ha il 60 o 70% dell’energia di A, ma comunque non è scarico come all’inizio. Per quale magia, caricando A, si è caricato anche B? Questa magia è un aspetto di grande rilevanza, nel campo delle energie sottili e si chiama risonanza Il fenomeno della risonanza è ben noto in Fisica ed è utilizzato in un’infinità di applicazioni, che vanno dall’acustica, all’ottica, alle telecomunicazioni, eccetera. È noto perfino in Biologia e in Medicina. Ma è nel campo delle energie sottili, che la risonanza dà luogo agli effetti più straordinari ed incredibili.

Osservate ora di nuovo la figura e spostate la vostra attenzione ai tre simboli, sulla destra.  è un simbolo originario. è simile ma non esattamente identico ad A, perché è la sua immagine speculare, proprio come le vostre due mani, che sono simili ma non identiche, solo approssimativamente speculari. L’oggetto è anch’esso simile ad A, non speculare ma non identico, perché è più piccolo dell’originale. Ripetiamo l’esperimento di prima, cercando di rispettare gli stessi tempi di esposizione al Cleanergy o proiettando con le mani. Testiamo prima A, poi B, infine C. Questa volta non avranno il 60 o 70% dell’energia di A, ma, diciamo, il 30% o meno. Se chiamiamo “immagine proiettante” e “immagini riceventio “risonanti”, possiamo concludere che, se tra le immagini proiettanti e risonanti c’è assoluta uguaglianza, la risonanza è forte, se c’è solo somiglianza, la risonan- za è più debole. La risonanza si indebolisce via via che la somiglianza diventa minore. L’energia di un’immagine risonante più piccola dell’originale e che sia anche speculare sarà ancora più bassa di quel 30% che abbiamo indicato, perché c’è ancora meno somiglianza. In conclusione:

Livelli di risonanza sottile:

1. Uguaglianza: genera risonanza forte;

2. Somiglianza: genera risonanza debole.

tratto dal libro Fisiologia Sottile di Roberto Zamperini -CRESS Edizioni-

3. Un fenomeno oscillatorio.
La risonanza è, in fondo, un fenomeno oscillatorio: riguarda frequenze che si accordano. Il fisico olandese Christian Huygens fu tra i primi a descriverlo, osservando come due pendoli posti vicini tendessero, dopo un certo tempo, a sincronizzarsi sullo stesso ritmo.
Anche il corpo umano è un insieme di oscillatori biologici: il cuore, le secrezioni ormonali, l’attività dei neuroni si regolano attraverso dinamiche ritmiche e sincroniche. La neurobiologia contemporanea sottolinea come le nostre interazioni sociali siano regolate anche da questi meccanismi: ad esempio, in una conversazione coinvolgente, il battito cardiaco e le micro-espressioni di due interlocutori possono allinearsi inconsciamente.

4. Risonanza, empatia e transfert.
Dire risonanza significa parlare anche di empatia e transfert: ogni incontro vibrazionale porta con sé conseguenze, positive o negative. Quando la risonanza produce vitalità ed elevazione, ha effetti benefici; quando invece genera assorbimento delle tensioni o dei disturbi sottili di un’altra persona, può comportare forme di “contaminazione energetica”.
Questo è un fenomeno noto in ambito terapeutico: psicologi e operatori del benessere imparano a riconoscere i rischi di un’eccessiva identificazione con il vissuto del paziente, così da non interiorizzare i suoi sintomi o le sue congestioni energetiche. Al tempo stesso, in contesti artistici, la risonanza può aprire spazi di guarigione: studi di arteterapia mostrano come l’incontro con un colore, un suono o un gesto teatrale possa risvegliare memorie e processi trasformativi profondi.

5. Risonanza e arte: un linguaggio universale. 

Esempi di risonanza si ritrovano nella relazione terapeutica, nella comunicazione verbale e non verbale, ma anche in campi che raramente assoceremmo a questo concetto: ad esempio l’arte.
L’arte, troppo spesso relegata a una dimensione riservata agli specialisti, appartiene invece a tutti. Non è soltanto patrimonio degli artisti, ma strumento universale di crescita interiore. In un’ottica di equilibrio psicofisico ed energetico, l’arte rappresenta un accesso diretto alla bellezza e all’armonia, stimolando processi profondi di trasformazione.

Già diversi pensatori hanno colto questo legame. John Dewey, filosofo e pedagogista statunitense, sottolineava come l’arte non fosse separata dalla vita quotidiana, ma parte integrante delle esperienze e delle passioni umane. L’artista, infatti, non fa che trasformare ciò che vive in espressione creativa, e in questo gesto ciascuno può riconoscere un processo universale.
Non è un caso che in progetti di musicoterapia con pazienti oncologici si sia osservato un miglioramento dell’umore e della percezione del dolore: l’arte crea una risonanza che guarisce, perché restituisce vitalità e senso di connessione.


