Parassita energetico: una lettura fuori dal mito


Con il tempo ho rilevato un dato costante: dove è presente un trauma importante — soprattutto se ripetuto, rimosso o non elaborato — si osserva molto spesso anche la formazione di ciò che, nel linguaggio della Tecnica Energo Vibrazionale, definiamo forma-pensiero o elementale, ovvero una forma-pensiero più strutturata.


È necessario chiarire subito un punto essenziale. Questo tema non rappresenta, e non deve diventare, una manifestazione identitaria della TEV, né tantomeno un motivo di allarmismo o di suggestione. L’intento è esattamente opposto: riportare il fenomeno fuori da ogni territorio occulto o misterioso. Quando in altri contesti si parla di “parassita energetico”, la traduzione più corretta non è quella di un’entità esterna o oscura, ma di un processo di adattamento con basi psicologiche, neurofisiologiche ed energetiche molto concrete.
Il corpo registra ogni impatto traumatico. Quando un’esperienza non viene accolta, compresa e integrata, il sistema nervoso tende a congelarla.

Il trauma non elaborato rimane attivo nel circuito neurovegetativo: può modificare il tono vagale, influenzare la risposta ormonale e lasciare una memoria somatica nei tessuti. Dal punto di vista energetico si osserva un addensamento, una congestione, una zona in cui il flusso si riduce e l’informazione resta bloccata.

È questo che, nella TEV, viene definito forma-pensiero o elementale.
Molte di queste strutture nascono da esperienze personali non integrate. L’impatto supera la capacità di regolazione del sistema e il corpo organizza una risposta di contenimento. In origine si tratta di un meccanismo intelligente di protezione. Con il tempo, però, se non viene rielaborato, può irrigidirsi e trasformarsi in automatismo.


Accanto a questa origine interna esistono anche componenti relazionali e ambientali. Il sistema nervoso è profondamente risonante: fin dalle prime fasi della vita siamo immersi nei campi emotivi e nelle dinamiche di ciò che ci circonda. Traumi familiari non risolti, contesti relazionali fortemente stressanti o ambienti carichi di paura e tensione possono imprimere pattern che non derivano da un singolo evento personale ma da un’esposizione prolungata. Quando è presente una ferita, anche minima, il terreno diventa più permeabile e alcune strutture possono organizzarsi per risonanza con ciò che è già vulnerabile.


Nel corpo femminile il fenomeno appare spesso con maggiore evidenza, non per fragilità ma per la profondità dei passaggi biologici ed esistenziali che lo attraversano: menarca, primo rapporto, parto, eventuali aborti, interventi chirurgici, violenze. Sono eventi che coinvolgono sistema endocrino, sistema limbico e tessuti profondi. Se vissuti in solitudine, vergogna, paura o dissociazione, possono lasciare impronte significative. Il corpo, per proteggersi, struttura un contenitore del dolore; se questo contenitore rimane cristallizzato, diventa schema.


Il comportamento di queste strutture è coerente con la loro origine. Tendono ad attivarsi in presenza di emozioni affini al nucleo iniziale — paura, rabbia trattenuta, senso di colpa, vergogna, autosvalutazione — riaccendendo gli stessi circuiti neurovegetativi e lo stesso addensamento energetico. Talvolta orientano la percezione e, di conseguenza, le scelte, portando a riconfermare scenari coerenti con quella memoria. In altri casi l’effetto è più silenzioso: stanchezza persistente, calo energetico, difficoltà di centratura. Non si tratta di qualcosa che “succhia” energia dall’esterno, ma di un circuito che continua a consumarla per mantenere attiva una risposta di adattamento.
Non c’è motivo di demonizzare queste dinamiche. Tutti possediamo forme-pensiero: sono il risultato dei nostri processi di sopravvivenza e adattamento. Senza di esse non avremmo attraversato molte esperienze. Il lavoro non consiste nell’eliminare con lotta o paura, ma nel riconoscere, comprendere l’origine — personale, relazionale o ambientale — e trasformare gradualmente l’energia che le sostiene.
Nella TEV questi temi vengono affrontati nei percorsi avanzati a partire dall’argomento dei legami, perché è nella dinamica relazionale che molte risonanze prendono forma. Nei livelli successivi il lavoro viene distribuito e approfondito integrando visione energetica, consapevolezza corporea e regolazione neurovegetativa.