Un esperimento atipico al CRESS

Il 13 dicembre, al CRESS, daremo corpo a queste riflessioni con uno spettacolo di flamenco: un evento che unisce scienza, energia e arte in un’unica esperienza di risonanza collettiva.
Il flamenco nasce dalla capacità di trasformare emozioni intense in ritmo, gesto e bellezza: è empatia vibrante, è risonanza che diventa energia condivisa. Sarà un’occasione per vivere dal vivo ciò che qui abbiamo esplorato teoricamente: la risonanza come linguaggio universale che connette corpi, cuori e coscienze.

I partecipanti potranno aspettarsi un’esperienza che non è soltanto estetica, ma energetica: non si assiste soltanto a uno spettacolo, si entra in un campo vibrante dove il battito del piede, il suono della chitarra e l’emozione dei danzatori diventano strumenti di connessione. Ci si può sorprendere a sentirsi più leggeri, più presenti, più “in risonanza” con sé stessi e con gli altri.

Posti limitati.
Per maggiori informazioni e prenotazioni: 3666160630 (solo WhatsApp)

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Bibliografia essenziale

  • Huygens, C. (1673). Horologium Oscillatorium. Parigi.
  • Changeux, J.-P. (1983). L’uomo neuronale. Milano: Feltrinelli.
  • Dewey, J. (1934). Art as Experience. New York: Minton, Balch & Co.
  • Zamperini, R. (2004). Fisiologia sottile. Roma: CRESS Edizioni.

Dalla neurofisiologia alla musica, dai metodi allopatici a quelli vibrazionali fino alle relazioni interpersonali, la risonanza è trend!

segue a :

  1. A sua immagine e risonanza
  2. Un celebre e disastroso caso di risonanza.

In musica, il termine “simpatia” si utilizza per descrivere il fenomeno per cui due strumenti vibrano in risonanza tra loro, come nel famoso esempio del diapason. La parola simpatia deriva dal latino sympathìa — pronunciata come in italiano — ed è composta da syn (“con”) e pathos (“sensazione” o “emozione”), indicando così un’affinità istintiva o un sentimento di attrazione verso qualcuno o qualcosa.

Nel campo medico, la simpatia descrive il fenomeno per cui un disturbo in un organo si riflette o si manifesta in un altro organo, per una sorta di corrispondenza interna che mette in risonanza parti diverse del corpo. Questo concetto mette in luce come l’organismo non sia una somma di elementi isolati, ma un sistema interconnesso, in cui un’alterazione può risuonare altrove.

L’omeopatia, fondata da Samuel Hahnemann, si basa sul principio del similia similibus curantur — “i simili curano i simili”. Anche qui ritroviamo un’idea di corrispondenza e risonanza: una sostanza capace di generare, in un organismo sano, sintomi simili a quelli della malattia, può stimolare in un organismo malato la risposta vitale necessaria alla guarigione.

In pratica, il quadro sintomatico provocato dalla somministrazione di una sostanza a un soggetto sano può essere curato da quella stessa sostanza, ma in dosi omeopatiche molto diluite. Hahnemann osservò questo principio sperimentando su se stesso con la corteccia di China, dalla quale si ricava la chinina, un rimedio noto contro la malaria. Egli notò che i raccoglitori di corteccia spesso sviluppavano sintomi simili alla malaria e, assumendo personalmente la corteccia, sviluppò sintomi paragonabili alla malattia, confermando così l’efficacia terapeutica della sostanza diluita.

In entrambi i casi, sia nella simpatia medica sia nel principio omeopatico, emerge lo stesso filo conduttore: il simile risponde al simile. Nel primo caso come fenomeno spontaneo di riflesso e comunicazione interna tra organi, nel secondo come metodo terapeutico consapevole, che utilizza questa risonanza per favorire il riequilibrio dell’organismo.

Il fenomeno della risonanza costituisce la base anche di altri approcci vibrazionali, come i Fiori di Bach o gli integratori spagirici.

Ma come scritto nel precedente articolo, ogni relazione umana, così come ogni trattamento terapeutico, si fonda su un meccanismo empatico e oscillatorio di questo tipo.

Ma chi ha scoperto le proprietà oscillanti della materia?

Il concetto di risonanza nasce dagli studi di Christian Huygens, fisico e matematico olandese che fu tra i primi a investigare i fenomeni oscillatori, postulando la teoria ondulatoria della luce. La sua intuizione nacque dall’osservazione che pendoli vicini, appesi allo stesso muro, sincronizzavano gradualmente il loro movimento, arrivando a vibrare con lo stesso ritmo. Questo è lo stesso principio che si osserva facendo vibrare un diapason vicino a un altro fermo: quest’ultimo inizia a vibrare per risonanza.

La teoria ondulatoria della luce contrastava con le idee newtoniane fino a quando Louis de Broglie, fisico e matematico francese, propose la doppia natura della luce, corpuscolare e ondulatoria. Tale ipotesi fu poi sperimentalmente confermata da Clinton Joseph Davisson e George Paget Thomson, che nel 1937 ottennero il premio Nobel per queste scoperte.

L'attività fisiologica intrinseca dei neuroni è un fenomeno oscillatorio?

Questo concetto di dualità è oggi alla base della meccanica quantistica e si riflette anche nella natura oscillatoria della materia. La neuroscienza conferma, infatti, che i neuroni producono oscillazioni misurabili.

Jean-Pierre Changeux, neurobiologo francese dell’Istituto Pasteur di Parigi, ha studiato le modalità di comunicazione chimica nel sistema nervoso e le funzioni cognitive. Ha osservato che introducendo un elettrodo nella corteccia cerebrale si rilevano frequenze e impulsi oscillatori. Sorprendentemente, anche cellule tumorali del sistema nervoso, come quelle del neuroblastoma, generano potenziali d’azione simili a oscillazioni. Queste attività non derivano esclusivamente dalle connessioni nervose, ma rappresentano un’attività fisiologica intrinseca dei neuroni.

Ilya Prigogine, premio Nobel per la Chimica nel 1977, ha esaminato se tali fenomeni potessero essere spiegati dalle leggi della termodinamica, arrivando alla conclusione che solo i sistemi aperti — cioè quelli che scambiano energia e materia con l’esterno, come l’uomo, la Terra e gli organismi viventi — possono sostenere oscillazioni.

Da questo emerge che la vita stessa è un continuo scambio di informazioni e che la comunicazione è una caratteristica essenziale di un sistema aperto. A partire dal XX secolo, i biologi hanno studiato i ritmi biologici che regolano le variazioni fisiologiche nell’arco di 24 ore, scoprendo che tali fenomeni sono generati da oscillatori interni all’organismo.

Gianluca Tosini e Michael Menaker dell’Università della Virginia hanno evidenziato che in ogni organismo esistono migliaia di oscillatori, alcuni influenzati dall’ambiente esterno, altri regolati da necessità fisiologiche interne. Questi includono neuroni, battito cardiaco, attività elettrica cerebrale, frequenza respiratoria, rilascio ormonale, sonno, nutrizione, riproduzione, e altri ancora.

Questi ritmi biologici, classificati in base alla loro frequenza temporale (ultradiano, circatiano, circalunare, circannuale, ecc.), sono tutti basati su processi di comunicazione interna o con l’ambiente esterno. Non è un caso che il sistema nervoso sia l’organo principale coinvolto nel coordinare tali oscillazioni e comunicazioni.

Ne consegue che anche il sistema energetico del corpo umano funziona grazie a fenomeni di oscillazione e risonanza. La risonanza e le dinamiche da essa generate coinvolgono interi sistemi e rappresentano uno dei fondamenti più importanti della Tecnica Energo Vibrazionale (TEV). Questi fenomeni di risonanza non sono solo un concetto teorico, ma una realtà tangibile che attraversa ogni aspetto della nostra esistenza: dalle relazioni umane alle terapie, dalla musica alla fisiologia. Comprendere come la simpatia e la risonanza influenzino il nostro sistema energetico apre la porta a una visione più profonda e integrata della salute e del benessere.

by SGZ

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Il cellulare: un dispositivo che rapisce il pensiero, sottrae benessere e depaupera il nostro vitalismo (2).

Segue a : https://soniagermanizamperini.wordpress.com/2021/03/22/il-cellulare-un-dispositivo-che-rapisce-il-pensiero-sottrae-benessere-e-depaupera-il-nostro-vitalismo/

Nell’articolo precedente ho riportate ricerche ed evidenze che mostrano gli effetti di un uso eccessivo dei cellulari, e più in genere del web, sui nostri ragazzi.  
DS o nomofobia  è un vocabolo entrato nel nostro linguaggio e nel dizionario medico ad indicare delle vere e proprie dipendenze, come la droga o il gioco d’azzardo, che il cellulare soprattutto produce. Le dipendenze come sappiamo monopolizzano il nostro pensiero verticalizzandolo sul bisogno di avere una persona, un oggetto o una droga, incoercibilmente.
Come una droga, il cellulare ci toglie il pensiero e il Potere personale ma se ciò non bastasse, se questo non fosse sufficiente a prestare attenzione, soprattutto verso i ragazzi, mettendoli a conoscenza del ruolo manipolatorio e coercitivo del telefonino, allora parliamo di salute.
Se ne parla effettivamente troppo poco per creare una coscienza comune. 
Ecco come si esprime il nostro governo circa la pericolosità dei campi elettromagnetici artificiali emessi dai cellulari:   “I campi elettromagnetici prodotti dai telefoni mobili sono stati classificati nel 2011 dall’International Agency of Cancer Research – IARC come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” (categoria 2b). Tale classificazione identifica un sospetto di possibile cancerogenicità, che studi successivi dovranno confermare o smentire”.
http://www.salute.gov.it/portale/cellulari/dettaglioContenutiCellulari.jsp?lingua=italiano&id=5193&area=cellulari&menu=vuoto&tab=2