Il tema delle Forme Pensiero verrà trattato in modo specifico nel micro-corso che terrò su Zoom il 22 marzo, con l’intento di offrire una lettura chiara, radicata e priva di suggestioni allarmistiche. Quando un fenomeno viene compreso nei suoi meccanismi psicologici, neurofisiologici ed energetici, perde il suo potere destabilizzante e diventa parte di un processo di integrazione e maturazione.


Non lasciatevi risucchiare da parole o descrizioni che rendono questi processi misteriosi o inquietanti. Queste dinamiche esistono, ma possono essere comprese, nominate e riportate a ciò che realmente sono. Dare loro un nome significa togliere potere alla paura. Conoscerne l’origine permette di uscire dalla suggestione. Allenare la percezione consente di riconoscerle con lucidità, affrontarle anche dal punto di vista energetico e, soprattutto, utilizzarle come occasione per conoscere più profondamente noi stessi.
Infine, anche tutto questo è Vita.

Un abbraccio,

SGZ

Calendario romano attività didattica TEV 2016-2017

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Il passato: una realtà energetica presente.

Galassia Nasa

The perfectly picturesque spiral galaxy known as Messier 81, or M81, looks sharp in this new composite from NASA’s Spitzer and Hubble space telescopes and NASA’s Galaxy Evolution Explorer.

L’Universo sembra costruito in modo da essere descrivibile dalla nostra mente. Un po’ come dire che le due realtà, quella fisica e quella mentale partecipano della medesima natura.
Questo scrive Roberto Zamperini nel suo libro “La Cellula Madre” sul come le leggi logico-matematiche descrivano il mondo in cui viviamo; una modalità con cui il nostro pensiero interpreta la realtà, un codice che rappresenta la nostra logica.

Il “Zamperin pensiero” in questo scritto si avvicina all’Idealismo, corrente filosofica che basa il suo postulato sull’idea che la realtà è un’interpretazione dell’azione mentale, un prodotto del pensiero. RZ si avvicina a Platone e alla “Teoria delle idee” secondo la quale i pensieri non solo sono realtà ma generatrici della realtà, teoria che descrive fedelmente le Forme-Pensiero e attraverso la quale possiamo meglio comprendere e praticare la TEV.

Forme-pensiero, cioè pensiero che genera la forma, sono un atto di coscienza che si fissa nella struttura, nella materia. Le FP sono un capisaldo della TEV così come nella PNL o nella fisica quantistica.

Dice Erwin Schrödinger, fisico:
“La coscienza è il teatro, e precisamente l’unico teatro su cui si rappresenta tutto quanto avviene nell’universo, il recipiente che contiene tutto, assolutamente tutto, e al di fuori del quale non esiste nulla.

C’è una tecnica in TEV 3 che richiede uno spostamento di coscienza, un cambio di prospettiva dell’osservazione che consiste nel testare, andando a ritroso nel tempo, i momenti topici che hanno segnato il nostro essere, che hanno fortemente modificato le nostre scelte, la nostra coscienza, il nostro status energetico.
Obiettivo: il nostro benessere, ma non solo.

Roberto asserisce nei suoi insegnamenti che possiamo concepire le cicatrici, non solo come tessuto connettivale con diverso potenziale elettrico, ben visibile ai nostri occhi, ma come ricordi, segni in cui è impressa la memoria di un evento, traumi non fisici, cicatrici emozionali, psichiche fissate in un campo bioenergetico. Sono queste cicatrici invisibili, spesso rimosse, che al verificarsi di condizioni propizie diventano un disturbo, “Il Disturbo”, un sottofondo che può arrivare a squilibrare dapprima il nostro sistema energetico poi quello fisico.

Federico Navarro neuropsichiatra, psicanalista, psicoterapeuta sostiene l’importanza della vita intrauterina e di come traumi vissuti in questa possono, in caso di forte inibizione del corpo vitale, manifestarsi gravemente sulla salute anche in età adulta, cioè temporalmente distante dal periodo in cui è avvenuto l’evento traumatico.

Wilhelm Reich ha fondato la Vegetoterapia sull’assunto che il sistema neurovegetativo, muscolare e neuroendocrino è una rete la cui vitalità, connessione, alimentazione sono garantiti dall’orgone , dall’energia sottile, che può bloccarsi nei muscoli a causa di un vissuto, di traumi emozionali, diventando dor, cioè, congestione.