Di fatto, diversi studi sono stati pubblicati sulla scena internazionale circa la pericolosità dei cellulari e delle radiofrequenze, ne ricorderò solo alcuni. Lennart Hardell dell’University Hospital di Orebro e Kjell Hansson Mild della Umea University

Lennart Hardell e Kiell Hansson analizzando 11 ricerche provenienti dalla Svezia, la Danimarca, la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno concluso che la formazione di tumori al cervello è strettamente correlata all’uso di cellulari. In particolare si è rilevato un aumento dei glioma e dei neuromi acustici che si sviluppano soprattutto sul lato della testa dove normalmente viene appoggiato il telefonino. I due ricercatori hanno voluto condurre loro stessi delle ricerche e la loro conclusione conferma quanto scoperto dagli studi internazionali. Corriere ottobre 2007 “E’ necessaria una grande attenzione nell’uso del telefonino – avvertono gli scienziati nella relazione pubblicata dalla rivista Occupational Enviromental Medicine – e soprattutto i bambini, che sono particolarmente vulnerabili, dovrebbero essere scoraggiati dall’utilizzarlo». A quanto sostiene l’Independent, che ha riportato lo studio, i risultati sarebbero tanto importanti quanto preoccupanti, perché mettono insieme ricerche su persone che hanno usato il cellulare per un tempo abbastanza lungo da poter contrarre la malattia. Finora, infatti, le rassicurazioni ufficiali sulla sicurezza dei cellulari si basavano su ricerche compiute, nella migliore delle ipotesi, su un campione ristretto, ma il cancro impiega almeno 10 anni per svilupparsi, quindi questi studi erano giocoforza parziali”. https://www.corriere.it/salute/07_ottobre_08/marchetti_tumori_rischi.shtml 
https://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cellulari/cellulari-
studio/cellulari-studio.html

In questo sito troverete tutte le evidenze scientifiche raccolte circa il campo
elettromagnetico artificiale e l’insorgenza di tumori tra cui gli studi del ricercatore
Lennart Hardell. https://www.researchgate.net

Tra le numerose evidenze scientifiche, studi e ricerche riporto un’ipotesi di connessione tra il linfoma non- Hodgkin e un’esposizione alle radiofrequenze giugno 2020). 
“Earlier animal studies have provided evidence that non-Hodgkin lymphoma (NHL) may be caused by exposure to radiofrequency (RF) radiation. This was recently confermed by the U.S. National Toxicology (NTP) study that showed an increased incidence of malignant lymphoma in female mice exposed to the GSM modulated or the CDMA modulated cell phone RF radiation. Primary central nervous system lymphoma (PCNSL) is a rare malignancy in humans with poor prognosis.
An increasing incidence has been reported in recent years. Based on a case-report we present the hypothesis that use of the hand-held mobile phone may be a risk factor for PCNSL. The increasing incidence of non-Hodgkin lymphoma in Sweden is discussed in relation to etiologic factors.”
 https://www.researchgate.net/publication/342525979_Central_nervous_system_lymphoma_and_radiofrequency_radiation_-_A_case_report_and_incidence_data_in_the_Swedish_Cancer_Register_on_non-Hodgkin_lymphoma 
Ipotesi di connessione tra tumori alla tiroide ed esposizione alle radiofrequenze (ottobre 2020)
“The International Agency for Research on Cancer (IARC) at the World Health Organization (WHO) categorized in 2011 radiofrequency (RF) as a possible human carcinogen, Group 2B. During use of the handheld wireless phone, especially the smartphone, the thyroid gland is a target organ. During the 21st century, the incidence of thyroid cancer is increasing in many countries. We used the Swedish Cancer Register to study trends from 1970 to 2017. During that time period, the incidence increased statistically significantly in women with average annual percentage change (AAPC) +2.13%, 95% confidence interval (CI) +1.43, +2.83%. The increase was especially pronounced during 2010–2017 with annual percentage change (APC) +9.65%, 95% CI +6.68, +12.71%. In men, AAPC increased during 1970–2017 with +1.49%, 95% CI +0.71, +2.28%. Highest increase was found for the time period 2001–2017 with APC +5.26%, 95% CI +4.05, +6.49%. Similar results were found for all Nordic countries based on NORDCAN 1970–2016 with APC +5.83%, 95% CI +4.56, +7.12 in women from 2006 to 2016 and APC + 5.48%, 95% CI +3.92, +7.06% in men from 2005 to 2016. According to the Swedish Cancer Register, the increasing incidence was similar for tumors <-4 cm as for tumors >4 cm, indicating that the increase cannot be explained by overdiagnosis. These results are in agreement with recent results on increased thyroid cancer risk associated with the use of mobile phones. We postulate that RF radiation is a causative factor for the increasing thyroid cancer incidence. https://www.researchgate.net/publication/347416047_Is_the_Increasing_Incidence_of_Thyroid_Cancer_in_the_Nordic_Countries_Caused_by_Use_of_Mobile_Phones