Anche le ultime frontiere della neurofisiologia e della scienza ci donano delle scoperte stimolanti. Sul sito della treccani in merito all’epigenetica: “È stato infatti dimostrato che eventi traumatici avvenuti durante l’infanzia cambiano in modo permanente l’attività di geni chiave per il funzionamento cerebrale, come nel caso dei geni che permettono la sintesi delle neurotrofine (una classe di molecole scoperte dal premio Nobel Rita Levi-Montalcini), creando una vulnerabilità per la psicopatologia. È infatti noto come i traumi infantili possano incidere sul processo di crescita anche con conseguenze assai gravi, creando i presupposti per una maggiore vulnerabilità alla depressione. In particolare, è stato osservato che più alto è il numero di traumi subiti, maggiore è la vulnerabilità (Caspi, Moffitt 2006).”

In poche parole l’ambiente, il vissuto, i traumi modificano l’espressione genica. Dato interessante, utile a comprendere molte dinamiche ma, oltre all’interpretazione ufficiale, c’è una chiave di lettura energetica. Secondo RZ, alcuni momenti topici, seppure dimenticati, continuano ad esistere, continuano ad esprimere la loro CV, continuano ad influenzare il nostro sistema che, in caso di ipotonia, non può compensare la tendenza allo squilibrio dettato dal ricordo, dalla cicatrice emozionale.
Il trauma e il suo portato energetico allora affiorano esprimendo le loro potenzialità e influenze sul nostro benessere ma, se il trauma viene identificato, percepito energeticamente, è ipotizzabile un intervento.

Un’idea bizzarra per molti, comprensibile, se non usciamo dallo schema meccanicistico che condiziona i nostri pensieri ed il nostro sentire.

Possibile che qualcosa che non solo non vedo ma non percepisco, qualcosa che ho rimosso, dimenticato, sprofondato nell’oblio, possa influenzare il mio benessere? La psicologia insegna ( vedi meccanismi di difesa dell’io) ma ciò su cui si concentra la TEV è l’aspetto puramente energetico.

La “sindrome dell’arto fantasma” è quel fenomeno per cui coloro che hanno subito un’amputazione di un arto continuano a percepire la gamba o il braccio, le percezioni dolorose, la sensazione che l’arto si muova, come se l’organo fosse ancora presente.

La “disfunzione erettila appresa o fantasma” è un fenomeno simile all’arto fantasma per cui, pur correggendo chirurgicamente il problema che causa il dolore durante il rapporto sessuale (ad esempio un incurvamento del pene), il dolore viene ugualmente percepito.

Per noi della TEV la ragione è che l’organo, così come le cicatrici, mantiene la sua memoria energetica.

A Claire Sylvia è stato trapiantato un cuore, successivamente, sviluppa una serie di “stranezze”: gli inizia a piacere la birra,il pollo fritto, a cambiare anche gusti sessuali, insomma inizia a cambiare personalità. Sconcertante?

Ricerche attestano che nel cuore esiste un complesso neuronale che nel feto si sviluppa infarto-miocardico-cardiopatieancor prima del cervello, che dà adito di pensare che il cuore abbia una memoria.

La memoria puà fissarsi in un organo, in un tessuto connettivale -come la cicatrice- o in un organo energetico come il campo ordinatore locale (chakra), su questo assunto si basa l’“analisi energetica regressiva”, tecnica TEV in cui vengono individuati, attraverso il test energetico, gli eventi passati focali , cioè, quegli eventi che operano nel presente come elementi depauperanti. Una volta individuati i momenti topici è possibile trasformare il messaggio portatore influente nel presente.

Una mia amica psicologa parlandomi delle sue esperienze professionali rifletteva sul fatto che là dove manca il ricordo, la coscienza, diventa più difficile l’intervento da parte del medico. Ecco le ragioni che mi hanno spinto a ricercare una sinergia con la psicologia, perchè, anche quando non vi è la memoria, la consapevolezza dell’evento, il sistema energetico fa da testimone, ed è proprio sulla memoria energetica dell’accadimento che si basa il test e l’intervento energetico TEV.

RZSe è difficile digerire l’informazione, ritorniamo dai grandi maestri all’inizio citati per ricordarci che, se la realtà è concepita in quanto tale attraverso un atto di consapevolezza, se la coscienza proviene da un atto percettivo, ciò che sento nel palming è la realtà.