Senza uscire fuori dal nostro amato paese, l’Istituto Ramazzini nel 2018 pubblica lo studio più importante che sia mai stato svolto sugli effetti delle radiazioni a radiofrequenza (RFR), intitolato “Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 GHz”, visionabile sulla rivista internazionale peer-reviewed Environmental Research, edita da Elsevier 
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935118300367?via%3Dihub
SEGUE 
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Identikit di un campo ordinatore

Campo ordinatore: neologismo tevvaro firmato Roberto Zamperini concettualmente simile, molto simile, al campo morfogenetico di R. Shaldrake, la differenza sostanziale è che il campo ordinatore sovrintende esclusivamente gli aspetti energetici e vibrazionali di un sistema. 

Identikit di un

campo ordinatore

Cosa ci dice R. Shaldrake circa il campo morfogenetico? Nel suo libro “La presenza del passato” R. Shaldrake definisce il campo morfogentico come una forza invisibile presente nel sistema non identificata con uno dei suoi componenti, ma con il sistema stesso. Il campo morfico è responsabile dell’organizzazione, della struttura e della forma del sistema ed è dotato della capacità di memorizzare ciascun elemento costituente il sistema. 

Ci dice anche che il campo morfogenetico ha una STORIA e , grazie ad un processo chiamato risonanza morfica, contiene in sé una memoria. Per noi Operatori TEV oppure per i tevvari in divenire l’ipotesi appena esposta si traduce, nell’analisi di un sistema energetico, che il campo ordinatore è gerarchicamente la struttura vertice dell’organizzazione energetica come l’avete appresa fino al secondo livello TEV ( ne vedremo altre più avanti). Una sorta di Direttore Generale che sovrintende a tutte le funzioni a lui sottostanti.

Peculiarità del campo morfogenetico/ordinatore è che è un’area non materiale di influenza che si estende nello spazio e nel tempo. 

In cosmologia ancora vige esiste il paradigma eternalista secondo il quale delle leggi eterne ed immutabili regolano la manifestazione del cosmo così come noi oggi lo intendiamo. R Shaldrake propose un’altra visione dettata dall’osservazione degli eventi azzardando l’ipotesi, che lo portò d’essere schedato come scienziato di serie B, dell’abitudine e dell’evoluzione. Un concetto rivoluzionario che ancora mette in discussione l’attuale paradigma e che pone un dubbio: invece di leggi eterne ed immutabili che governano la manifestazione, che non sia invece l’abitudine consolidata nel tempo di certi fenomeni a rendere possibile la manifestazione della materia e del cosmo? 

Secondo questa ipotesi ogni specie, ogni membro di ogni specie, attinge alla memoria collettiva della specie, si sintonizza con i membri passati della specie e a sua volta contribuisce all’ulteriore sviluppo della specie attraverso un processo di RISONANZA fra gli individui e i gruppi della specie (sottogruppi, razze, etnie, gens, famiglia eccetera) facendo diventare PRESENTE il PASSATO. 

Una domanda postami recentemente da un mio allievo ha sollevato un dubbio: se un soggetto ha problemi alle articolazioni inferiori, esiste un campo ordinatore che presiede a queste? Ora un CO delle gambe non ha una logica all’interno di questa ipotesi. Le  gambe da sole “non vanno da nessuna parte”dobbiamo contestualizzarle e lavorare su quei centri che nell’organizzazione del sistema energetico TEV siano coerenti con il concetto di campo morfogenetico. Cosa permette alle gambe di essere forti, efficienti? Qual’è quella funzione, quel sistema, che nei millenni ha funzionato e pertanto si è consolidato attraverso l’abitudine creando appunto la memoria di quella funzione? Integrando questa ipotesi con il sistema energetico Tev si arriva ad un elenco di Campi Ordinatori: sangue, connettivo, muscoli, sistema nervoso, eccetera. 

Questo per chiarire e sottolineare che benché il Campo Ordinatore apra una visione più ampia dei processi energetici e della stessa natura umana, l’Operatore TEV o il tevvaro in divenire deve sempre aver bene in mente il campo morfico di Shaldrake e fare in modo che le regole che guidano il campo morfogenetico/campo ordinatori siano coerenti e logiche con il concetto di apprendimento, evoluzione e di sistema energetico. 

Sistemi di biorisonanza e risonanza: il Mora Test.

Josè Roldan Ruiz diplomato in Medicina Tradizionale Cinese, Omeopatia, Kinesiologia, Ipnosi Clinica, Medicina Ortomolecolare, Shiatsu, Esperto in Geobiologia e in sistemi di biorisonanza Mora ha presentato in un corso di biorisonanza Mora e Kinesiologia rivolto a tutti i moraterapeuti in Spagna, dei casi ottenuti con il Mora Test in abbinamento con la Mini CPU e l’utilizzo del Midi Cleanergy con la Memoria Energetica Legami. 

Per ora vorrei soffermare l’attenzione sulla presenza del Midi Cleanergy. 

Perchè abbinare il Mora Test al Cleanergy? 
Come afferma Josè Luis: nel tempo e a causa dei trattamenti, l’apparecchiatura di bio-risonanza accumula energia congestionata nei propri circuiti alterando e i test e i protocolli di riequilibrio energetico. 

Questa problematica è generata propio dal sistema di risonanza per cui quando due entità energetiche entrano in contatto si scambiano informazioni generando il fenomeno della contaminazione che in questo caso non riguarda due persone ma una macchina e una persona. Le “informazioni”, la carica vibrazionale di un soggetto che ha una patologia è chiaramente inibente verso il corpo bioenergetico, la sua presenza riduce la carica vitale. Questa caratteristica vibratoria, quella della patologia rilevata dalla macchina, permane nella macchina stessa riducendo nel tempo e la capacità di risonanza (e quindi i test che vengono effettuati con questa) e l’intervento. 

Per evitare questo inconveniente, Josè Luis ha dotato il Mora test di un Cleanergy con ME Legami, come vedete nella foto in basso. Posizionato sulla scatola in metallo del Mora Test, l’energia del Cleanergy viene diffusa e convogliata eliminando le congestioni che normalmente tendono ad accumularsi, paziente dopo paziente. In questo modo il test effettuato con lo strumento di biorisonanza non è alterato dalle congestioni memorizzate dai vari soggetti che giorno dopo giorno si sottopongono all’analisi del Mora Test.

Il Cleanergy ha una versatilità tale che la sua presenza diventa quasi indispensabile e sinergica a qualsiasi sistema di biorisonanza, e a qualsiasi forma di terapia.

Campi elettromagnetici, VES e problemi circolatori.

Nel link postato alla fine di questo articolo, la Dott.ssa Mariella NICOLETTI, nostra allieva TEV e ricercatrice all’Università di Napoli “Federico II” scrive: “Esistono buone ragioni per ipotizzare che i globuli rossi del sangue possano elettrizzarsi e magnetizzarsi, attraendosi l’un l’altro, formando vere e proprie pile e facendo così aumentare la VES. La VES misura la fluidità del sangue: più è alta la VES, meno fluido è il sangue. Quando il sangue è magnetico, i valori della VES si innalzano”.

Questa ricerca è stata “ispirata” da un fatto avvenuto presso il nostro centro: un uomo causa un incidente di lavoro fu esposto ad un fortissimo campo elettromagnetico. Da quell’evento traumatico iniziò ad avere la VES alta. 
Arrivò presso il nostro centro, come ultima spiaggia, dopo aver consultato vari medici senza riuscire a risolvere il suo problema. 

Dopo aver chiarito che il nostro approccio si basa solo ed unicamente sul ripristino dell’equilibrio energetico e che perciò non va interpretato come un metodo di guarigione e che non possiamo, né vogliamo, sostituire medici e terapie mediche, passiamo all’analisi energetica che evidenziava nel sangue un’ importante presenza di congestione elettromagnetica come nella TEV definiamo questo genere di caratteristica vibratoria generata da un campo elettromagnetico artificiale. 

I trattamenti volti a eliminare la congestione avevano apportato al soggetto un importante beneficio ed un inaspettato “effetto collaterale”: la diminuzione dei valori della VES. 

“Un campo elettromagnetico si genera quando l’elettricità scorre in un filo avvolto in una bobina. Tutti noi siamo circondati da un gran numero di tali campi. Alcuni sono irradiati da stazioni radiotelevisive, antenne radar, ripetitori per cellulari; altri, li possediamo in casa: radio, radiosveglia, coperta elettrica, forno a microonde, televisore, computer, altri apparecchi con tubi catodici, telefoni portatili e cellulari, walkie talkie, macchine fax,videogiochi, lampade al neon, apparecchiature elettroniche in genere e perfino i fili della corrente.
Dagli schermi TV e computer escono grandi quantità di ioni ed elettroni, che vanno a depositarsi sui tessuti, sugli organi e sui centri energetici superiori, i più delicati di tutto il sistema energetico. L’elenco non è esaustivo. Questi campi girano tutt’intorno alle nostre stanze e creano campi elettromagnetici in grado di magnetizzare il ferro e quindi anche i globuli rossi. Il fenomeno del sangue elettrico è stato studiato da medici e ricercatori. (Energie Sottili – Roberto Zamperini)” 