Se l’uomo invece di avere cinque sensi, ne avesse un altro: il palming, il suo modello di realtà e la sua stessa coscienza cambierebbe, cambierebbe probabilmente anche il modo di concepire il tempo e sé stesso, arriverebbe a percepire, nelle sue mani, la portanza energetica del suo primo giorno di vita, del taglio ombelicale, di cosa significa in termini non concettuali “momento topico” o “trauma”, perchè percepito dal suo corpo.

In fondo, le mani, sono sempre state un elemento importante per l’evoluzione dell’uomo fin dalla sua comparsa sulla terra, un elemento che ha contribuito fortemente allo sviluppo delle capacità cerebrali e della stessa coscienza.

Questo è il percorso del CTS nascosto nella TEV e nelle sue tecniche energetiche.

Habemus libro!

Da lunedì acquistabile presso il CRESS. le-leggi-occulte-dell-energia-sottile-e-i-7-raggi-libro-63860

In uscita, Luglio 2013. Le leggi occulte dell’energia sottile e i 7 Raggi

le-leggi-occulte-dell-energia-sottile-e-i-7-raggi-libro-63860

Potete prenotarlo e richiederlo, al CRESS: info@irescress.it  o qui:

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__le-leggi-occulte-dell-energia-sottile-e-i-7-raggi-libro.php?wl-done=1&wl-done=1

Apprendimento, forme pensiero, credenze (3): l’apprendimento condizionato rispondente.

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Ivan Pavlov

segue a :

Apprendimento-forme-pensiero-e-credenze (1)

Apprendimento-forme-pensiero-e-credenze (2)

L’apprendimento condizionato rispondente o condizionamento pavloviano è un apprendimento per associazione. E’ detto apprendimento rispondente perché ad essere acquisita non è un’azione volontaria ma una risposta riflessa. Autore della scoperta fu il fisiologo russo Ivan Pavlov che fece numerosi esperimenti con i cani. Continua a leggere

Apprendimento, forme pensiero e credenze (2)

Segue a:  Apprendimento, forme-pensiero e credenze (1)

il-pensiero-quel-qualcosa-di-astratto-eppure--L-Z3xsEHLa fabbrica del nostro malessere

Nel primo articolo ho tracciato una definizione generale di cosa sono le forme-pensiero evidenziando come la descrizione e l’origine delle forme-pensiero, o credenze, combacia in maniera perfetta con quelli che sono gli studi psicologici sull’apprendimento. In sintesi ci dice la psicologia, in particolare il filone del comportamentismo, l’apprendimento è la modifica più o meno stabile del comportamento, delle abitudini. Continua a leggere

Apprendimento, forme-pensiero e credenze. (1)

LL’apprendimento è la fornace delle forme pensiero.

Un sinonimo di forme-pensiero molto battuto ed in voga oggi è il termine “credenze”.  Le credenze sono in effetti un concetto rispolverato, rimodernato di quella che la tradizione chiama, da secoli, forme-pensiero. Cosa sono le forme-pensiero? Continua a leggere

Balbuzie: la testimonianza di Valerio.

Una testimonianza di Valerio, ragazzo con il quale ho iniziato il percorso TEV a maggio e che è arrivato da me per un riequilibrio energetico ma , preferisco farvi raccontare da lui il cammino svolto insieme. Ecco quello che ha da dire:
“Ciao mi chiamo Valerio, ho 18 anni e vorrei condividere questa esperienza. Dall’età di 3-4 anni sono balbuziente e mi sudano copiosamente mani e piedi.

Il contagio delle Forme Pensiero: i chakra della Signora Rosa.

Gli esordi della TEV, quando ancora si chiamava Cromoterapia Sottile, vedevano me e Roberto in un piccolo e amabile studio nella caratteristica Garbatella, a Roma.

Di fronte a me, un’anziana signora che chiamerò per convenzione Rosa.

Madre di un infermiere, nostro futuro istruttore TEV, Rosa veniva sottoposta a cicli di chemioterapia.

La signora Rosa non veniva da noi certo per guarire,

noi e la TEV NON GUARIAMO E NON SOSTITUIAMO LA TERAPIA MEDICA UFFICIALE NE’ LE FIGURE MEDICHE UFFICIALI.

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