Se così fosse, mi viene da pensare ad un’associazione tra 5G e problemi inerenti il sangue.
Se al sangue carico di congestioni elettromagnetiche corrispondesse un innalzamento della VES e problemi all’intero apparato cardiocircolatorio, si potrebbe ipotizzare un nesso tra inquinamento elettromagnetico e problemi al sangue, non in ultimo anche le trombosi…

La mia naturalmente è solo una riflessione determinata da un fatto a cui ho personalmente assistito e che, in tempi di Covid19 e installazioni di antenne 5G, mi è tornata alla memoria. Sarebbe interessante poter proseguire gli studi avviati dalla Dott.ssa Mariella NICOLETTI purtroppo scomparsa diversi anni fa. 

 https://energiesottili.it/influenza-dei-campi-elettromagnetici-sul-sangue/

Sonia Germani Zamperini

CAVALCA LA TIGRE!

Ci possono togliere tutto tranne l’anima (R. Zamperini)

Una cara amica ha postato oggi questo ricordo:
“Dionisiaco: è lo stato dei sensi in cui lo spirito ritrova se stesso perfino nei sensi, così come i sensi si ritrovano nello spirito.(…).
Per il resto aprirsi senza perdersi, proprio in un epoca della dissoluzione è di particolare importanza.�E’ la via per sovrastare ogni eventuale trasformazione, comprese le più pericolose (…).”(Cavalcare la Tigre – J.Evola)

Banale affermare che il Coronavirus sta mettendo in pericolo soprattutto la nostra economia, noi italiani che avevamo fatto un’accordo con la Cina nel marzo 2019, ricordate? https://www.ilsole24ore.com/…/via-seta-italia-e-cina-firman…

La crisi però non è solo economica, politica, sanitaria è anche spirituale. I riferimenti dell’uomo stanno crollando, le certezze legate alla nostra stessa sopravvivenza si stanno disgregando ricordandoci che non siamo eterni ma “precari”. Guardando dunque la nostra società in questo momento specifico assistiamo ad un crollo di “valori”, di “riferimenti”. Il grande calderone, generatore inarrestabile di desideri: cibo, vino, viaggi, sesso, eccetera, sta vacillando lasciando un vuoto. Alcuni di noi potrebbero dire a sé stessi: E mò che faccio?” A qualcun altro gli si potrebbe accendere un neurone chiedendosi “chi sono?” “Sono solo un contenitore di desideri da soddisfare?”
Il grande paradiso artificiale è in crisi.

Credo negli esseri umani, canta Marco Mengoni e sono CERTA che molti di noi hanno già superato questa fase, già si sono affrontati e sono giunti alla conclusione che il nostro essere non è solo un ammasso di carne, muscoli, sangue, molecole, siamo molto molto di più, la nostra natura è divina ed esistono altri livelli di esistenza (leggi sulle esperienze di premorte, coma profondo eccetera) e allora affiora una grande certezza che potrebbe diventare il pilastro della nostra evoluzione: ci possono togliere tutto tranne l’anima come diceva Roberto Zamperini.
In questo subbuglio, in questa entropia e disgregazione di ogni riferimento per l’uomo perciò non rimane che innalzare lo sguardo verso l’alto, cioè verso noi stessi e, appunto, “cavalcare la tigre*”.
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Nota: Se la tua scelta è quella di superare i confini biologici, ci vuole DISCIPLINA E METODO. Ognuno di noi deve trovare cosa è più congeniale per lui: Jūjitsu, Yoga, meditazione, camminare nei boschi, il tiro con l’arco, danzare, cucinare,TEV tutto purché tu davvero non sia CONTAGIATA/CONTAGIATO dal vero virus portato dal Kali Yuga: l’annientamento della tua natura DIVINA.
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*”Cavalcare la tigre” è un libro di J. Evola che invita all’introspezione e ad evitare tutto ciò che da noi non è controllabile e perciò infausto. Un libro che invita ad un percorso che presume una scelta: rimanere mortali o diventare immortali?

Stati di coscienza e TEV. Lettura per tipi stressati…

Ciao.
Tranquillo, non siamo impazziti qui al CRESS.
E’ che la società ci impone ritmi serrati, bisogna essere smart, efficienti, fichi, intelligenti, multitasking ed ecco lo tsunami dei pensieri ad affollare le nostre giornate, i nostri pensieri, il nostro tempo.
Verrebbe da dire “mal comune mezzo gaudio”, perché ci rendiamo conto che questa condizione riguarda sicuramente la maggior parte della popolazione, e forse anche te.
Ti trovi anche te nel sovraffollamento da pensieri, preoccupazioni, scadenze, impegni più o meno impellenti, situazioni che ti tolgono il sonno?
Già, perché poi, una delle conseguenze di tutto questo marasma è che la sera, quando si presume che tu abbia staccato la spina, quando si presume che sia arrivato il meritato riposo, quando è necessario recuperare un po’ di energie per affrontare il giorno seguente… che succede?
Succede che ti rigiri nel letto, che non trovi la posizione comoda, che ti consumi nei pensieri finché il corpo non si arrende esausto al sonno, oppure che questo strameritato sonno non arriva mai.
La mente prende il sopravvento: macina, analizza, pensa, escogita, si lamenta… tutto tranne l’unica cosa che dovrebbe fare: chiudere quella bocca e lasciarti riposare, che poi domani si riparte!
Bene, ma non benissimo!
Dicevamo… la soluzione?
Nella TEV® una situazione del genere può essere analizzata sotto diversi punti di vista.
Il primo di questi riguarda gli Stati di Coscienza.
“Stati di coscienza” non è un modo fricchettone per dire che sei sconnesso dall’energia dell’universo.
Significa che il nostro cervello ha delle modalità di funzionamento, e queste modalità si individuano a seconda della frequenza delle onde cerebrali.
Non è questo il momento di stare a spiegarti che cos’è una frequenza e come funziona, ma possiamo dire quali sono le conseguenze delle diverse frequenze del cervello può assumere.
Brevemente, senza fare un’analisi approfondita, la modalità che ti tiene sveglio la notte è quasi sicuramente una modalità di tipo beta (ß), quasi sicuramente sovraccarica di congestioni.
Questa modalità influisce con la modalità del sonno per svariati motivi, e come conseguenza il tuo cervello diventa una pentola di fagioli in ebollizione.
La soluzione a questo inconveniente dettato dai ritmi del mondo modernizzato, è presto detta:
Bisogna che le onde cerebrali ritrovino il giusto ritmo, il giusto equilibrio e la giusta alternanza.
Come?
La TEV® offre molte possibilità di azione, che dipendono soprattutto dalle capacità apprese nei vari corsi.
Una cosa è certa: non lasciamo che i nostri studenti escano da un corso senza che abbiano degli strumenti per lavorare da subito sulle cose.
Ecco perché già con il TEV® 1 si esce con la possibilità di fare qualcosa per il nostro sistema energetico in tilt.
Come?
Prima di tutto attraverso la strumentazione a tecnologia Cleanergy: chi frequenta il TEV® 1 riceve in omaggio il libro di Anatomia Sottile e un Mini Cleanergy, e può subito iniziare ad usarlo in modalità passiva. Le tecniche sono insegnate al corso.
Poi, attraverso l’approfondimento.
La mente può essere un laser, ma va tarata affinché lo diventi, e questo si fa attraverso la conoscenza e l’approfondimento.
Gli stati di coscienza sono un argomento chiave dell’Introduttivo.
Un argomento estremamente affascinante (se ti piace capire come funziona il cervello), dal quale la TEV® ha estrapolato degli spunti pratici pronti all’uso, per migliorare lo stato di salute del nostro sistema energetico.
Puoi prenotare il suo posto a questo link:
 
C’è un’offerta riservata è ancora valida, ma i posti si stanno esaurendo.
Scopri l’offerta più vantaggiosa per avere accesso al TEV 1 https://tecnicaenergovibrazionale.com/video-corso-tecnica-energo-vibrazionale-1/
Sei a un passo dal migliorare la qualità del tuo sonno e del tuo riposo, prenota ora il tuo posto.
Ad maiora.

Biofilia: il potere di fascinazione della Natura.

ForestaSiamo tutti un pò come Wall-e. Ricordi quando in un pianeta privo di vita, deturpato da immondizia e inquinamento Wall-e vede una piantina in una scarpa? Ne rimane incantato, immerso nel fascino emesso da quella piantina “sfigata” che ha deciso di germogliare in un vecchio scarpone, in un pianeta improbabile, dalle condizioni impossibili alla vita.  Eppure questa pianta sfigata, muove la coscienza di un “robot” che si mostra decisamente più umano e consapevole di alcuni di noi circa il valore di quella pianta, ma “alcuni di noi” non significa tutti.

In un articolo del 3 settembre di Agnese Malatesta pubblicato dall’Ansa si parla di ambiente, in particolare di quanto la vegetazione abbia un ruolo fondamentale sul nostro stato di salute psichico e fisico. Tutti, nel nostro intimo, sappiamo essere la verità, chi di noi non ha provato i benefici di una seppur breve scampagnata fuori città?

C’è chi è andato oltre a questa benefica sensazione generando teorie, mode, e perchè no, anche business (finalmente un business che valorizza quanto di meglio abbiamo a disposizione in questa Terra). Continua a leggere